Oltre 1.500 studenti alla mostra interattiva contro i pregiudizi promossa dalla Caritas

mostra_2017_1Si è conclusa la mostra “Gli altri siamo noi” realizzata presso la scuola Fausto Cecconi a Centocelle.
Hanno partecipato 75 istituti scolastici del territorio romano per un totale di 1.500 alunni, 165 docenti e 10 genitori.
I ragazzi e le ragazze hanno partecipato con grande curiosità, interesse e attenzione. Al termine della mostra un ragazzo ha scritto “questa esperienza magnifica mi ha fatto scoprire il mondo da una prospettiva diversa”, un altro ha scritto “siamo tutti diversi e tutti uguali”
Il prossimo anno scolastico la mostra verrà riproposta per offrire la possibilità a tutti coloro (gruppi classe, gruppi scout, gruppi parrocchiali) che quest’anno non hanno potuto partecipare di venire a visitarla.

LA TESTIMONIANZA

Il 15 febbraio scorso la nostra classe ha visitato la mostra interattiva su pregiudizio e discriminazione “Gli altri siamo noi”, organizzata dalla Caritas di Roma in collaborazione con l’Associazione Tamburi di Pace, presso l’I.C. Tor de Schiavi, nella scuola “Fausto Cecconi” a Centocelle.
Qualche giorno prima avevamo svolto in classe delle attività di preparazione a questa visita: siamo stati stimolati a pensare “uscendo fuori dagli schemi”. Eravamo stati preparati ad una mostra un po’ “particolare” e ci aspettavamo di interagire con strumenti tecnologici ed informatici ed invece… Ci siamo trovati di fronte ad una piacevole sorpresa! Non una mostra noiosa e statica, ma un vero e proprio “viaggio”, un percorso in un labirinto di un centinaio di pannelli con giochi, vignette, strumenti, indovinelli ed attività che ognuno di noi ha affrontato in coppia con un compagno di classe, il “nostro” compagno di viaggio.
All’inizio siamo stati accolti da un breve video che ci ha illustrato come la diversità sia un valore; abbiamo quindi ricevuto un vero e proprio passaporto cartaceo che è stato il nostro documento di viaggio in cui abbiamo appuntato, oltre ai nostri dati anagrafici, anche risposte e riflessioni. La prima prova da superare in questo percorso “ad ostacoli” è stata quella di decidere quale porta fra due attraversare, una con su scritto “Non ho pregiudizi”, l’altra con “Ho pregiudizi”. Molte coppie si sono dirette verso la prima, ma lì… sorpresa! C’era un “muro”, non si poteva andare oltre. Questo per farci capire che tutti hanno dei pregiudizi, idee ed opinioni, e bisogna ammetterlo! Tra le varie sezioni della mostra alcune ci hanno particolarmente colpito come quelle intitolate “Le apparenze ingannano” (piena di illusioni ottiche), “Fatto ed opinione” (e qui abbiamo addirittura dovuto trovare la combinazione di un lucchetto che ci permetteva di proseguire nel “cammino”), “Il capro espiatorio” (in cui abbiamo scoperto i meccanismi con cui si identificano i prepotenti, le vittime ed i “pecoroni”, ossia coloro che per varie ragioni non reagiscono ai soprusi) o ancora “Discriminazione” (dove la nostra immagine si è riflessa in alcuni specchi “magici” attraverso i quali è cambiato il colore della nostra pelle, anche se noi siamo sempre rimasti gli stessi).
Alla fine del percorso abbiamo scritto su un cartellone pensieri e riflessioni che la mostra aveva suscitato in noi. Abbiamo imparato che la diversità, anche se all’inizio può metterci timore, può essere una ricchezza: se tutti fossimo uguali, se la pensassimo tutti nello stesso modo, il mondo sarebbe grigio, uniforme e noioso! Confrontarsi con chi è diverso non può che farci crescere e arricchirci dentro.

Classe 1aD
I.C. Olcese
Scuola Media “F. Parri”