Un’assemblea pubblica della Caritas del Lazio a difesa della legge sul “distanziomentro”

Lunedì 10 maggio le Caritas diocesane del Lazio, le Fondazioni Antiusura del Lazio e l’Associazione Alea hanno promosso un incontro online con Alessandra Troncarelli, assessora Politiche Sociali e Welfare della Regione Lazio per sostenere la Giunta regionale del Lazio a dar seguito alla norma approvata il 21 febbraio 2020 e che dovrebbe entrare in vigore il 1° settembre prossimo per regolamentare il funzionamento delle slot machine. Nei giorni scorsi a potente lobby dell’industria dell’azzardo ha più volte chiesto una proroga a questa scadenza.

Di seguito il documento presentato alla Regione e la registrazione video.

 

APPELLO A DIFESA DELLA LEGGE REGIONALE PER REGOLAMENTARE LE SLOT MACHINE

Premessa

Le Caritas diocesane del Lazio, le Fondazioni Antiusura del Lazio e l’Associazione Alea fanno appello alla Giunta regionale del Lazio a dar seguito alla norma approvata il 21 febbraio 2020 e che dovrebbe entrare in vigore il 1° settembre prossimo per regolamentare il funzionamento delle slot machine.
Le organizzazioni sociali e le famiglie dei giocatori patologici sono molto preoccupate a fronte delle insistenti manifestazioni esercitate dall’industria dell’azzardo per rilanciare, nel più breve tempo possibile, il consumo di gioco in tutte le città italiane.
In particolare, temono che tali pressioni abbiano come intento quello di cancellare, o in subordine di differire di molti mesi, una norma che altrimenti entrerà in vigore nel Lazio alla fine del prossimo agosto per regolamentare e far cessare il funzionamento delle slot machine negli esercizi pubblici se localizzati entro 500 metri da uno o più luoghi sensibili.
A rigore, secondo l’esperienza maturata in questo ultimi mesi e la testimonianza delle vittime e dei familiari, tale norma andrebbe invece inasprita, ovvero estesa anche alle sale dedicate principalmente alle scommesse e alle sale VLT (slot machine concentrate in locali specializzati), alle quali è stato concesso il beneficio del termine del 28 febbraio 2024 per cessare o trasferirsi.
Inoltre, se la Regione Lazio modificasse la norma approvata dal Consiglio il 21 febbraio 2020, riteniamo che possano esserci gravi riflessi sia sulla situazione sociale e economica locale, sia su provvedimenti simili già approvati o in corso di approvazione in altre regioni.
Invitiamo quindi la Giunta regionale del Lazio a valutare con estrema attenzione gli elementi che qui esponiamo e confermare le norme già approvate che saranno vigenti dal 1° settembre prossimo.

  1. La situazione economica del Lazio

La lettura della caduta di reddito del settore del gioco d’azzardo non può esser isolata da quella generale che riguarda l’economia della Regione e di conseguenza da quanto continua ad accadere alle persone.
“Dalla fine di marzo 2020 , l’attività economica ha subito pesanti ripercussioni per le misure di distanziamento e di sospensione delle attività dei settori “non essenziali”, prese per contrastare la diffusione dell’epidemia di Covid-19. In regione, tra i settori più colpiti dalla crisi ci sono quelli collegati al turismo, soprattutto internazionale, che ha un’incidenza sul PIL regionale maggiore di quello interno e per il quale si prevede una ripresa più lenta. Tra questi, il comparto degli alloggi, la ristorazione, il commercio e i trasporti assorbono una quota consistente dell’occupazione regionale, pari a circa un quinto”.
(Fonte:  Commissione europea –  EURES,  Informazioni sul mercato del lavoro,  Lazio, novembre 2020).

In sintesi, per effetto del Covid sull’economia, nelle cinque province della Regione il prodotto interno lordo ha perso più di 10 punti percentuali e si sono persi oltre 88 mila posti di lavoro, nonostante i provvedimenti di divieto di licenziamento e altre misure di emergenza contro la miseria.
Nella crisi economica per la pandemia vi è stato un calo del 26,3 per cento nelle esportazioni regionali, si sono avute 37,6 per cento in meno di nuove iscrizioni nel registro delle imprese, l’occupazione ha perso il 3,7 per cento (in cifre assolute: oltre 88 mila unità), sono crollati di quasi due terzi (64,2%) i nuovi rapporti di lavoro.
(Fonte: Dossier “Lavoro e situazione economica del Lazio di fronte alla pandemia”, della Uil Lazio, dicembre 2020)

I dati appena riportati vanno tradotti in conseguenze per le persone. Quella dei “licenziamenti” ” e della perdita netta di nuovi possibili, naturali posti di lavoro, nel drammatico periodo che stiamo vivendo non è solo una La variabile “macroeconomica”. È sofferenza delle persone, da un lato, ed è stimolo alla propensione al gioco d’azzardo, dall’altro lato.
Si tratta di una costante: dove c’è fragilità sociale, demoralizzazione, perdita di identità e disperazione della persona, il gioco d’azzardo attecchisce molto bene. E l’industria del gioco lo sa. Infatti, da circa 20 anni in Italia il baricentro dell’affare programmato dalle grandi compagnie del gambling si è spostato dalle élite, da spremere come limoni, verso la ‘massa’: s’incassa di più se milioni di piccoli giocatori scommettono giorno per giorno i loro budget limitati, rispetto a pochi  habitué estremi dei casinò e degli ippodromi.
A voler consultare la letteratura economica, che per l’appunto documenta tale effetto del gioco d’azzardo sulla povertà, si può fare riferimento anche a studi antichi: gli economisti di scuola liberista, come Milton Friedman e Leonard J. Savage, in un loro lavoro del 1948 descrissero come la “curva della funzione di utilità” spiega perché un individuo manifesti maggiore propensione al rischio in termini di denaro, quanto meno ricchezza egli possegga. E oggi con l’avvento improvviso e drammatico della crisi economica indotta dal blocco delle attività – resosi necessario per fronteggiare l’epidemia di Covid-19 – l’esposizione al rischio di gioco d’azzardo, capillarmente diffuso, può comportare effetti di esclusione sociale di portata incalcolabile e comunque molto drammatici.
Ecco perché ogni fattore che espone ancor più le persone al rischio appare assolutamente da evitare, tanto più nella congiuntura che l’Italia e il Lazio stanno vivendo.

  1. I dati più recenti del gioco d’azzardo

Nelle 5 province della Regione Lazio il volume di “gioco fisico” (vale a dire di quelle forme che prevedono una distribuzione sul territorio, per l’appunto, fisico) nel complesso ha registrato nel 2019 il  “picco” di consumo e di spesa, rispettivamente pari a 11 miliardi e 371 milioni e 1 miliardo e 998 milioni.
Successivamente al punto massimo del consumo di gioco d’azzardo raggiunto nel 2019, è intervenuto il trauma della pandemia da COVID, e dunque la chiusura pressoché generalizzata della distribuzione dei giochi nei locali “specifici” e  “generalisti” (come bar e tabaccherie) che ha portato al dimezzamento del gioco con insediamento “fisico”.

Nell’anno della pandemia le restrizioni anche al gioco d’azzardo hanno avuto effetto per circa sei mesi in tutta Italia. Ci riferiamo alle forme diffuse capillarmente nei comuni piccoli, medi e grandi, modalità sempre con un supporto fisico. Per la componente online, invece, le limitazioni hanno influito particolarmente nelle settimane del blocco degli eventi sportivi che fanno da occasione per le scommesse, quale oggetto del match fixing. Ed è stato così che il gioco d’azzardo online, pur non avendo subìto limitazioni formali anche prima dell’estate dello scorso anno ha inizialmente conosciuto un relativo contenimento. Dall’autunno si registra la ripresa dell’andamento in crescita, con lo stesso ritmo degli anni precedenti.

2.1 La rete distributiva prima del Covid-19

Per le province del Lazio, gli “sportelli” di accesso al gioco d’azzardo nel territorio risultano essere a fine 2018 ben 10.142, per cumulativamente oltre 50 mila canali delle modalità con istallazione fisica e con vendita in locali. In dettaglio, prima della pandemia giravano a pieno regime:

  • 441 apparecchi Slot machine di vecchia generazione (denominate prima “NewSlot” e poi “AWP”): in 6.187 pubblici esercizi (bar, tabaccherie, lavanderie, alberghi, centri ricreativi ecc.)
  • 26 sale dedicate per il Bingo: ( -1 sul 2019 )
  • 502 sale per VLT: (nel 2018 erano 615) per un totale di 4.729 apparecchi
  • 702 concessioni di punti di raccolta per scommesse.

Un bilancio puramente monetario mette in evidenza le variazioni tra il 2019 e il 2020.

2.2 Giochi d’azzardo registrati nel Lazio – Confronto anni interi 2019 – 2020

  2019   2020   Differenza %
ANNO Giocato Speso   Giocato Speso   Giocato Speso
Fisico 7.828.312.813 1.802.787.647   3.907.179.457 1.039.278.272   -50,1 -42,4
Telematico 3.543.185.548 195.051.941   4.538.513.163 271.373.889   28,1 39,1
Totale 11.371.498.360 1.997.839.588   8.445.692.620 1.310.652.161   -25,7 -34,4

Nostra elaborazione, aprile 2021, su dati MEF – ADM

  1. Effetti prevedibili della ripartenza sulle persone con patologia clinica da gioco d’azzardo.

Gli effetti del lockdown sulle persone con problemi di dipendenza da gioco d’azzardo sono esposti nello studio di coorte Being a Gambler during the COVID-19 Pandemic: A Study with Italian Patients and the Effects of Reduced Exposition di recente edizione: unica indagine osservazionale diretta e continuativa su una popolazione di 135 pazienti in trattamento sia in servizi pubblici e sia in strutture private qualificate.

Le conclusioni dello studio appena citato, trovano conferma dai servizi impegnati nella cura dei pazienti che fanno pervenire alcune segnalazioni di danni attesi e di rischi:

  • la ripresa del consumo con modalità capillari e dunque in proporzioni massicce produrrebbe un effetto sugli ex giocatori patologici in terapia, in termini di ricadute, con forti danni alla salute;

3.2 con riferimento al disagio provato dai minori (forzatamente confinati e distanti dall’istruzione, dallo svago e in generale dalla socialità) la riapertura del gioco d’azzardo “in prossimità” avrebbe una notevole forza di attrazione (per scommesse, slot machine, VLT, lotterie eccetera).

Richieste

  • Mantenere integralmente la Legge Regionale del Lazio 5 agosto 2013, n. 5, come modificata il 27 febbraio 2020, per i benefici pur parziali che arrecherebbe e per evitare pericolose ricadute nella dipendenza da gioco d’azzardo e nei conseguenti disagi per le famiglie.
  • Prevedere degli idonei ammortizzatori sociali per gli stessi occupati nel settore distributivo del gioco d’azzardo, penalizzati economicamente dalle restrizioni, procedendo a una riconversione e al reperimento delle relative risorse, con costo parzialmente a carico dei grandi concessionari, che comunque si stanno riconvertendo concentrando l’offerta di gioco d’azzardo in “distretti” oppure online.
  • Istituire provvidenze specifiche per le famiglie con uno o più congiunti che versano in stato di dipendenza da gioco d’azzardo, sia per la prosecuzione delle terapie che del rientro dallo stato di dissesto finanziario della famiglia stessa.
  • Incrementare risorse e interventi di prevenzione generale e specifica dell’insolvenza, del sovraindebitamento e dell’usura sulle famiglie e sulle imprese.