Il report del progetto realizzato dalle Caritas delle diocesi del Lazio nelle carceri

Report Caritas 2017corr

Il report del progetto

Il progetto “Percorsi di assistenza socio legale per i detenuti stranieri” nasce dalla lunga esperienza delle Caritas sia all’interno delle carceri che con i cittadini stranieri migranti, rifugiati e richiedenti asilo. È lavorando ogni giorno a contatto con queste realtà, infatti, che è cresciuta la consapevolezza che fosse necessario un intervento pilota per individuare percorsi virtuosi e dare sostegno ai detenuti stranieri di paesi non appartenenti all’Unione Europea. Queste persone sono spesso le più vulnerabili ed hanno bisogno di assistenza per le pratiche di rinnovo dei permessi di soggiorno, necessitano di sostegno per le procedure di richiesta di asilo politico e di aiuto per i rimpatri assistiti. Inoltre sono soprattutto i cittadini stranieri che, in mancanza del sostegno dei familiari, hanno bisogno di aiuti materiali e beni di prima necessità.

È nata così l’idea di realizzare il progetto , finanziato dalla Caritas Italiana con i Fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Cattolica e promosso dalla Delegazione Regionale delle Caritas del Lazio. Il progetto è stato realizzato nel periodo che va dal 1 marzo 2016 al 30 aprile 2017 ma le attività avviate durante il primo intervento pilota proseguono, in forme diverse, ancora oggi in tutte le diocesi coinvolte. Si tratta di un percorso di supporto delle attività di volontariato promosse dalle Caritas diocesane all’interno degli istituti penitenziari del Lazio. Sono state pertanto messe in rete le Diocesi di Roma, Porto-Santa Rufina, Velletri-Segni, Viterbo, Frosinone-Veroli-Ferentino, Latinaracina-Sezze-Priverno, Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Con il lavoro realizzato nasce questo report, che intende essere una sintesi delle attività svolte ed un luogo condiviso di proposte e notizie utili a chi si confronta ogni giorno con queste tematiche.

I destinatari del progetto sono stati i cittadini provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea detenuti presso un istituto penitenziario o in stato di libertà condizionale, semi-libertà, affidamento ai servizi sociali, arresti domiciliari presso abitazioni private o centri di accoglienza. Inoltre è stato scelto di includere fra i destinatari anche coloro che sono trattenuti o in procinto di essere trattenuti negli ex CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) ora CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio).

Il progetto è nato inoltre, come premesso, per dare supporto anche ai volontari e agli operatori, che hanno potuto realizzare percorsi formativi sulle tematiche trattate e avviare un lavoro di rete importante per uniformare le pratiche e fornire assistenza ai detenuti trasferiti.

Per contrastare l’esclusione sociale dei detenuti stranieri e migliorare l’efficienza degli operatori e dei volontari che lavorano nell’ambito carceri delle diverse Caritas sono state portate avanti azioni congiunte, a partire dall’analisi delle condizioni sociali e legali dei cittadini stranieri detenuti. Per favorire l’individuazione di buone prassi c’è stato un continuo monitoraggio dell’applicazione delle disposizioni normative.

L’accesso alle procedure di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno ed alla protezione internazionale è stato portato avanti attraverso interventi di formazione del personale e dei volontari, azioni di assistenza e orientamento dei detenuti e un lavoro di raccordo fra gli istituti penitenziari, Ministero di Grazia e Giustizia, Poste Italiane, Tribunale di Sorveglianza, IOM, Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale e Commissione Nazionale per il diritto d’asilo e il CIE.