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EDITORIALE

 

 

Emmaus icona della prossimità del Signore

 

La Pasqua segna i nostri cammini pastorali come esperienza di morte e resurrezione a vita nuova in Cristo. Tale solennità “la festa delle feste”, dimostra – attraverso la risurrezione – l’autenticità divina di Cristo e la verità dei Vangeli.
E’ l’origine fondante del cristianesimo, che continua ad essere radicato nella storia degli uomini perché è accertata la verità di Cristo che si è fatto uomo, è morto sulla croce ed è risorto.
Nel celebrare la morte e risurrezione del Signore la Chiesa ritrova, ogni volta, la propria vitalità, riscoprendo la sua vocazione di popolo della nuova ed eterna alleanza, pellegrino per le strade e tra le prove del mondo
La Pasqua è anche l’icona della prossimità del Signore verso il suo popolo, rappresentata dai discepoli di Emmaus. Un messaggio forte che propone alcuni insegnamenti importanti, soprattutto agli operatori della carità. Nell’episodio di Emmaus, Gesù si fa prossimo ed incontra i discepoli, cammina con loro, parla e spiega le scritture. Ma i discepoli lo riconoscono solamente in un secondo momento quando aprono i loro cuori, dandogli ospitalità e condividendo con lui il pane.
Sono contenuti in questo passo di Luca (Lc 24, 13-31) i due più importanti aspetti della testimonianza cristiana.
Anzitutto la prossimità misteriosa del Risorto che “si avvicina e cammina insieme ai discepoli” rappresenta l’inizio della speranza cristiana. Tanta era stata la delusione per la sua morte che i discepoli vacillavano nella fede, ritrovano la speranza soltanto nel momento in cui sentono vicino Gesù. Ognuno di noi provando la sua presenza, può superare le difficoltà del proprio discepolato.
Il secondo insegnamento ci dice che il Signore è con noi in ogni momento, anche quando non sappiamo avvertirlo, indicandoci anche il modo di trovarlo: amando il prossimo quando è in difficoltà, condividendo il nostro pane con lui, come fecero i due discepoli invitando il Risorto a tavola.
Gesù stesso quindi ci ha insegnato la strada per riconoscerlo “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi… Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me… Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me” (Mt. 35).
Auguro a tutti voi, operatori della carità ed amici della Caritas, una felice Pasqua nel Signore
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Mons. Guerino Di Tora

 

 

 

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