La lettera dei vescovi al clero della diocesi per attivare forme concrete di aiuto insieme alla Caritas

Non solo sostegno spirituale, ma aiuto concreto alle persone in difficoltà, tramite raccolta e distribuzione di generi alimentari, riorganizzando il Centro di ascolto e fornendo informazioni sul “buono spesa” del Comune. Di fronte all’emergenza economica che sta accompagnando quella sanitaria, e si sta facendo sempre più pressante, la diocesi di Roma attiva diverse iniziative, tramite la Caritas e le parrocchie. «Sono molte le realtà parrocchiali, le associazioni e i movimenti – scrivono oggi in una lettera il cardinale vicario e i vescovi ausiliari – che operano e promuovono iniziative di carità, attraverso mense, raccolta e distribuzione di alimenti, aiuto alle persone sole. Consapevoli della necessità di usare misure di sicurezza a cui tutti siamo chiamati, e che senza dubbio rappresentano il primo gesto di amore verso i fratelli, sentiamo il dovere di ringraziarvi per le diverse forme di vicinanza che state mettendo in atto».

Ma la diocesi, in particolare, chiede di concentrarsi su tre versanti. «Vi raccomandiamo – si legge infatti nella missiva indirizzata ai parroci – alcune forme di carità divenute particolarmente urgenti in questo momento e che molti di voi hanno già cominciato a realizzare». La prima, si diceva, è la raccolta di generi alimentari di prima necessità, da distribuire poi alle famiglie in difficoltà economica. «Ai fedeli – suggeriscono il cardinale e il consiglio episcopale – potete far arrivare la richiesta di portare in parrocchia generi alimentari, magari di ritorno dalla spesa. Possono depositarli in parrocchia in modo da organizzare pacchi viveri da distribuire a chi venisse a chiedere o a chi, già da voi conosciuto, versa in stato di indigenza, sempre evitando assembramenti di persone. Questo tipo di richieste a Roma è aumentato enormemente. Più difficile (ma non impossibile) organizzare raccolte presso i supermercati di zona, ovviamente d’intesa con il direttore dell’esercizio». Se una parrocchia avesse poi eccedenze di prodotti a lunga conservazione, potrà consegnarli alla Caritas diocesana che ha diversi punti di stoccaggio sul territorio e provvederà alla loro distribuzione.

Da riorganizzare anche i centri di ascolto parrocchiali, vista la necessità di limitare le uscite dalla propria abitazione. Bisogna farsi sentire sempre «vicini telefonicamente alle persone sole – è l’invito –, soprattutto agli anziani, ai malati e alle famiglie con disabili. Questo servizio può anche essere svolto a casa dai volontari».

«Tra le forme di aiuto da far conoscere – sottolineano dalla diocesi – c’è il “buono spesa coronavirus”, disposto dal Comune di Roma. Per poterne usufruire è necessario compilare e firmare entro il 16 aprile un modulo che può essere inoltrato solo per mail al Municipio di residenza (in allegato il bando del Comune con gli indirizzi mail). Possono goderne anche le persone che non hanno residenza e neppure i documenti in regola: in questo caso i moduli vanno inviati direttamente al Dipartimento Politiche Sociali del Comune. Poiché non è un piccolo contributo (va dai 300 ai 500 euro in buoni spesa) è molto importante aiutare chi è in difficoltà a compilare il modulo e a inviarlo».

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