Il 6 settembre 2015 Papa Francesco, durante l’Angelus domenicale, ha esortato tutte le parrocchie e gli istituti religiosi del mondo, ad iniziare dalla propria Diocesi, a prestare accoglienza alle famiglie di profughi in fuga dalla guerra e dalla violenza.
Questo vibrante appello ha scosso molte coscienze: in soli due mesi sono arrivate in Vicariato oltre 135 telefonate da parte di Parrocchie, istituti religiosi, case famiglie e enti di carità ad esse collegati, ai quali si aggiungono circa 20 famiglie che, da privati cittadini, si sono offerti per ospitare persone in casa propria.
A partire da questa mobilitazione sono nati due progetti di accoglienza diffusa: “Ero forestiero e mi avete ospitato” e “Pro-tetto: rifugiato a casa mia”, volti a creare opportunità di ospitalità di richiedenti asilo e rifugiati presso parrocchie, istituti religiosi, famiglie romane.

Accoglienza diffusa: cos’è.
L’accoglienza diffusa è un nuovo modo di intendere l’accoglienza, basata sul principio che un percorso di integrazione parta anzitutto dalla costruzione di reti sociali oltre che di relazioni di amicizia e di solidarietà.
Troppo spesso i grandi centri di accoglienza producono emarginazione e diffidenza nei confronti degli ospiti, percepiti come corpo estraneo e massa uniforme di uomini senza arte né parte. D’altro canto, anche per gli stessi richiedenti e titolari di protezione la vita nei grandi centri collettivi è un’esperienza alienante, in cui con difficoltà riescono a riappropriarsi del proprio essere persona.
La pratica dell’accoglienza diffusa permette a tutte le persone coinvolte di entrare realmente in contatto con l’altro, il quale smette presto di essere “l’ospite” per essere scoperto nelle sue caratteristiche individuali, bisogni, aspirazioni e obiettivi. Un’intera comunità che abbraccia il nuovo arrivato, che collettivamente si prende carico dei suoi bisogni e che riceve in cambio la partecipazione attiva da parte della persona accolta.

Perché aderire ai progetti di accoglienza diffusa

  • Per innescare un circolo virtuoso basato sul reciproco riconoscimento, sulla costruzione di un rapporto di fiducia, sulla moltiplicazione delle reti di sostegno coinvolgendo anche familiari, vicini di casa, amici e conoscenti.
  • Per promuovere e rafforzare la cultura dell’accoglienza intesa come capacità della società civile di attivarsi e mettersi in gioco per superare le disuguaglianze sociali
  • Per trasformare la risposta ad un bisogno in un’occasione di crescita umana e spirituale, un impegno pastorale che coinvolge l’intera comunità e che permette di vivere la fede concretamente e quotidianamente
  • Per confrontarsi con la vita e i problemi quotidiani dei rifugiati, superando luoghi comuni e pregiudizi e scoprendo al contempo che le cose che accomunano sono ben più di quelle che dividono.

Impatto e risultati
Ad oltre un anno dall’avvio delle prime esperienze possiamo dire che i progetti di accoglienza diffusa hanno portato:

  • ad una grande mobilitazione dal basso e partecipazione attiva di gruppi di volontari nelle varie attività previste dai progetti di accoglienza;
  • a nuove esperienze di collaborazione tra parrocchie, ovvero tra parrocchie e istituti religiosi
  • al confronto e alla sperimentazione diretta della vita e dei problemi quotidiani dei rifugiati, superando luoghi comuni e pregiudizi;
  • all’attivazione di reti solidali e all’emersione di risorse presenti sui territori utili all’inclusione sociale degli ospiti;
  • all’attivazione di percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo per gli ospiti;
  • ad un coinvolgimento degli ospiti in eventi organizzati da associazioni del territorio e in attività di volontariato di varia natura;
  • a far aprire singoli cittadini e famiglie italiane all’idea della possibilità di accogliere un rifugiato in casa propria.

Per maggiori informazioni:
Caritas di Roma, Area Immigrati
Via delle Zoccolette 19
Tel.06/88815323-4
Email: migrasilo.progetti@caritasroma.it
area.immigrati@caritasroma.it

“Ero forestiero e mi avete ospitato”

Migranti parrocchie 1

Due proposte di l’accoglienza in parrocchie e negli istituti religiosi, per richiedenti protezione internazionale “appena arrivati in Italia” (prima accoglienza) e rifugiati e protetti internazionali (seconda accoglienza).
Avviato nel novembre del 2015 è ora attivo in oltre 40 realtà di Roma supportate dall’ausilio di tutor.
Il progetto

Accoglienza diffusa in famiglia

protettow

Sulla scia dell’esperienza di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo presso parrocchie ed istituti religiosi, la Caritas di Roma ha dato avvio ad una nuova forma di accoglienza diffusa che vede protagoniste le famiglie romane, le quali apriranno le porte della loro casa per vivere un’esperienza di incontro e per costruire solidi legami di solidarietà e amicizia.
Il progetto

Incontri di approfondimento

Migranti parrocchie 2

La Caritas diocesana, l’Ufficio Catechistico e l’Ufficio per la Pastorale delle migrazioni propongono alle comunità parrocchiali  e alle famiglie interessate un percorso di approfondimento: sei incontri – a moduli – tenuti da esperti per coinvolgere e informare le comunità parrocchiali sui temi delle migrazioni e sulla pastorale dell’accoglienza.
Il programma