Il centro Casa Wanda nella campagna dell’8 per mille della Chiesa cattolica

A Roma, le persone affette da Alzheimer e demenza si ritrovano in un luogo accogliente e stimolante, insieme con i propri familiari.

La testimonianza del centro diurno Casa Wanda della Caritas di Roma negli spot della campagna 8 per mille della Chiesa italiana.

Non è mai solo una firma. È di più, molto di più. Questo il claim della nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo della firma: un semplice gesto che vale migliaia di opere.

La campagna, on air dall’8 maggio, racconta come la Chiesa cattolica, grazie alle firme dei contribuenti riesca ad offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili con il supporto di centinaia di volontari, sacerdoti, religiosi e religiose. Così un dormitorio, un condominio solidale, un orto sociale diventano molto di più e si traducono in luoghi di ascolto e condivisione, in mani tese verso altre mani, in occasioni di riscatto.

“L’obiettivo della campagna 2022 – afferma il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – è dare ancora una volta voce alla Chiesa in uscita motivata da valori che sono quelli del Vangelo: amore, conforto, speranza, accoglienza, annuncio, fede. Gli spot ruotano intorno al ‘valore della firma’ e ai progetti realizzati grazie ad essa. Chi firma è protagonista di un cambiamento, offre sostegno a chi è in difficoltà ed è autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. Dietro ogni progetto le risorse economiche sono state messe a frutto da sacerdoti, suore, operatori e dai tantissimi volontari, spesso il vero motore dei progetti realizzati”.

In Italia sono un milione e 400 mila le persone che soffrono di demenza, di cui 38.000 nel Lazio. Tra questi il 45% è affetto dalla forma più nota e grave: l’Alzheimer. L’incidenza è in costante aumento e, purtroppo, non coinvolge soltanto gli anziani. Per affrontare e curare la malattia la conoscenza è fondamentale, non solo per le persone ammalate ed i loro familiari, ma per tutta la comunità che deve farsi carico nel suo insieme di queste problematiche.

Lo sanno bene a Casa Wanda, centro di sollievo per malati di Alzheimer situato nel cuore di Villa Glori a Roma, presso il complesso dell’ex Colonia Marchiafava, una delle sette storie di speranza e di coraggio al centro della campagna 8xmille della Chiesa cattolica. Ristrutturata grazie alla donazione della Fondazione Wanda, da sempre impegnata ad aiutare e assistere anziani fragili e soli, e promossa dalla Caritas di Roma, la struttura accoglie gratuitamente fino a 20 persone al giorno. Qui gli ospiti si ritrovano in un luogo accogliente e stimolante, insieme con i propri familiari. Ambienti interni sicuri e spazi esterni progettati con cura favoriscono una corretta stimolazione mentale e fisica, grazie anche a laboratori ed attività creative coordinati da personale specializzato.

“Casa Wanda – spiega il coordinatore Salvatore Grammatico  si è affermata come centro dedicato ai malati di Alzheimer gravi. Con la nostra equipe di professionisti offriamo ascolto e supporto psicologico a chi presenta un declino cognitivo, ai loro familiari e ai caregivers.

È di fondamentale importanza sostenere non solo il malato ma anche i familiari disorientati, soprattutto nella fase iniziale dell’infausta diagnosi. Per loro è attivo uno sportello di supporto psicologico per orientarli nella migliore gestione del malato.

“La caratteristica del Centro è dare una risposta concreta alle difficoltà – spiega il responsabile Nadio La Gamba – che le famiglie in modo particolare devono affrontare avendo in casa una persona affetta da Alzheimer. Hanno bisogno sicuramente di sostegno, di aiuto, di una guida e di ascolto. Grazie all’8xmille siamo riusciti in questi anni a portare avanti le attività e accogliere tanti malati che hanno potuto così beneficiare del lavoro che svolgiamo in questa struttura”.

Accettare che i propri cari si aggravino fino a smettere di riconoscere i propri familiari – aggiunge Grammatico – non è facile; bisogna capire che si smette di comunicare con le parole. Qui le famiglie sanno di poter trovare un aiuto concreto per elaborare il lutto dell’Alzheimer e accettare che il proprio caro non è più la persona di una volta. Cerchiamo di fare la differenza e di strappare un sorriso, un momento di gioia ai nostri ospiti che, alla fine, diventano parte della tua famiglia”.

In cinque anni, grazie al prezioso contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, il centro romano ha fatto la differenza per tanti. Sono state accolte più di 60 persone, con percorsi di recupero personalizzati, e sono stati garantiti 300 giorni di apertura all’anno, 750 consulenze medico-geriatriche, osteopatiche e psicologiche, 528 ore annue di laboratori di musico-danza terapia, arte terapia, stimolazione cognitiva, eventi speciali. Numeri di grande rilievo per una struttura che è diventata, rapidamente, un importante punto di riferimento per i malati della Capitale e per i parenti che ricevono un aiuto prezioso nell’assistenza quotidiana.

Ogni famiglia che ha un malato di Alzheimer praticamente non ha più orari, – spiega Massimo, operatore a Casa Wanda – non ha più date, non ci sono più i pranzi, le cene, le festività, il sabato, la domenica, il giorno, la notte. Non c’è il tempo di andare a fare la spesa, non c’è un momento giusto per mangiare. È una malattia che coinvolge tutto il nucleo familiare. Noi attraverso il centro diurno riusciamo ad accogliere i pazienti e a farli stare con noi per un numero importante di ore; così i familiari hanno la possibilità di ricaricarsi. Riacquistano energie, serenità, competenze e capacità per prendersi cura nel modo migliore del proprio caro malato”.

Le attività ed i laboratori sono parte integrante del percorso di cura. “Ci preoccupiamo, tramite diverse tecniche, spiega Gabriele, operatore – di stimolare la memoria del corpo per far riaffiorare il potenziale dell’essere umano in qualunque condizione, anche di disagio estremo. Quando riceviamo una carezza, un gesto, un abbraccio è sempre qualcosa di sorprendente per noi”.

Anche durante la fase più acuta della pandemia il centro non si è mai fermato ed ha continuato a garantire un’assistenza da remoto attraverso le ‘pillole’, video monotematici realizzati dagli specialisti della Casa, condivisi quotidianamente tramite chat costituite su WhatsApp. Un modo per continuare ad essere vicini, attraverso piccole attività da svolgere a casa per stimolare i pazienti e sostenere le famiglie nella gestione quotidiana.

“L’aspetto più devastante è che la malattia ha colpito, almeno per quanto riguarda mio padre, – dice Raffaella, figlia di un assistito – un centro in cui lui era formidabile. Noi lo chiamavamo ‘Memoria di elefante’. Era un uomo studioso, colto, allegro, parlava, cantava, poi con la malattia tutto questo è svanito di colpo”. “Casa Wanda– aggiunge Luciana, moglie di un assistito – è un luogo dove noi stiamo bene, dove non ci sentiamo soli. “Quando papà viene qui mi sembra di ritrovare il papà di una volta – conclude Raffaella – Ed è straordinario vederlo felice e contento; è la cosa più bella che uno possa desiderare per un proprio caro. Per me Casa Wanda è tanto, veramente tanto”.

Disponibile sia sul sito 8xmille.it che nel relativo canale YouTube il video relativo a Casa Wanda racconta, attraverso la testimonianza del responsabile, degli operatori e dei familiari degli ospiti, un’opera che offre un aiuto concreto per affrontare una patologia così invalidante, donando sollievo e conforto alle famiglie dei pazienti nella gestione di una difficile quotidianità.