La testimonianza di don Giuseppe Ghirelli, missionario in Etiopia nella regione dell’Oromia che negli ultimi mesi ha accolto mezzo milione di rifugiati somali.

OromiaCari amici, penso che pochi di voi abbiano avuto notizie sui disordini che ci sono stati nella regione dell’Oromia – regione dell’Etiopia centro-meridionale, abitata in maggioranza da popolazioni oromo -, perchè i mezzi di comunicazione non raccontano quello che accade nel sud del mondo a meno che i poveri dell’Africa e dell’Asia non vengono a disturbare in casa nostra.

Nella regione Somala, ai confini con la regione Oromo , ci sono stati scontri e disordini che hanno provocato la fuga in massa di circa 500mila persone che hanno trovato rifugio e accoglienza tra gli Oromo. Queste persone hanno dovuto lasciare tutto, sono rimaste senza niente e ora sono accolte nei campi profughi allestiti nell’Oromia.

Pensate mezzo milione di poveri accolti da altri poveri: una vera emergenza umanitaria. Dietro quest’esodo di massa ci sono gli interessi dei ricchi mercanti del contrabbando i quali non vogliono che ci siano controlli sui loro sporchi traffici da parte delle popolazioni locali che si vedono derubate delle loro ricchezze naturali. Insomma sempre la stessa storia: i ricchi si arricchiscono a spese dei poveri e a rimetterci sono sempre questi ultimi, anzi in questo caso i poveri diventano profughi che non hanno più niente.

Anche ad Adaba sono state accolte alcune migliaia di questi profughi e il governo locale ha invitato tutte le confessioni religiose ad aiutare questi poveretti. Tutta la popolazione ha mostrato grande attenzione aiutando generosamente mettendo a disposizione case, terreni, cibo, vestiti e altro. Anche la Chiesa cattolica è stata invitata a mostrarsi solidale e generosa.

Domenica prossima faremo nelle nostre chiese una colletta straordinaria per aiutare i profughi. Quest’anno sarò in Italia dal 13 dicembre al 22 gennaio, speriamo di poterci incontrare e fare qualche incontro di animazione missionaria con voi, i vostri amici, i gruppi parrocchiali.

Con i più cari saluti

don Giuseppe Ghirelli
fidei donum missionary