La Caritas Diocesana ha iniziato ad occuparsi di persone
con AIDS con due Case famiglia aperte nel 1988, cui
ha fatto seguito nel 1989 una Casa famiglia specificamente
rivolta a donne e bambini e nel 1990 un Servizio di
Assistenza Domiciliare.
Queste strutture garantiscono una accoglienza adeguata,
in stretto contatto con gli ospedali di riferimento,
ottimizzando e controllando la corretta assunzione delle
terapie, ma anche affrontando le problematiche personali
di ciascun ospite, con piani individuali di supporto
psicoterapeutico. Vengono inoltre svolte attività
di ricerca e studio sulle problematiche e sulle modalità
operative d’intervento relative al Settore AIDS.
La Casa "Villa Glori", aperta il 5 Dicembre 1988, ha
10 posti letto.
Vengono accolte persone con AIDS
conclamato (anche minori), che risultino senza supporto familiare
o la cui famiglia abbia una situazione problematica,
da non consentire l’accoglienza del malato al
momento delle dimissioni dall’ospedale, dalle
comunità o dal carcere.
La Casa famiglia "Don Orione" è una struttura
che ospita 7 persone di sesso maschile, che siano
colpite da infezione da HIV, generalmente nella fase
conclamata e si trovino in situazioni di estremo disagio
sociale o di mancato supporto affettivo e familiare.
La Casa famiglia, oltre a garantire l’alloggio
e il vitto è anche impegnata a dare risposte
ai bisogni emergenti degli ospiti nel campo medico-infermieristico,
psicologico, come anche nel campo sociale, con una
funzione integrativa rispetto alla famiglia; in particolare
vengono curate le attività lavorative e di
animazione e quelle spirituali.
La Casa famiglia "Il Varco" costituisce un importante
intervento di “seconda accoglienza”. Ospita
infatti 4 persone che, attraverso un programma personalizzato,
compatibile con lo stato di salute, svolgono piccoli
lavori all’esterno, valorizzando così
le proprie risorse individuali. Gli ospiti possono
accedere alla casa famiglia solo attraverso il CCTAD
che si trova presso l'Ospedale Spallanzani per le
malattie infettive.