Aggiornamenti sulle iniziative della rete Caritas nelle diocesi di Rieti e Ascoli Piceno colpite dal sisma. La Caritas di Roma è presente con la delegazione regionale del Lazio.

24 settembre – La preghiera in suffragio delle vittime nel trigesimo del sisma

«Ci siamo messi subito al servizio delle diocesi colpite, per cogliere le esigenze immediate e quelle future della gente. Com’è nel nostro stile, stiamo dando la massima attenzione alle comunità affinché, in questa prova durissima, non si disgreghino». Così don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, ribadisce l’impegno e il senso della presenza Caritas nelle diocesi segnate dal terremoto: Rieti, Ascoli Piceno, Spoleto-Norcia, Macerata, Fermo, Camerino, San Benedetto del Tronto, L’Aquila e Teramo.
Ad un mese dal sisma del 24 agosto la presenza e la prossimità della Chiesa è stata immediata attraverso i vescovi ed i parroci che stanno condividendo con le comunità l’evolversi della situazione. La rete delle Caritas diocesane, attraverso il coordinamento della Cei è stata da subito accanto alle Chiese locali.
Anche la Caritas di Roma, con la Delegazione regionale del Lazio, dopo aver stanziato un primo fondo di emergenza di 50 mila euro ha promosso una colletta tra le comunità parrocchiali della Capitale.
Sabato 24 settembre, in suffragio delle vittime, S.E. Mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, celebrerà ad Amatrice una Santa Messa alle 10.30, nell’area del campo di calcio adiacente il Palazzetto dello sport. Sempre sabato 24 settembre anche S.E. Mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, celebrerà alle ore 15.00 una Santa Messa di suffragio ad Arquata del Tronto, presso la Tendopoli di Borgo.
La Chiesa di Roma si unirà alla preghiera di suffragio nella celebrazione eucaristica che monsignor Enrico Feroci presiederà domenica 25 settembre nella chiesa di Santa Giacinta alla Cittadella della Carità.
Mercoledì 28 settembre la Delegazione Caritas del Lazio si riunirà ad Amatrice per fare il punto della situazione e programmare i prossimi interventi.
Coloro che desiderano contribuire possono anche farlo attraverso il fondo predisposto dalla Chiesa di Roma:
Conto corrente postale 001021945793
IBAN: IT 50 F 07601 03200 001021945793
Causale “Terremoto Centro Italia 2016”
intestato a Fondazione “Caritas Roma” ONLUS Via Casilina Vecchia 19 – 00182 Roma

12 settembre – Vicini alle famiglie delle vittime anche in altre diocesi

“Non un pacchetto già confezionato di interventi, ma restare in costante ascolto dei bisogni che man mano emergono per poter concordare interventi mirati, nella consapevolezza di un contesto in continuo mutamento”. Così don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, riassume il metodo emerso dall’incontro con tutte le Caritas diocesane colpite dal terremoto – Rieti, Ascoli Piceno, Spoleto-Norcia, Macerata, Fermo, Camerino, San Benedetto del Tronto, L’Aquila e Teramo -, i Delegati regionali Caritas ed i referenti regionali del Coordinamento Emergenze delle quattro regioni ecclesiastiche coinvolte (Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo-Molise). Oltre trenta i partecipanti all’incontro, tra direttori Caritas e operatori impegnati nella gestione dell’emergenza.
La presenza e la prossimità della Chiesa è stata infatti immediata, in primo luogo proprio attraverso i vescovi ed i parroci coinvolti, che fin dal primo giorno stanno condividendo con le comunità l’evolversi della situazione. Le Caritas diocesane hanno attivato gruppi operativi di supporto, grazie alle Caritas parrocchiali ed al più ampio coinvolgimento delle realtà diocesane (associazioni, istituti religiosi, gruppi spontanei…) che stanno garantendo prossimità e conforto alle famiglie delle vittime ed una assistenza qualificata agli sfollati, con particolare attenzione alle situazioni di particolare fragilità (anziani, ammalati, minori, disabili…) e, territorialmente, alle frazioni ed alle piccole realtà lontane dai riflettori.
Una carità quotidianamente testimoniata senza clamore attraverso le tende montate, i pasti distribuiti, le preghiere insieme, gli incontri nelle “tende Caritas”, i giochi coi bambini e il sostegno dato agli anziani, il denaro offerto, quanto si riuscirà a ricostruire. L’intervento Caritas al momento riguarda l’attuale fase di emergenza e primo aiuto con il sostegno alla popolazione (generi alimentari, prodotti per l’igiene…), allestimento di tende comunitarie, sostegno ai parroci, attenzione alle fragilità (anziani, minori, malati…), supporto alle famiglie delle vittime. Si articolerà poi con forme di accompagnamento della popolazione fino alla chiusura delle tendopoli: presenza nelle tendopoli, monitoraggio delle “tende sparse”, attività di ascolto, animazione delle comunità, segretariato sociale, rilevazione dei bisogni. Inoltre si prevedono interventi di sostegno diretto alle famiglie (contributi economici per particolari esigenze, acquisto di arredi, suppellettili, elettrodomestici andati distrutti) ed alle piccole realtà economiche a carattere familiare, sia per microinterventi di ripristino di strutture e attrezzature andate distrutte che per l’acquisto (per allevatori e agricoltori) di sementi, concimi o alimenti per il bestiame.
Una scelta prioritaria, anche per gli interventi futuri, è quella di mettere al centro la comunità, cioè favorire da parte di tutti, a diversi livelli (comuni, parrocchie, scuole, agenzie culturali e ricreative, realtà lavorative ed economiche …) l’attenzione ai problemi dei territori, individuando e moltiplicando le azioni di informazione, sensibilizzazione e animazione, studiando modalità di coinvolgimento specifiche e mirate sui vari destinatari.
Va però anche ricordato che una delle peculiarità di questo sisma è quella di aver causato un gran numero di vittime tra i non residenti, soprattutto turisti o persone con forti legami familiari in quei territori. Per questo motivo, si stanno attivando le Caritas diocesane di provenienza delle vittime (soprattutto quelle del Lazio e delle Marche) per garantire, attraverso le parrocchie, un adeguato supporto alle famiglie delle vittime, anche individuando azioni mirate. Una analoga attenzione sarà attivata con le famiglie di vittime straniere.

6 settembre – Una presenza di prossimità

Sotto il coordinamento di Caritas Italiana, Caritas Rieti è presente sul luoghi del sisma, ogni giorno garantendo prossimità a quanti sono sfollati, con un occhio particolare alle piccole comunità e alle famiglie sparse nei territori, lontano dalle tendopoli e dai centri abitati.
La diocesi ha attivato una segreteria operativa presso la sede Caritas, mentre un’equipe itinerante di operatori, tra cui uno psicologo, si muove per ascoltare le persone e raccoglierne i bisogni. Una presenza fissa è inoltre garantita all’interno delle tendopoli.
Al momento, non sono ancora emerse richieste specifiche mentre, in previsione dell’inverno è probabile che lo scenario cambi e vengano richiesti anche volontari di altre diocesi.

2 settembre –  Caritas Rieti prosegue il lavoro ad Accumoli e Amatrice

Ad Amatrice e Accumoli la Caritas di Rieti si sta muovendo nella logica di un sostegno di lungo periodo. Nella fase in cui si sta faticosamente superando l’emergenza, il coordinamento per il terremoto creato dall’Ufficio diocesano, con l’aiuto della rete Caritas nazionale, sta attivando punti di contatto con la cittadinanza. Un servizio che sarà garantito da una presenza stabile di volontari, per i quali è in allestimento un attrezzato campo base. “La scelta – si legge in una nota – è quella di plasmare l’ascolto dei bisogni e le relative risposte sulla realtà dell’area montana, che vede le comunità organizzate secondo le diverse frazioni. Un’azione che trova nell’esperienza e nel radicamento sul territorio dei parroci un necessario trait d’union”. Un altro obiettivo che il gruppo di lavoro intende perseguire nel breve termine è “la creazione di un centro polifunzionale nell’area interna all’istituto ‘Don Minozzi’, una sorta di piccola piazza nelle cui strutture sia possibile celebrare la messa, incontrarsi, recuperare progressivamente la perduta quotidianità”.

26 agosto – Il primo incontro operativo

Si è svolta oggi a Rieti e a Pescara del Tronto la prima rilevazione dei bisogni delle persone e delle comunità colpite dal sisma realizzata dalla rete Caritas, con una delegazione guidata dal direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu. La delegazione ha incontrato monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, insieme al direttore della Caritas diocesana don Benedetto Falcetti, e successivamente monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, con il direttore della Caritas ascolana, don Alessio Cavezzi.
«Sono qui per capire come l’azione delle Caritas che sono in Italia si possa innestare in questo territorio così duramente colpito, a partire dalle necessità e dai bisogni più immediati delle persone – ha dichiarato don Soddu -. Prestiamo la massima attenzione all’evolversi degli eventi e tutto quello che ci sarà da fare sarà fatto». Una specifica esigenza in questo senso è emersa per le famiglie delle vittime, che però non abitano nei luoghi del sisma.
Nel territorio di Rieti, dove 10 sono le Parrocchie colpite, in questo momento ci sono 8 i campi della Protezione civile tutti seguiti dalla Caritas diocesana, che insieme alle altre realtà ecclesiali sta supportando le famiglie delle vittime e le persone rimaste senza casa, e per le quali ha chiesto l’allestimento di alcune piccole tende per le celebrazioni religiose e l’ascolto. La Diocesi di Ascoli Piceno, che vede 3 sue parrocchie coinvolte nel sisma, ha coadiuvato nei giorni scorsi l’azione dei soccorritori con la distribuzione di 1.200 pasti, lavoro che continua anche dopo l’allestimento delle cucine nelle tendopoli. Qui una particolare attenzione è stata dedicata ai bambini e alle famiglie delle vittime del terremoto.

25 agosto – La solidarietà della Chiesa di Roma

La Chiesa di Roma è vicina nella preghiera alle tante sofferenze delle persone colpite dal sisma nelle diocesi di Rieti e Ascoli Piceno, soprattutto ricorda le numerose vittime, i loro familiari e i tanti sfollati che in questo momento si trovano ad affrontare una difficile prova. All’indomani del sisma la Caritas di Roma ha stanziato un primo fondo di emergenza di 50mila euro per sostenere gli interventi di prima emergenza realizzati dalle due diocesi maggiormente colpite. Le parrocchie sono invece invitate ad attivare una rete di solidarietà attraverso le offerte in denaro che verranno utilizzate per le misure di ricostruzione e integrazione sociale al termine della fase di emergenza. A tale scopo, domenica 18 settembre, in tutte le chiese italiane si svolgerà una colletta nazionale da destinarsi al fondo di solidarietà predisposto dalla Conferenza Episcopale Italiana e gestito dalla rete Caritas.
Coloro che desiderano contribuire possono anche farlo attraverso il fondo predisposto dalla Chiesa di Roma:
Conto corrente postale 001021945793
IBAN: IT 50 F 07601 03200 001021945793
Causale “Terremoto Centro Italia 2016”
intestato a Fondazione “Caritas Roma” ONLUS Via Casilina Vecchia 19 – 00182 Roma