don LuigiPuò sembrare un “paradosso” – in un periodo in cui si vive alla giornata e la memoria spesso non ha ricordi – ma pensandoci bene, l’attualità della testimonianza pastorale e umana di don Luigi Di Liegro, il “prete degli ultimi”, è più viva e presente che mai, nella nostra società, a 18 anni dalla sua morte avvenuta all’Ospedale San Raffaele di Milano, il 12 ottobre 1997. Sempre per “paradosso”, in questi ultimi mesi sono accaduti alcuni “ fatti straordinari”, che potrebbero aver fatto fare un “sussulto” a Don Luigi Di Liegro, nella piccola Cappella del Pro Clero, al Cimitero Verano di Roma, dove è sepolto, insieme a tanti altri sacerdoti, che non avrebbe mai immaginato.

Ma quali sono questi “fatti straordinari” che avrebbero certamente stupito e gratificato intimamente, malgrado la sua riservatezza e modestia, Don Luigi Di Liegro? Sono almeno due i “fatti straordinari” che richiamano la vita terrena e le opere del “grande prete romano”.

Il primo accaduto il 28 aprile 2015, in occasione di una serata Caritas in un Teatro del centro storico della Capitale.

In un videomessaggio a sorpresa, Papa Bergoglio al Teatro Brancaccio di Roma manifesta il suo pensiero, la sua vicinanza agli ospiti di tutti i centri di accoglienza della Caritas di Roma e dove alcuni hanno recitato come attori, nella rappresentazione dal titolo “Se non fosse per te”. Una storia che racconta esperienze vere, difficili, di abbandono ed emarginazione, vissute dagli stessi protagonisti.

“Quanto vorrei – dice Papa Francesco nel suo messaggio – che le comunità parrocchiali in preghiera, all’ingresso di un povero in chiesa, si inginocchiassero in venerazione allo stesso modo come quando entra il Signore”. Il Papa ha poi ricordato come Roma, fin dall’antichità è stata costellata di persone impregnate di amore di Dio, che hanno aiutato i poveri e ha ricordato alcune significative testimonianze di vita.

I riferimenti sono stati per sei santi e un sacerdote, in particolare il Santo Padre ha citato San Lorenzo, per le attività caritative per poveri e vedove (martirizzato il 10 agosto 258); Santa Fabiola, per l’assistenza ai malati e la realizzazione del primo ospedale per i poveri (morì il 27 dicembre 399); San Filippo Neri, ideatore dell’Oratorio per i ragazzi di strada, celebre la sua frase “State bboni, se potete”…. (scomparso il 26 dicembre 1595) e Don Luigi Di Liegro, fondatore e primo Direttore della nostra Caritas Diocesana di Roma.

Il richiamo a queste testimonianze da parte di Papa Francesco e “l’invito alla speranza e che la Chiesa di Roma sia sempre disponibile all’accoglienza.” Infine, la richiesta di tutte le domeniche, al termine dell’Angelus di mezzogiorno, in piazza San Pietro “per favore non dimenticate di pregare per me.”

Il secondo accaduto il 14 settembre 2015, il cardinal Vicario di Roma, Agostino Vallini, nella basilica di San Giovanni in Laterano, nella sessione conclusiva del Convegno Diocesano 2015, ha annunciato che: “ Il 18 dicembre il Papa aprirà la “Porta Santa della carità” del Giubileo straordinario della Misericordia, all’ingresso dell’Ostello della Caritas di via Marsala: è la novità delle novità di questo Giubileo “francescano”, che invita i pellegrini a “ fare visita” ai poveri come visiterebbero una Basilica. E’ la quinta “Porta Santa” di Roma e il Santo Padre dopo aver varcato la soglia dell’Ostello intitolato a Don Luigi Di Liegro, visiterà la mensa dedicata a San Giovanni Paolo II.

La struttura di via Marsala, accanto alla stazione di Roma Termini, è nata nel 1987. “In questi anni – spiegano alla Caritas diocesana – l’Ostello è stato il luogo di incontro più prossimo con la povertà e l’emarginazione, in cui la comunità cristiana ha trovato lo spazio per condividere e socializzare con i fratelli emarginati. Una relazione fatta di piccole cose come la doccia, il cambio biancheria, il conversare seduti a tavola, che diventa la concretizzazione dell’amore evangelico”. Oggi al termine dei lavori di ristrutturazione e di ammodernamento, la struttura potrà ospitare 180 persone senza dimora, oltre gli altri servizi esistenti.

L’azione pastorale e la testimonianza di Don Luigi Di Liegro, a 18 anni dalla sua scomparsa è in questi due “ fatti straordinari”, perché viveva in mezzo alle persone, in modo particolare a quelle meno fortunate, avendo come strada maestra lo spirito e l’insegnamento del Vangelo. Ecco perché la citazione di Papa Francesco, nell’evento del Teatro Brancaccio e la scelta della “Porta Santa della carità” all’Ostello di Roma Termini, rappresentano anche un legame forte e significativo con la vita di un sacerdote, che è stato per decenni, amato e temuto, un punto di riferimento per credenti e non credenti, e non solo di Roma.

Il comportamento dell’attività pastorale e caritatevole di Don Luigi si può riassumere in questa frase pronunciata nel corso di un incontro con dei volontari, in una parrocchia romana, e ripresa in più occasioni: “Non si può amare a distanza, restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere.” Anche da queste parole la grande attualità dell’insegnamento del fondatore della Caritas di Roma.

La Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro promuove per ricordare, nel XVIII anniversario della scomparsa di Don Luigi, un incontro martedì 13 ottobre 2015 a Palazzo Valentini per la presentazione del volume “Misericordia e carità nel pensiero di Don Luigi Di Liegro” e successivamente, come tutti gli anni, la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Santi XII Apostoli. Presiederà Mons. Matteo Zuppi, Vescovo Ausiliario di Roma Centro e l’omelia sarà tenuta da Don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione Libera.

Luciano Di Pietrantonio