La Via Crucis diocesana dei diaconi e degli aspiranti alla Cittadella della carità

Venerdì 5 aprile, presso la Cittadella della Carità “Santa Giacinta”, i Diaconi di Roma, i candidati, gli aspiranti e le loro spose, hanno animato una Via Crucis, aperta agli ospiti, operatori e volontari dei servizi.
“Un momento di comunione, con chi vive e lavora nei servizi di Santa Giacinta, in tutte le strutture Caritas, nei servizi caritativi delle comunità parrocchiali e con la sofferenza, il disagio, l’emarginazione della nostra città” l’ha definita il diacono Massimo Soraci, vice direttore della Caritas Diocesana, che ha presieduto la liturgia.

“Noi non amiamo la croce in sé”, ha aggiunto, “che è ingiusta e disumana, ma guardiamo a questa croce che ci salva perché raduna un popolo. Quando, intorno a ogni piccola o grande croce che schiaccia un essere umano, si radunano dei fratelli che si fanno prossimo e sanno condividere il dolore, la croce diventa un evento di salvezza”.
I brani biblici e le meditazioni per le varie stazioni, preparati da aspirati e candidanti, con le loro consorti, hanno sottolineato il valore dell’amore fraterno, della prossimità, e hanno fatto proprie tutte le situazioni di solitudine, sofferenza, abbandono, povertà, esclusione, ingiustizia e persino di morte che si snodano quotidianamente intorno a noi.

Percorrendo i vari luoghi di servizio all’interno della cittadella, nella preghiera si è sottolineato il messaggio significativo che mandano, proprio in relazione alla croce. Le stazioni sono state segnate dalle croci in legno, provenienti dal centro di Villa Glori: altro legame significativo con luogo di sofferenza ma anche di grande fraternità ed umanità.