Concluso il progetto “StudiAmo l’italiano” per l’integrazione dei cittadini non comunitari

Il 30 giugno 2015 si è chiuso il progetto “StudiAmo l’italiano. Opportunità di formazione e informazione linguistica e civica per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi”.
Il progetto, cofinanziato dal Fondo Europeo per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi nell’ambito dell’annualità 2013 e promosso dalla Caritas di Roma in collaborazione con il Centro Astalli, ha avuto come obiettivo la promozione della conoscenza della lingua e cultura italiana e il potenziamento della consapevolezza sui diritti di cittadinanza.
A tale scopo, il progetto ha previsto l’attivazione di quattro corsi di apprendimento linguistico e civico rivolti ad analfabeti, donne e a coloro che necessitano di raggiungere il livello linguistico A2 (anche ai fini dell’ottenimento del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo) e la creazione di uno Sportello informativo volto a fornire orientamento sulle opportunità in campo linguistico e formativo sul territorio.
Complessivamente il progetto ha coinvolto 210 destinatari, dei quali 48 sono stati inseriti nei corsi di italiano oltre che nelle attività di orientamento. In base alla tipologia di permessi di soggiorno degli iscritti si riscontrata una presenza eterogenea, sebbene emerga una forte prevalenza di permessi di soggiorno per motivi umanitari (42%); seguono quelli per motivi familiari(20%) e per lavoro subordinato (13%). Anche il quadro dei paesi di provenienza dei destinatari ha visto rappresentate 46 diverse nazionalità: con una prevalenza di cittadini di Mali, Bangladesh, Senegal e India.
A partire dall’attività dello Sportello sono state prodotte e divulgate cinque brochure informative relative a:

Ricettario

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Nell’ambito di uno dei corsi di italiano indirizzati alle donne è invece nato lo spunto per la redazione di un ricettario multi-etnico Melting food-ricette dal mondo con il quale le stesse partecipanti hanno avuto modo di far conoscere alcune pietanze tipiche del proprio paese e di condividerle prima con le compagne di classe e, successivamente, con chiunque abbia voglia di sperimentarsi con cucine di paesi lontani.