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EDITORIALE

 

 

Carità, giovani, territorio, comunità ecclesiale

 

La Quaresima, tempo di conversione e preghiera, per la Diocesi di Roma è tradizionalmente anche il periodo pastorale dedicato all’approfondimento ed alla crescita sui temi della carità.
Il nostro Vescovo, Papa Benedetto XVI, nel suo messaggio quaresimale ci invita a viverlo come tempo eucaristico “accogliendo l’amore di Gesù, imparando a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola”.
Il deserto, il digiuno, la penitenza, il sacrificio fino alla morte sulla croce sono le letture ed i simboli che ci vengono proposti dalle liturgie quaresimali per invitarci “ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell’essere umano, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell’abbandono di tante persone”.
Il periodo della Quaresima è allora da considerare come occasione propizia per formare i cuori all’incontro con Dio attraverso l’amore verso il prossimo e l’impegno concreto nella solidarietà.
Nell’anno pastorale che la Chiesa di Roma dedica ai giovani anche l’attenzione delle proposte quaresimali è a loro rivolta, con percorsi formativi capaci di attrarre la spinta ideale che caratterizza le nuove generazioni alla ricerca di giustizia, solidarietà ed aggregazione.
L’educazione alla fede delle nuove generazioni ha nella carità il fondamento e l’obiettivo pedagogico. Amare e conoscere Gesù attraverso il prossimo è, per i giovani, la strada per confrontarsi con un mondo pieno di contraddizioni.
Amare il prossimo va ben oltre la disponibilità a gesti di volontariato o ad atti di beneficenza, esso è invece uno stile di vita di prossimità e condivisione, che coinvolge ogni aspetto della vita con entusiasmo e fantasia.
La Caritas propone un cammino esperienziale per stimolare, attraverso la testimonianza e la conoscenza, la dimensione della carità nel mondo giovanile, accogliendone la generosità e proponendo esperienze significative. Lo slancio emotivo e la tensione ideale propri del mondo giovanile vanno infatti accompagnati con esperienze formative di carità.
La comunità cristiana è il luogo ideale per questa maturazione all’amore; sia attraverso la parrocchia, il gruppo giovanile, la scuola, l’associazionismo diventa maestra nella testimonianza, guida nelle scelte e si fa educante in quanto capace di suscitare, coinvolgere, condividere passioni e fatiche
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Mons. Guerino Di Tora

 

 

 

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