Appello delle Caritas del Lazio per per l’attuazione delle indicazioni del Ministero della Salute

Le scorse settimane due importanti misure di politica sanitaria hanno riguardato il tema del gioco d’azzardo patologico e le persone che ne sono vittime: le Raccomandazioni del Direttore generale della Prevenzione sanitaria e le Linee operative per la prevenzione delle patologie dell’azzardo e per l’assistenza alle persone con questa dipendenza e alle rispettive famiglie.

Le Caritas del Lazio, unitamente alle Fondazioni antiusura del Lazio e all’Associazione Alea, chiedono dunque alla Regione Lazio tre cose: il recepimento immediato di queste due misure, l’annullamento della decisione di prorogare di un anno l’entrata in vigore del distanziamento minimo delle sale scommesse e slot-machine dai luoghi di pubblico interesse e un Tavolo di confronto per la programmazione.

Il 23 giugno l’Osservatorio sull’azzardo presso il ministero della Salute ha indicato tre possibili pericoli derivanti dalla riapertura dei locali dove si gioca d’azzardo: per i pazienti in cura che rischiano una ricaduta o un peggioramento clinico dopo lo stop imposto dal lockdown; per le fasce deboli della popolazione ancora più segnate dalle difficoltà economiche; per la prevenzione del contagio da coronavirus proprio nelle sedi dove si punta denaro, avendo il CTS presso la Protezione Civile valutato come medio-alto il rischio “per la connotazione intrinseca dell’organizzazione delle attività di gioco” in relazione  “alle attività statico-dinamiche dei lavoratori e dei clienti senza la possibilità di previsione dell’utilizzo della mascherina da parte di tutti i presenti negli ambienti, anche in relazione al consumo di alimenti e bevande e del fumo di tabacco che avviene nei locali da gioco» (verbale n. 161, del 27 febbraio 2021)

Agli elementi sopra citati sono seguite le Raccomandazioni alle Regioni emanate dal Direttore Generale della Prevenzione sanitaria, Giovanni Rezza, lo scorso 12 luglio. Riprendendo le indicazioni dell’Osservatorio sull’azzardo, il Direttore ha chiesto che le Asl di tutta Italia attuino le procedure emanate per «prevenire i gravi rischi correlati alla riapertura», in particolare: ispezioni preventive dei locali adibiti al gioco con riferimento a spazi, illuminazione, aerazione, rispetto delle distanze e degli obblighi di mascherina; gradualità nella rimessa in funzione dei sistemi con verifiche preventive da parte delle Asl; sospensione delle somministrazioni di bevande alcoliche e dell’uso di tabacco.

L’ultimo atto normativo è stato del 17 luglio quando il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato dopo quattro anni (il documento era stato licenziato dall’osservatorio nel 2017) il decreto che fissa le Linee operative per la prevenzione delle patologie dell’azzardo e per l’assistenza alle persone con questa dipendenza e alle rispettive famiglie. Anche tale documento impegna le Regioni e riconosce fondati argomenti anche ai Comuni per la prevenzione “strutturale”, cioè per la regolamentazione sul territorio dei giochi affinché sia contenuto il rischio.

Alla luce delle nuove e recenti disposizioni, le Caritas del Lazio unitamente alle Fondazioni antiusura del Lazio e all’Associazione Alea, chiedono alla Regione Lazio i seguenti tre interventi che rientrano tra le proprie specifiche competenze e possibilità:

  1. Attuare quanto prima le Raccomandazioni del Direttore Generale della Prevenzione emanando le conseguenti direttive alle ASL. Vengano programmate le verifiche preventive, le ispezioni nelle sale e si coinvolgano i Comuni;
  2. Riconsiderare la decisione di sospendere l’entrata in vigore della norma sul distanziamento delle postazioni di gioco dai luoghi sensibili. Si chiede di tornare integralmente a quanto previsto dalla Legge Regionale del Lazio 5 agosto 2013, n. 5, come modificata il 27 febbraio 2020. Una decisione della Giunta regionale dello scorso 12 maggio ne ha invece rimandato di un anno l’entrata in vigore. Una decisione che, come dimostrano gli ultimi provvedimenti in materia di tutela della salute, si è dimostrata pericolosa e scriteriata.
    A tale riguardo, proprio grazie alle Linee operative emanate dal ministro Speranza, qualora non vi siano provvedimenti della Regione, chiediamo ai sindaci di emanare Ordinanze per motivi contingibili e urgenti che inibiscono il funzionamento dei punti di gioco fino alla conclusione delle verifiche.
  3. Istituire un tavolo istituzionale a cui partecipino il Terzo settore e il mondo del volontariato per un confronto su una nuova e più evoluta programmazione in materia sanitaria nell’ambito del gioco d’azzardo patologico, attuando le indicazioni delle Raccomandazioni del Direttore Generale delle Prevenzione e delle Linee operative firmate dal Ministro della Salute.