Caritas, Ostello Don Luigi Di Liegro“Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tim 2,4).
Cosa vuol dire oggi consigliare i dubbiosi? Nessuno di noi possiede risposte certe.
Nella nostra esperienza quotidiana il dubbio è parte della vita, ci rende persone che hanno un rapporto con le difficoltà, le paure, gli interrogativi ma ci permette anche di metterci in cammino e in continua ricerca del senso della vita e della Verità.
Come cristiani, anzitutto, dobbiamo fare i conti con noi stessi e trovare una risposta soddisfacente ai nostri dubbi, avere la consapevolezza che da soli non si riesce a fare chiarezza dentro di noi: abbiamo necessità di un continuo bisogno di confrontarci con gli altri, di un rapporto profondo con le parole del Vangelo e di trovare conforto e sicurezze in Dio.
Consigliare è un grande dono, perché la persona che può farlo deve essere affidabile, capace di ascoltare, di capire, di orientare e sviluppare queste qualità all’interno di una relazione di fiducia e con una necessaria umiltà, indispensabile per osare un consiglio.
Sono qualità non facili da vivere nel nostro contesto sociale, caratterizzato dalla frenesia dei ritmi della vita, dall’incapacità di essere attenti agli altri che ci sono accanto, dalla difficoltà di costruire relazioni significative. Molte volte non riusciamo a fermarci e a riflettere rispetto a quello che vediamo, non abbiamo la capacità di accogliere l’altro nelle sue difficoltà, nei suoi problemi, nei suoi dubbi.
Per vivere questa opera di misericordia bisogna rafforzare quegli atteggiamenti che caratterizzano l’incontro con la realtà dell’altro, con la sua storia, con la sua situazione esistenziale, entrando in una profonda empatia con lui, ascoltandolo in profondità, cogliendone le potenzialità e le debolezze e sentire la sofferenza di colui che dubita, senza giudicarla. Dobbiamo predisporci ad ascoltare con pazienza e amore coloro che hanno bisogno anche dei loro dubbi, delle loro impressioni sulla Chiesa, delle paure sul giudizio di Dio.
Per questo pensiamo che sia sempre più necessario nella nostra vita personale, nella nostra esperienza di servizio, partire dai fatti e dalle situazioni delle persone, dalle loro storie, dai loro disagi; è fondamentale dare spazi e tempi dedicati all’ascolto che, oltre ad essere un’arte impegnativa, è soprattutto un atto di vero amore che ci richiede di saper ascoltare con il cuore, di saper accogliere senza giudicare, di cercare di capire chi ci parla e aiutarlo a sciogliere i suoi dubbi. E ci richiede di farlo con discernimento, alla luce del Vangelo, aiutando a distinguere le illusioni da ciò che è realmente bene.
Consigliare significa dare valore a come noi ci predisponiamo nell’incontro con l’altro, a pensare alle parole che possono aiutare la persona a entrare in contatto con le sue risorse per il superamento del dubbio.
Tutte le volte che si ascolta qualcuno, si rasserena una persona, a volte senza dire molte parole: anche questa è evangelizzazione, per offrire agli altri un valido sostegno che aiuti a fare luce nella propria vita, per vedere bene le diverse situazioni dalla prospettiva di Dio, nella convinzione che il dubbio fa parte del cammino di fede e che incontrare, ascoltare e parlare del dubbio ci porta alla solidarietà con le persone. Ci richiede di essere capaci a “commuoverci” con l’altro.
E’ quello che proviamo a fare negli incontri di preparazione con chi desidera fare volontariato in Caritas, con i giovani delle scuole e delle parrocchie che incontriamo nei percorsi di sensibilizzazione al volontariato, con le persone coinvolte nelle attività di volontariato nel territorio, nel progetto “quartieri solidali”.
Sappiamo che è fondamentale prendersi cura dell’incontro con l’altro, essere prossimi, creare reti di comunità per vivere una reale e profonda comunione.
C’è bisogno di pensare a un percorso graduale fatto di momenti, di tappe, sapendo soprattutto rispettare i tempi e la libertà dell’altro. E sappiamo anche che vivere una profonda e concreta testimonianza di fede coerente con i valori che Gesù ci ha insegnato, è già un modo di consigliare.
Proprio nella logica del verbo consigliare vogliamo sottolineare che gli atteggiamenti indicati, il bisogno di un percorso condiviso e la testimonianza di fede concreta, passano dalla capacità che abbiamo di dare significato agli aspetti della formazione, dell’accompagnamento e della corresponsabilità indicati nel programma della Caritas di Roma di quest’anno.
“ …ugualmente ci sarà chiesto se avremo aiutato ad uscire dal dubbio che fa cadere nella paura e che spesso è fonte di solitudine…” (don Luigi Di Liegro)

Gianni Pizzuti, responsabile Area Volontariato