La fraternità inizia dal riconoscere la diversità

PapaFrancesco_ColombaIl messaggio di Papa Francesco per la giornata della pace “Non più schiavi ma fratelli” è un invito a rivedere le nostre relazioni con le persone per vivere da testimoni dell’amore di Dio.
“La sempre diffusa piaga dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo ferisce gravemente la vita di comunione e la vocazione interpersonali improntate a rispetto, giustizia e carità”. Senza rispetto, giustizia e carità non riusciamo a vedere altre prospettive se non quelle utilitaristiche e prettamente mercantili nelle relazioni che creiamo. E lo scenario che questo determina è sotto gli occhi di chiunque sia capace di vedere la storia con occhi attenti.
La fraternità non significa uniformità; la fraternità è il riconoscimento che in una stessa casa vivono e si sostengono persone diverse, con sogni diverse e con obiettivi diversi. Ma la fraternità è un dono che deve essere accolto e custodito. Non ci è dato di tenerlo gratuitamente. Trova radici nel riconoscimento dell’altro, della tutela delle sua dignità e nel rispetto della sua storia.
È questo cammino di libertà che rende possibile la fraternità: cammino liberante nei confronti di noi stessi, dei nostri egoismi e delle nostre certezze.
Cammino di libertà che può smascherare i meccanismi di schiavitù violenti soprattutto per chi, persona o popolo, è più debole. La schiavitù è figlia della violenza e la violenza la perseguiamo in tanti modi e ha tanti volti: personali, economici, sociali, politici.
La logica della violenza prevale quando qualcuno vuole schiacciare l’altro. Non c’è violenza buona e violenza cattiva. La violenza è sempre perpetrata nel momento in cui si tratta la persona come mezzo e non come fine.
Considerare la persona solo come mezzo per ottenere ciò che voglio, annienta la stessa natura del’uomo pensato e voluto da Dio a sua immagine. Quando questo accade l’uomo diventa uno schiavo e può essere usato, schiacciato, rotto, messo da parte, scartato nel momento in cui non concorre più al raggiungimento del mio scopo. Allora tutte le parole che caratterizzano questa schiavitù prendono una forma complessa e articolata e diventano “povertà, sottosviluppo, esclusione, corruzione”.
La fraternità è il cammino per eliminare la schiavitù; non può restare per noi una buona intenzione. Costruire fraternità richiede “coraggio ,pazienza e perseveranza” e non può essere fatto da soli; la fraternità si costruisce proteggendo chi è ora schiavo, prevenendo le situazioni che creano queste schiavitù e denunciando con verità e con giustizia chi tradisce questa missione.
Se apriamo gli occhi, scopriremo che ilo cammino è ancora molto lungo. Papa Francesco non si limita a farci vedere , ma con fermezza invita a “operare gesti di fraternità nei confronti di coloro che sono tenuti in stato di asservimento”. E chiama al proprio impegno tutti: le istituzioni, le organizzazioni governative, gli uomini di potere, ogni uomo di buona volontà.
La strada è una sola; abbandonare la globalizzazione dell’indifferenza e diventare responsabili della globalizzazione della solidarietà e della fratellanza.
Potremo approfondire le parole del Santo Padre nell’incontro che si terrà il prossimo 31 gennaio, alle ore 17, nella Parrocchia di San Barnaba in Via dei Geografi 15.

                     Oliviero Bettinelli
Area Educazione alla Pace e alla Mondialità