Una nuova organizzazione per essere segno dei tempi

Carissimi,
come avrete avuto modo di leggere nell’ultimo numero di Operatori di Pace, in questi mesi c’è stato qualche cambiamento rispetto alla nostra azione di promozione Caritas.

Ho pensato di raggiungervi con questa mia lettera per potervi raccontare brevemente il prosieguo delle nostre azioni di promozione.

I nostri tre uffici pastorali, Area Educazione al Volontariato, Area Educazione alla Pace e alla Mondialità, e Area Promozione Umana, si sono trasformati.
La necessità di rispondere alle esigenze di questo tempo, ha reso opportuno un simile rimodellamento. E così, dopo non poche valutazioni, siamo arrivati ad una divisione nuova, maggiormente sinergica e funzionale rispetto alle numerose sollecitazioni della comunità diocesana.
A differenza del passato oggi abbiamo due aree pastorali: una in affiancamento delle comunità parrocchiali, l’Area “Comunità e territorio”; l’altra prevalentemente impegnata nella città con le scuole e l’associazionismo, Area “Educazione, volontariato e cittadinanza attiva”.
Immaginiamo quindi una duplice azione di promozione di pensiero e di animazione: una dal di dentro delle parrocchie verso fuori, e viceversa un’altra azione di affiancamento e sostegno di tutte le realtà territoriali.

Nella prima area vorremmo fare lo sforzo di educare le comunità cristiane ad una presa di coscienza e di responsabilizzazione di tutto ciò che sta intorno alle parrocchie, alle situazioni di bisogno, il tutto però nel nome della propria fede, dell’incontro con il Risorto che ci consegna a tutti la chiamata a trasformare il mondo sempre più, e affrettare l’arrivo del Regno di Dio. Non facciamo la carità ai poveri, condividiamo la vita, non trasformiamo le persone vulnerabili in oggetti di pastorale o di elemosina ma in soggetti con cui condividere la vita.

Nella seconda area, rientra la nostra azione con le scuole su educazione al volontariato, alla cittadinanza attiva, al servizio civile nazionale e internazionale, all’intercultura, all’educazione finanziaria ed al buon uso del denaro, alla prevenzione delle ludopatie. Come potrebbero crescere la coscienza civica, la maturità di cittadini, senza uno sguardo ampio su ciò che accade attorno a noi?

Tutto ciò che afferisce al settore internazionale invece è momentaneamente in capo all’ufficio di Direzione.

Come potete vedere è una riorganizzazione che nasce dal desiderio di poter sviluppare percorsi di accompagnamento sempre più mirati e personalizzati, supportati dalla ricchezza di un lavoro fatto nel tempo e che la storia ci chiede, semplicemente, di rinnovare.

Permettetemi un ringraziamento sincero a Oliviero Bettinelli, per anni responsabile dell’Area Pace e Mondialità e instancabile promotore e animatore di tante iniziative, che da settembre ricopre l’incarico di vicedirettore dell’Ufficio per la Pastorale sociale, la difesa del creato, giustizia e pace della Diocesi di Roma. È stato un pioniere talmente convinto e tenace su tante tematiche e filoni di educazione alla pace, alla mondialità, alla coscienza civica, da contagiare positivamente tante Caritas diocesane, cambiando con il suo entusiasmo, a tantissime persone, il modo di vedere la vita, di posizionarsi nel mondo: da osservatori a costruttori, da addormentati e scoraggiati in protagonisti del Bene Comune quotidiano. Ad Oliviero va un sentito ringraziamento da parte di tutti noi.
Così come il mio ringraziamento va all’intera équipe dell’Area Educazione alla Pace e alla Mondialità che negli anni ha accumulato esperienze ricche e propositive. Diversi sono gli attestati di stima che molti di voi mi hanno manifestato, e sono certo che potremo continuare a lavorare insieme per la crescita del Bene Comune in prospettiva generativa ed educativa.

Vi ringrazio per la vostra fedeltà e augurandovi ogni bene, vi invito a rimanere in sintonia di pensiero e di collaborazione in questo nostro tempo non semplice e buio. Manteniamo però ferma la speranza pensando al fornaio: egli si alza quando tutti dormono, lavora nel buio della notte, per poter dare a ciascuno di noi il pane buono e caldo al mattino. Questo buio è fecondo, anche se non riusciamo a vedere.