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EDITORIALE

 

 

La città presente

(da il sito www.comune.roma.it del 15/7/2005)

 

Una città solidale, dove molto si e' investito in servizi sociali e assistenza alle classi deboli, ma dove, come ovunque nel Paese, crescono nuove forme di povertà che richiedono un ripensamento delle politiche di welfare e nuove iniziative di intervento sociale da parte delle istituzioni e del terzo settore. E’ questo il contesto che emerge dal IV Rapporto su disagio e povertà a Roma - La città presente (Franco Angeli, 2005, pag. 580), presentato dalla Caritas lo scorso 27 giugno alla presenza del Sindaco Walter Veltroni, del Presidente della Provincia Enrico Gasbarra e del Presidente della Regione Piero Marazzo.

In un cultura sempre più tecnicizzata che vede la società - la politica, l'economia, la famiglia - come un insieme di numeri e statistiche e non come relazioni tra uomini, tra cittadini e tra istituzioni e che si riflette nel comportamento del singolo proiettato all'egoistica ricerca dell'utile individuale, occorre favorire la riflessione su come poter invertire tale tendenza, perché l'impegno contro le povertà e le emarginazioni investe anzitutto il campo culturale. Il  Rapporto della Caritas nasce da questa esigenza e si propone di favorire, attraverso il dibattito e gli approfondimenti che susciterà, la scelta preferenziale per gli ultimi a partire dalla conoscenza. Per il cristiano il metodo del discernimento, impostato sul trinomio vedere-giudicare-agire, fa della conoscenza la fase iniziale che consente di individuare ciò che non si compone con una corretta scala di valori e di impegnarsi per un autentico rinnovamento.

La ricerca che presentiamo coglie elementi transitori e mutevoli, ma anche le tendenze di fondo delle trasformazioni sociali. In particolare, dal Rapporto emergono le povertà estreme, le cosiddette nuove povertà - che espongono sempre più famiglie a rischi di insicurezza economica e sociale - e, soprattutto, si evidenziano quei processi che portano all'impoverimento accompagnati da emarginazione ed estraniazione.

Una fotografia dei mutamenti che sono intercorsi negli ultimi anni nella società romana è illustrata dagli utenti che lo scorso anno si sono rivolti al Centro di Ascolto Caritas di Via Marsala. Oltre 4 mila persone senza dimora o in difficoltà (numerosi i nuclei  familiari) hanno chiesto assistenza, il 34,7 percento di essi era costituito da giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, il 58,6 percento da adulti di 36-65 anni ed un 7 percento da anziani di oltre 66 anni. Oltre i due terzi di tutta l' utenza era rappresentato da uomini.  Se il 62 per cento di essi è privo di qualsiasi reddito, vive solo, in luoghi di fortuna (strada, portoni, garage, androni), non ha un'occupazione (nemmeno in nero) perchè ha perso il proprio lavoro e non può contare su reti familiari di sostegno, il 38 per cento ha un reddito da lavoro, da pensione o derivante da altri generi di aiuto. Di questa quota, il 12 per cento è costituito da persone con redditi da lavoro basati su contratti prevalentemente di tipo temporaneo, vivono con il coniuge o un compagno e dei figli, in affitto o subaffitto, e solo in rari casi usufruiscono di sussidi sociali (5 per cento). Per un altro 15 per cento sono anziani che vivono con pensioni da lavoro e di invalidità; poco più 10 per cento vive con sussidi sociali e aiuti di amici, conoscenti o familiari.

L’auspicio è che questo lavoro serva a sensibilizzare ancora di più il volontariato e le istituzioni, ad essere lievito per i cittadini romani chiamati ad operare per la solidarietà, l’ascolto, la gratuità, l'impegno per la verità e la giustizia nella quotidianità. Un’opera che aiuti ad indirizzare anche i programmi di politica sociale di enti pubblici e di organizzazioni private nel considerare il povero innanzitutto uomo con la sua dignità.

(Un’ampia sintesi del rapporto è disponibile nel sito www.caritasroma.it)

 

mons. Guerino Di Tora

 

 

 

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