Accolti dalle famiglie e in cura al Bambino Gesù i primi due giovani profughi con la mamma

corridoiIl 27 febbraio scorso, con una giornata di sole ma tanto fredda, Roma ha accolto Ayan con i suoi bambini Abrahman e Mushin giunti oggi dall’Etiopia attraverso i corridoi umanitari promossi dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso la Caritas. A scaldare i cuori della famiglie ci hanno pensato subito i volontari Caritas che li hanno accolti in casa. I due bambini sono ora in cura presso l’Ospedale Bambino Gesù e sono seguiti dalla mamma e dal gruppo di famiglie che li ha accolti.
Complessivamente sono stati 113 i profughi arrivati dall’Etiopia, originari di diversi Paesi del Corno d’Africa, che sono stati accolti dagli operatori di Caritas Italiana, della Comunità di Sant’Egidio e di Gandhi Charity, nell’ambito del Protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla CEI. Il Protocollo, finanziato con fondi CEI 8xmille, ha in programma il trasferimento dall’Etiopia di 500 profughi in due anni.
Dei 113 rifugiati arrivati quasi la metà sono minori e la più piccola è una sud sudanese di 6 mesi ed è nata nel campo profughi di Pugnido, nella Regione di Gambela. Nel Paese del Corno d’Africa, ad oggi, sono bloccati oltre 800.000 rifugiati. Molti di loro, per sfuggire alle difficili condizioni di vita dei campi decidono di mettere la propria vita nelle mani dei trafficanti di uomini per raggiungere, attraverso il deserto del Sud Sudan, la Libia dove sono costretti a sopravvivere in condizioni disumane. L’obiettivo finale di questo lungo cammino: raggiungere l’Europa e una vita dignitosa.
«I Corridoi Umanitari sono il risultato del lungo impegno della Chiesa italiana che, attraverso Caritas Italiana, vuole promuovere nuovi canali sicuri e risposte durature a protezione dei migranti e dei rifugiati. I Corridoi Umanitari dall’Etiopia, il programma di reinsediamento dalla Giordania e le recenti evacuazioni dalla Libia sono la testimonianza di questo cammino per un mondo più giusto e più equo», ha dichiarato don Francesco Soddu, direttore Caritas Italiana.