VIDEO. Storie di accoglienza: una casa che sa di famiglia

La vita di Ilona è completamente cambiata quando ha deciso di lasciare l’Ucraina per sfuggire alla guerra che infuriava nel suo Paese. Non era una decisione facile. Sua madre non poteva seguirla perché voleva restare accanto al fratello, attivo come militare per l’esercito. Ma lei aveva un figlio di due anni, nato prematuro, che aveva bisogno di cure costanti e che non poteva essere curato in un ambiente di guerra.

Grazie alla rete di “accoglienza diffusa” sul territorio diocesano, la giovane e il bambino sono stati accolti a Roma e assistiti prima dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù e poi dalla signora Paola, che ha aperto a Ilona e Mikhailo le porte della sua casa e del suo cuore con grande generosità.

Inizialmente, la signora Paola era preoccupata di accogliere una persona che non conosceva e che parlava una lingua diversa dalla sua. Inoltre, aveva perso la figlia a causa di un tumore poco tempo prima, e la sua casa era piena di ricordi dolorosi. Tuttavia, sapeva che il piccolo Mikhailo aveva bisogno di cure mediche specializzate per recuperare dalla sua condizione e quindi non si è sentita di rifiutare la richiesta di Caritas.

Due volte a settimana Paola accompagna personalmente Ilona e suo figlio alle sedute di fisioterapia in ospedale. Un impegno che richiede tempo e dedizione, ma che la donna svolge con amore. Mikhailo, il piccolo guerriero, ha compiuto da poco 2 anni, festeggiando con tutto il vicinato. Ha fatto grandi progressi nella sua riabilitazione e Paola è felice di poter condividere questa buona notizia con il resto della famiglia. Nonostante la tristezza che aveva provato poco tempo prima per la perdita della figlia, oggi comincia a trovare nuova gioia nella sua vita, grazie alla compagnia e all’affetto di Ilona e del piccolo Mikhailo. Anche loro hanno trovato un nuovo inizio a Roma.

Dall’Ucraina a Roma. La storia di Ilona e Mikhailo