«Un cuore aperto per costruire la Pace»

Il video e la cronaca dell’incontro con il vescovo Ambarus e suor Elisa Kidane sul messaggio di Papa Francesco per la pace.


«Di fronte agli scenari dei nostri tempi così difficili, descritti come un “tunnel oscuro dell’ingiustizia e della sofferenza”, l’invito del Papa è quello di avere un cuore aperto, di rimanere svegli. Come si vive questa complessità decadente? Da Cristiani è possibile solo chiedendosi costantemente: “Il Signore è in mezzo a noi sì o no?”». Così il vescovo ausiliare Benoni Ambarus, delegato per la carità, ha introdotto l’evento che ha raccolto alla Cittadella della Carità i volontari e i giovani del Servizio Civile di Caritas Roma.

«Il Covid ci ha fatto intravedere le cose – ha continuato il vescovo -. Due le parole chiave nel messaggio del Papa: fratellanza e insieme, che avevano alimentato in noi la convinzione che tutti facevano parte di un grande ingranaggio per il bene comune. Eppure con la guerra in Ucraina siamo riusciti ad “auto-calpestare” la nostra dignità. Si è scatenata la follia del “mio”. Oggi come umanità siamo in una grossa crisi di fede in Dio e su chi è veramente l’uomo (Sal 8). Ogni uomo è figlio: da credenti se noi recuperassimo questa grande passione, questo grande amore per l’essere umano, a tutti gli effetti riusciremmo recuperare questa consapevolezza».

«Nel suo messaggio il Papa ci indica una traiettoria: ripartire dall’esperienza traumatica del Covid e tracciare sentieri di pace – ha sottolineato Suor Elisa Kidane, direttrice del Centro Missionario Diocesano – . Nel verbo “ripartire” l’invito a risollevarsi, a metterci in cammino. Significa riprendere la nostra vita, avere il coraggio di guardarla negli occhi. Ci sono forze occulte che tramano nell’ombra con l’unico obiettivo di dividere ma noi non dobbiamo amareggiarci o farci prendere dall’angoscia, piuttosto alzare lo sguardo e approfondire le notizie. Nessuno oggi può dire io non sapevo, le tecnologie soprattutto a voi giovani offrono tante possibilità perché questo messaggio di Papa Francesco non sia uno dei tanti».

«Abbiamo bisogno di impegnarci sul serio – ha poi concluso Suor Elisa – e l’essere qui stasera dimostra che siete giovani che vogliono andare controcorrente, che non vi basta quello che dice il telegiornale o l’ultimo messaggio del telefonino. Bisogna chiedersi: “Cosa posso fare io della mia vita?”. Il papa ci esorta a interrogarci e ad uscire, innanzitutto da noi stessi per incontrare l’altro. Ogni incontro è un’occasione per ripartire dalla nostra comune umanità».

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