«Chiamati a svolgere un funzione critica e profetica che mostri come sia possibile agire in modo diverso»

papa-sc«Voi siete una forza preziosa e dinamica del Paese: il vostro apporto è indispensabile per realizzare il bene della società, tenendo conto specialmente dei soggetti più deboli». Lo ha detto Papa Francesco ai 7mila volontari in servizio civile che sabato scorso, 26 novembre, hanno partecipato all’incontro nell’Aula Paolo VI. Tra loro anche il gruppo di giovani in servizio nei progetti promossi dalla Caritas di Roma.

«La gratuità del volontariato – ha detto il Santo Padre -, anche per un tempo determinato, rappresenta una ricchezza non solo per la società e per coloro che godono della vostra opera, ma anche per voi stessi e per la vostra maturazione umana». Per papa Francesco, «il progetto di una società solidale costituisce il traguardo di ogni comunità civile che voglia essere egualitaria e fraterna. Esso è tradito ogni volta che si assiste passivamente al crescere della disuguaglianza tra le diverse parti sociali o tra le nazioni del mondo; quando si riduce l’assistenza alle fasce più deboli senza che siano garantite altre forme di protezione; quando si accettano pericolose logiche di riarmo e si investono preziose risorse per l’acquisto di armamenti – una vera piaga attuale, questa –; o ancora quando il povero diventa un’insidia e invece che tendergli la mano lo si relega nella sua miseria».

Il Pontefice ha chiesto ai giovani di esercitare una funzione di “critica” rispetto alla logica mondana: «mediante il vostro servizio, voi siete chiamati a svolgere una funzione critica nei confronti di queste prospettive contrarie all’umano, e una funzione profetica che mostri quanto sia possibile pensare e agire in modo diverso».