La dichiarazione del cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, dopo l’appello rivolto domenica 6 settembre 2015 dal Santo Padre alla comunità cristiana. Nel testo il cardinale vicario ricorda «l’impegno consolidato che proprio la diocesi di Roma porta avanti da anni grazie all’opera quotidiana della Caritas diocesana di Roma e alla generosa collaborazione di parrocchie e comunità religiose» e fa presente che proprio «nei giorni passati ho convocato il Consiglio Episcopale e ho indicato delle proposte operative per un maggiore coinvolgimento delle comunità parrocchiali e religiose nell’accoglienza urgente dei profughi»

imagesLa comunità ecclesiale di Roma, già impegnata nell’accoglienza degli immigrati, è grata a Papa FRANCESCO per l’appello rivolto ieri all’Angelus per l’ospitalità ai profughi di fronte alla grave tragedia di decine di migliaia di persone che, come ci ha ricordato il Santo Padre, «fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita».
Assistiamo in questi giorni a immagini mai viste finora, non solo dell’approdo nei porti italiani di centinaia di uomini, donne e bambini – con il Mediterraneo che continua a essere la tomba di tante vite, anche di piccoli innocenti – ma anche di un gigantesco esodo senza precedenti dal lato orientale dell’Europa verso la Germania e il Nord del continente.
Non è possibile restare indifferenti dinanzi a queste scene, la nostra coscienza di cristiani è interpellata direttamente. «Il Vangelo – ha detto Papa Francesco – ci chiama, ci chiede di essere “prossimi”, dei più piccoli e abbandonati». Soprattutto all’approssimarsi del Giubileo della Misericordia.
L’appello del Santo Padre, rivolto «alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa» per ospitare una famiglia di profughi, «incominciando dalla mia diocesi di Roma», si inserisce nell’impegno consolidato che proprio la diocesi porta avanti da anni grazie all’opera quotidiana della Caritas diocesana di Roma e alla generosa collaborazione di parrocchie e comunità religiose.
Il primo servizio della Caritas dedicato agli stranieri risale al 1981, ed è il Centro Ascolto di via delle Zoccolette, a due passi da Largo Argentina. Elemento trainante dell’Area Immigrati della Caritas, è punto di riferimento prezioso per gli stranieri che vivono e transitano a Roma, e attua un impegno articolato attraverso molteplici servizi.
Nel 1999 nasce al Mandrione il Centro Accoglienza “Ferrhotel” della Caritas diocesana, entrato nello SPRAR (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), che nel 2014 ha ospitato 150 uomini. Si tratta di una struttura nata per ospitare utenti stranieri con progetto di avviamento a un percorso lavorativo.
A Monteverde dal 2010, un Centro Accoglienza – inserito anch’esso nel circuito SPRAR – è in grado di ospitare 30 donne richiedenti asilo, rifugiate, titolari di protezione e nel 2014 sono state accolte 67 donne. Obiettivo del servizio è offrire a donne che abbiano vissuto esperienze traumatizzanti uno spazio che favorisca il loro inserimento sociale, attraverso azioni di sostegno e un ambiente protetto.
Non manca poi l’attenzione rivolta ai minori stranieri non accompagnati, un terzo dei quali presenta domanda per il riconoscimento dell’asilo politico o di protezione umanitaria. Nel 2014 in tre centri della Caritas di Roma ne sono transitati 404, (in gran parte maschi e quasi tutti provenienti da Paesi al di fuori dell’Unione Europea).
Nei giorni passati ho convocato il Consiglio Episcopale e ho indicato delle proposte operative per un maggiore coinvolgimento delle comunità parrocchiali e religiose nell’accoglienza urgente dei profughi. Le parole del nostro Vescovo, Papa Francesco, incoraggiano la comunità cristiana di Roma a perseverare nel percorrere con generosità e fiducia nel Signore la strada dell’accoglienza e dell’ospitalità.