I risultati dei progetti a favore dei richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di tortura

Sono stati più di 650 i richiedenti e titolari di protezione internazionale, vulnerabili e non, accolti dalla Caritas diocesana di Roma attraverso i progetto “S.P.E.S. 2 – Sostegno Psicologico e Sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di tortura e violenza (Modulo 1)” e “PROGETTO SVILUPPO. Percorsi di autonomia per richiedenti e titolari di protezione internazionale”; per loro sostegno per l’alloggio, corsi di italiano, formazione professionale, tirocini lavorativi, riabilitazione psico-fisica, counselling,
I risultati dei due progetti, co-finanziati dal Fondo Europeo per i Rifugiati a chiusura dell’Annualità 2011, sono stati presentati stamane in un convegno che si è svolto presso il Centro Ascolto Stranieri della Caritas di Roma in occasione della Giornata Internazionale a Sostegno delle Vittime di Tortura e a ridosso della Giornata Mondiale del Rifugiato.

«Due progetti – ha detto il direttore della Caritas, monsignor Enrico Ferociche hanno voluto offrire ai protetti internazionali, richiedenti asilo, rifugiati e vittime di tortura un sostegno e un accompagnamento concreto nel loro percorso di integrazione nel territorio romano. La qualità del lavoro svolto e i risultati raggiunti sono certamente dovuti all’attenzione alla persona in tutto il suo essere, alle sue esigenze e aspettative con cui ogni operatore Caritas è abituato a lavorare ed alla sinergia di intenti e obiettivi dei vari enti che hanno partecipato al progetto».

Nel dettaglio la sintesi dei due progetti.

  • “S.P.E.S. 2 – Sostegno Psicologico e Sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di tortura e violenza (Modulo 1)”

Report del progetto
Scheda di sintesi SPES 2
Si tratta della prima annualità del progetto biennale “S.P.E.S.2” rivolto a richiedenti e titolari di protezione internazionale appartenenti alle categorie vulnerabili e realizzato dalla Cooperativa Roma Solidarietà, ente gestore della Caritas di Roma, in partenariato con il Centro Astalli dei Padri Gesuiti nell’ambito del Fondo Europeo per i Rifugiati (FER 2008-2013, AP 2011, Azione 5). L’iniziativa progettuale, avviata il 10 agosto 2012, concluderà la sua prima fase il 30 giugno 2013 e prevedeva tre tipi di intervento: accoglienza residenziale e percorsi di promozione dell’autonomia alloggiativa; attività di promozione e riabilitazione psicofisica; orientamento ed accompagnamento all’istruzione, alla formazione e al lavoro.
Complessivamente, nell’ambito del progetto sono stati ascoltati oltre 300 richiedenti e titolari di protezione internazionale segnalati per la presa in carico. Tra questi 124 sono risultati eleggibili (41,3%). Netta è la prevalenza dei destinatari uomini (76%), mentre la percentuale di titolari di protezione internazionale (51%) è quasi pari a quella dei richiedenti asilo (47%). Le nazionalità più rappresentate sono il Senegal, la Costa d’Avorio, la Mauritania e il Mali.
Con riferimento all’appartenenza dei destinatari alle diverse categorie vulnerabili, la stragrande maggioranza risulta essere vittima di violenza e tortura. Tuttavia, preme segnalare che nella realtà molti destinatari hanno vulnerabilità multiple. Soprattutto le vittime di violenza e torture presentano spesso anche un disagio mentale, più o meno grave, oppure una disabilità fisica. L’incidenza (45,2%) di destinatari con disagio psichico ha avuto un’inevitabile ripercussione sull’esito dei percorsi di integrazione proposti.
A favore di questi destinatari sono stati erogati complessivamente quasi 800 prestazioni con interventi di sostegno e di riabilitazione psicosociale, accompagnamento socio-legale ed integrazione socio-economica previsti dal progetto.

  • “PROGETTO SVILUPPO. Percorsi di autonomia per richiedenti e titolari di protezione internazionale”

Report del progetto
Scheda di sintesi SVILUPPO
Iniziato il 10 agosto 2012 per concludersi il 30 giugno 2013, il progetto ha realizzato percorsi di autonomia socio-abitativa, di alfabetizzazione linguistica ed informatica, di formazione professionale, di inserimento lavorativo e di tutela della salute finalizzati alla promozione dell’inclusione sociale dei richiedenti e titolari di protezione internazionale. L’iniziativa è stata realizzata dalla Cooperativa Roma Solidarietà, ente gestore della Caritas di Roma, in partenariato con il Centro Astalli dei Padri Gesuiti nell’ambito del Fondo Europeo per i Rifugiati (FER 2008-2013, AP 2011, Azione 1).
I destinatari presi in carico dal progetto sono stati 353 (di cui 303 uomini e 50 donne) di età compresa tra i 19 ai 59 anni (quasi l’80% sotto i 35 anni).
Rispetto alla provenienza geografica, si registra la  prevalenza delle persone provenienti dall’Africa subsahariana, che rappresentano il 54,1% del totale delle persone prese in carico (tra cui emergono Eritrea, Somalia, Mali, Costa d’Avorio, Senegal, Etiopia), seguite dal 43,6% di destinatari provenienti dall’Asia (di cui l’83% dall’Afghanistan ed il 25% dal Pakistan) ed in ultimo i destinatari dell’America Latina in particolare della Colombia e di Cuba.