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Esquilino dei mondi lontani

Quartiere Esquilino: periferia del centro, centro della periferia

Presentazione (.pdf 27 Kb) Sintesi della ricerca (.pdf 86 Kb)

La ricerca (.pdf 2,5 Mb)

Presentata la ricerca “Esquilino dei mondi lontani” condotta dalla Caritas diocesana di Roma nell’ambito del progetto Aree Metropolitane promosso dalla Caritas Italiana e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Le Caritas diocesane di Roma, Milano, Torino, Palermo, Catania, Bari, Napoli, Genova, Bologna e Firenze hanno approfondito la conoscenza delle realtà periferiche delle maggiori città italiane, intendendo la “periferia” non come luogo geografico ma come contesto di marginalità. Per questo oltre ai quartieri propriamente periferici, come il napoletano di Scampia e quello palermitano dello Zen, i ricercatori hanno posto l’attenzione sui “centralissimi” Esquilino a Roma e Isolotto a Firenze.

L’impronta multietnica che caratterizza l’Esquilino e in modo particolare l’area di Piazza Vittorio, nel corso degli anni ha causato il progressivo isolamento del quartiere, sempre più escluso dai circuiti di interesse dei cittadini romani, trasformandolo in luogo di aggregazione e principale centro di interesse socio-economico per i cittadini stranieri che vivono nella città e nell’hinterland.

Lo studio ricostruisce - attraverso una ricerca condotta sul campo per mezzo di incontri con gli enti, i gruppi e le associazioni del territorio - il processo di urbanizzazione che ha caratterizzato il quartiere a partire dagli anni Settanta. Partendo dalla crisi commerciale della centralissima zona con il progressivo degrado del mercato di Piazza Vittorio, nell’area sono approdate, in più fasi, diverse comunità di immigrati: prima come consumatori in cerca di condizioni favorevoli sul mercato immobiliare e delle merci, successivamente come operai e lavoratori del comparto servizi, ed infine come imprenditori e residenti del quartiere.

Il Rapporto è scritto con uno stile narrativo che lo avvicina più all’inchiesta giornalistica che all’indagine sociologica ed in esso sono raccontati i numerosi incontri avuti con gli abitanti tra l’ottobre 2005 ed il maggio 2006. Ne risulta un quartiere diviso tra chi rifiuta gli stranieri, visti come invasori, e chi invece apprezza l’aspetto multiculturale vedendolo occasione di crescita e di scambio di valori; nel mezzo, i più numerosi, sono gli “impauriti”. Una situazione “statica” che allontana dal dialogo e rende difficili i tentativi per realizzare nuovi modelli di convivenza.

“Nel quartiere Esquilino, dove il processo di accoglienza dei cittadini stranieri è avvenuto in un contesto problematico, sono più visibili le difficoltà delle politiche di integrazione: una sfida per chiunque voglia costruire una città solidale ed accogliente. Istituzioni, cittadini, operatori sociali e mondo ecclesiale, siamo tutti chiamati a confrontarci con la crescente domanda di integrazione proponendo e stimolando una crescita culturale per costruire una società che, sulla base di diritti e doveri comuni, includa gli immigrati, non penalizzi le differenze culturali e favorisca la partecipazione alla vita sociale” ha commentato la ricerca mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma