L’incontro del cammino sinodale con gli amministratori dei Municipi di Roma

Il servizio al bene comune e i problemi della città, le responsabilità della comunità cristiana e l’impegno politico, il grido di aiuto del mondo giovanile, la possibilità di nuove collaborazioni con strutture e spazi di aggregazione. Molti i temi trattati nel seminario “Nessuno si salva da solo: incontro sulla città”, il tavolo sinodale con gli amministratori locali di Roma Capitale promosso dalla Caritas diocesana che si è svolto mercoledì nel Palazzo Lateranense.

Presieduto dal vescovo Benoni Ambarus, ausiliare incaricato per la Pastorale della carità, l’incontro ha visto la presenza dell’assessore alle politiche sociali Barbara Funari, insieme ai rappresentanti dei 15 Municipi e delle tre Asl del territorio comunale. «Un’occasione – ha detto Ambarus – per confrontarci con gli amministratori che vivono il territorio e hanno una predisposizione ad affrontare il bene comune come atto di generosità personale. Ci piacerebbe che vi fosse una maggiore sintonia tra le comunità parrocchiali e voi che siete impegnati a livello locale». L’incontro ha avuto come prologo la presentazione di alcuni dati sulla situazione socio-economica della Capitale tratti dal Rapporto povertà 2021 della Caritas. Il diacono Giustino Trincia, direttore della Caritas, ha spiegato come «ci troviamo di fronte a una città con due vestiti: uno splendente, quello delle sue bellezze, della generosità delle persone, della sua storia, della sua millenaria attrattività. L’altro, quello della sua complessità, delle sue molteplici criticità e sofferenze». Una situazione «difficile e frammentata» che, ha spiegato Trincia, «richiede di poter affrontare insieme i suoi molteplici problemi, perché nessuno da solo può farcela».

Priorità nell’incontro è stata data all’ascolto degli amministratori. Per Mauro Caliste, presidente del Municipio V, «occorre un piano sociale che abbia come priorità la famiglia e il contrasto alla povertà». Francesco Laddaga, guida del Municipio VII, ha posto l’accento «sull’importanza dei cattolici in politica» che, spesso, «si scontra con la chiusura delle parrocchie in modo autoreferenziale e in un pregiudizio verso tutti coloro che si impegnano in politica». Laddaga ha invitato le parrocchie e gli istituti religiosi ad aprire maggiormente i loro spazi e le strutture ai giovani e alle famiglie senza casa.

Tematiche riprese da Gianluca Lanzi, presidente del Municipio XI, che ha evidenziato il ruolo «insostituibile » delle parrocchie nel «curare le relazioni per riannodare i fili di una città sfilacciata». Paola Ilari, vicepresidente del Municipio III, ha messo in risalto il loro impegno evidenziandone «la peculiare vocazione a incontrare ed educare le nove generazioni ». Proprio sui giovani e la necessità di integrare i figli degli immigrati si sono soffermati gli assessori alle politiche sociali Denise Lancia (Municipio X) e Giovanna Sammarco (IV). Alessandra Aluigi (VIII) ha ricordato l’impegno della parrocchia del Martiri dell’Uganda per le famiglie che vivevano nell’occupazione di via del Caravaggio e il ruolo di mediazione per evitare uno sgombero in strada.

Numerosi anche i progetti che vedono la collaborazione delle amministrazioni con le comunità parrocchiali: l’emergenza freddo, l’accoglienza dei profughi ucraini, il coordinamento dell’assistenza in strada per i senza dimora, gli aiuti alimentari alle famiglie durante il lockdown, l’anagrafe dei bisogni, i doposcuola. «A nove mesi dalle elezioni – ha detto Funari – è la prima volta che ci incontriamo insieme per uno confronto di questo tipo. Un incontro che rompe gli schemi a cui siamo abituati e mette al centro l’ascolto reciproco in un confronto costruttivo».