Lettera agli animatori della carità e agli amici della Caritas per partecipare al percorso sinodale

Bentrovata, bentrovato.

Questa breve lettera è per te, che frequenti la Caritas per trovare risposta ad una tua necessità, o vi svolgi un servizio volontario, o vi lavori.

Il nostro vescovo, papa Francesco, ci sta chiedendo di partecipare al percorso sinodale, che coinvolge la nostra Chiesa, così come le altre sparse per il mondo.
Di che cosa si tratta? Tutto il Popolo di Dio si mette in ascolto, un ascolto reciproco, che cerca di coinvolgere tutti.

Cosa desideriamo ascoltare? Ciò che lo Spirito Santo sta dicendo alla Chiesa: cosa essa deve mantenere e cosa deve cambiare. In particolare come deve crescere la partecipazione di tutti alla sua vita e alla sua missione. Questa ricerca non è nuova nella Chiesa. Già negli Atti degli Apostoli i discepoli di Gesù sono attenti agli impulsi dello Spirito Santo, che indica la strada, libera dalle chiusure e riconcilia le differenze.

Chi è chiamato a partecipare a questa ricerca? Sicuramente tutte le persone battezzate. Nonostante le resistenze che ci sono, possiamo superare l’immagine di una Chiesa in cui alcuni insegnano e gli altri devono imparare. Il Battesimo infatti ci rende tutti profeti, legandoci a Gesù Cristo. Anche chi è messo da parte nella società, non dovrebbe invece essere escluso da questo processo sinodale. Infine, anche chi non si sente parte della Chiesa può dirci qualcosa di prezioso, perché lo Spirito è libero e non conosce confini. Lasciamo che lo Spirito ci parli. Prepariamoci alle sorprese.

La Caritas di Roma come può contribuire a questo percorso sinodale? Scegliendo di entrare in una dinamica sincera di ascolto, può provare a far sentire la voce di chi fatica di più a vivere nella nostra città, perché non ha persone su cui poter contare, una casa, un lavoro, cibo sufficiente, la possibilità di curarsi, di partecipare alla vita sociale. Tutta la Chiesa di Roma potrebbe attraverso di noi entrare in contatto con queste persone e ascoltare cosa sentono, come vedono la Chiesa, in cosa la incoraggiano a continuare e  quali cambiamenti le chiedono.

Ed io che leggo questa lettera cosa posso fare concretamente? Se sono legato ad una parrocchia posso informarmi e partecipare al percorso sinodale che sta facendo. Altrimenti posso chiedere cosa si fa nel servizio della Caritas di Roma, in cui ho ricevuto questa lettera, e come posso partecipare.
In generale, da qui al 30 aprile 2022, ci sono almeno tre possibilità:

  • Dialogare in piccoli gruppi (quattro o cinque persone), partendo ogni volta da una delle otto beatitudini del capitolo 5 del Vangelo secondo Matteo e rispondendo ad alcune domande, come previsto dal materiale messo a disposizione della Diocesi. Alla fine si scrive qualcosa che ci sembra importante da comunicare.
  • Dialogare a tu per tu con un’altra persona. Ciascuna può dire qualcosa di come sta e di cosa vorrebbe dire alla Chiesa. Anche in questo caso alla fine è utile scrivere qualcosa che ci sembra importante da comunicare.
  • Scrivere direttamente una riflessione o un messaggio per la Chiesa di Roma.

Ecco per noi è molto importante non disperdere nulla dei contributi, dei suggerimenti che potranno scaturire da queste possibilità di ascolto reciproco. Ed è per questo che ti ringraziamo in anticipo per quanto potrai farci pervenire a questo indirizzo di posta elettronica: sinodo@caritasroma.it.

Se hai ancora domande e non sai a chi farle, puoi chiamare Paolo, il nostro vicedirettore (0688815732), o scrivergli (sinodo@caritasroma.it).

Giustino Trincia, direttore
Paolo Salvini, vicedirettore