Messaggio-di-papa-Francesco-per-la-Quaresima-2018Ci sono modi di vivere che portano il cuore a raffreddarsi, dice il Papa nel suo messaggio per la Quaresima. Cosa è un cuore freddo, come si presenta un cuore freddo? Come una mancanza d’amore: l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana che induce ad occuparsi solo di ciò che è apparente, riducendo in tal modo l’ardore missionario.

E ci sono anche rimedi per guarire il cuore da questa vera e propria malattia. A portata di mano, semplici, da sempre appartenenti alla ricchezza della spiritualità evangelica: preghiera, digiuno ed elemosina. Medicine che vanno prese insieme perché solo una combinazione contemporanea dà gli effetti benefici veri.

Il digiuno. È semplicemente…non mangiare, non consumare, creare un vuoto fisico, alimentare, di stimoli esterni; ma è qualcosa di più di un semplice astenersi. Il vuoto creato tocca la tavola in modo concreto. Non mangio, non per dimagrire ma perché con il vuoto che creo in me, sperimento la paura di morire e il desiderio di vita: e grido, aspetto che il mio Signore mi dia vita, mi riempia di Lui. Il digiuno mi porta a mettere fuoco la mia vera fame: di Lui e del suo Regno in mezzo agli uomini. Digiuno, mi astengo dal cibo e da altre cose per dire a me stesso che ciò che mi nutre e mi sazia veramente non sono le cose ma la relazione e l’appartenenza al Padre.

Contemporaneamente al digiuno si vive la preghiera. Essere vuoti, svuotati, porta con sé consapevolezza e nostalgia del Salvatore. E inizia il grido. Per me, per i fratelli, per tutto ciò che non è secondo Dio. Quando fatico a pregare, non riesco a risvegliare le viscere del cuore, è bene cominciare svuotando le viscere del corpo, e di tutto ciò che mi sazia; e lentamente inizio a vederci chiaro. Cosa? La verità profonda del mio essere: figlio! Chi trascura la preghiera non è cattivo, ma semplicemente un credente con il cuore da servo!

Il frutto più autentico del digiuno e della preghiera è l’elemosina. Se volessi “misurare” l’autenticità del digiuno e della preghiera che vivo, il criterio sarebbe la capacità di aprire la mano e condividere con l’altro che incontro sulla mia strada. L’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Come vorrei che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero e proprio stile di vita, dice il Papa. Finché mi limiterò a dare delle piccole briciole, non potrò cogliere il vero significato dell’elemosina; essa è desiderio di “riempire” l’altro proprio grazie al vuoto che ho creato dentro di me.

Ecco quindi i suggerimenti del Vangelo. Semplici, a portata di tutti; un invito per acquistare la vita e la vitalità.


 

Nel periodo di Quaresima gli operatori della Caritas di Roma proporranno delle riflessioni a partire dal Messaggio di papa Francesco «Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti» (Mt 24,12).
Don Benoni Ambarus, vice direttore, riflette su digiuno, preghiera ed elemosina.

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