Emporio CaritasQuando nel 2008 , all’inizio della lunga crisi economica che ancora ci pervade, si cominciò a parlare delle famiglie che non arrivavano all’ultima settimana del mese, in effetti ci si accorse che il disagio stava colpendo non solo i “soliti noti”, gli sbandati, i senza fissa dimora, i malati mentali, gli stranieri, gli immigrati; erano le famiglie adesso quelle che soffrivano questa situazione.
Abbiamo visto come la crisi in questi anni in modo inesorabile abbia prodotto un numero molto elevato di disoccupati, cassaintegrati, lavoratori in mobilità, ed abbia infine precluso a molti giovani la via di una vita lavorativa rispettabile.
La Caritas di Roma aprì presso la Cittadella della Carità (in via Casilina Vecchia, 19) l’Emporio della Solidarietà.
Come già altre volte, fu questo un segno profetico che presagiva ed anticipava la consapevolezza delle nuove difficoltà delle famiglie e la nascita delle nuove povertà. Il servizio era rivolto a quei nuclei con disagio, soprattutto giovani coppie con bambini, e l’intento era di dare una boccata di ossigeno alle asfittiche, estenuate e provate risorse familiari.
All’inizio le famiglie furono cento al mese, poi con il passare degli anni i nostri centri di ascolto aumentarono sempre più, fino ad arrivare ad oggi a più di 500.
Un piccolo supermercato moderno pieno dei prodotti più vari – dal latte ai biscotti, ai formaggi alla pasta allo scatolame ai sughi agli affettati – tutto ciò che si può trovare in un normale punto vendita di medie dimensioni a disposizione delle famiglie che per quattro giorni alla settimana vengono a fare la spesa.
Qui trovano un ambiente accogliente, rispettoso, pieno di dignità data e restituita .
I volontari – il centro è gestito da tre operatori e da tanti volontari – intrattengono i bambini mentre i genitori fanno la spesa aggirandosi tra le corsie con le merci, oppure giocano con loro nella semplice ma efficiente nursery . Un miracolo di equilibrio, sobrietà, gentilezza.
Ma ce n’è un altro di miracolo: tutte le merci – alimentari, prodotti per l’igiene, articoli per l’infanzia e per la scuola – sono donate.
È qui che avviene questo scambio portentoso tra la gente che dà e quella che riceve, è qui che la comunità si riconosce come tale, perché oltre alle aziende e agli enti istituzionali, danno il loro preziosissimo contributo decine di scuole , istituti , uffici e tanti comuni cittadini.
C’è un uomo anziano che ogni due o tre mesi riempie la sua auto di cibi e viene a donarli all’Emporio. Ha raccontato di essere un imprenditore che improvvisamente ha perso tutto e si è trovato dall’oggi al domani ad aver bisogno di una spesa per far mangiare la sua famiglia. Ora si è ripreso e comprendendo bene il disagio che può capitare a chiunque, non si sottrae al dovere di donare. Ma tante sono le persone che dopo aver passato un momento critico vengono all’Emporio non più a prendere ma a donare a loro volta e a salutare coloro che si sono presi cura di loro con affetto ed attenzione.
Ma c’è un miracolo ancora più grande! Capita a volte, proprio perché tutto è donato, che si sia in sofferenza con alcuni prodotti fondamentali come può essere il latte , l’olio di oliva e i pannolini per i bebè. Proprio come accadde nelle Nozze di Cana, allora ci si dà da fare: si cerca, si telefona ci si raccomanda per far si che gli “invitati” non rimangano delusi, e ogni volta pur non “essendo arrivato il Suo momento” la situazione si risolve e gli otri che contenevano acqua si riempiono di tutto ciò di cui avevamo bisogno.

Paolo Galli, responsabile dell’Emporio della Solidarietà