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	<title>Caritas RomaCaritas Roma | Caritas Roma</title>
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	<description>La tua solidarietà a Roma</description>
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		<title>&#8220;Viva Rossini&#8221; concerto per la Casa di Cristian</title>
		<link>http://www.caritasroma.it/2012/02/viva-rossini-lorchestra-sinfonica-per-la-casa-di-cristian/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Caritas</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Viva Rossini&#8221; è il concerto che l&#8217;Orchestra Sinfonica di Roma, diretta dal Maestro Francesco La Vecchia, dedica alla Caritas di Roma i prossimi 18 e 19 marzo presso l&#8217;Auditorium Conciliazione (Via della Conciliazione, 4). La manifestazione, promossa dalla Fondazione Arts Academy, sarà a sostegno delle iniziative di Casa di Cristian, il centro di accoglienza per mamme e bambini senza fissa dimora. Il concerto, che proporrà brani di Sinfonie d&#8217;Opera di Gioacchino Rossini, tra cui Il Barbiere di Siviglia, La Gazza ladra e Guglielmo Tell, si svolgerà domenica 18 marzo alle ore 17.30 e lunedì 19 marzo alle ore 20.30 Il costo di ciascun biglietto è di 15 euro. Per informazioni e prevendita è possibile rivolgers al Settore Raccolta Fondi e Donazioni della Caritas i Roma: tel. 06.88815120, fax 06.88815122, e-mail: donazioni@caritasroma.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Viva Rossini&#8221; è il concerto che l&#8217;Orchestra Sinfonica di Roma, diretta dal Maestro Francesco La Vecchia, dedica alla Caritas di Roma i prossimi 18 e 19 marzo presso l&#8217;Auditorium Conciliazione (Via della Conciliazione, 4).<span id="more-2322"></span></p>
<p>La manifestazione, promossa dalla Fondazione Arts Academy, sarà a sostegno delle iniziative di Casa di Cristian, il centro di accoglienza per mamme e bambini senza fissa dimora.</p>
<p>Il concerto, che proporrà brani di Sinfonie d&#8217;Opera di Gioacchino Rossini, tra cui Il Barbiere di Siviglia, La Gazza ladra e Guglielmo  Tell, si svolgerà domenica<strong> 18 marzo alle ore 17.30</strong> e lunedì <strong>19 marzo alle ore 20.30</strong></p>
<p>Il costo di ciascun biglietto è di 15 euro. Per informazioni e prevendita è possibile rivolgers al Settore Raccolta Fondi e Donazioni della Caritas i Roma: tel. 06.88815120, fax 06.88815122, e-mail: <a href="mailto: donazioni@caritasroma.it">donazioni@caritasroma.it</a></p>
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		<title>Laboratorio Diritti Umani</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 13:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione SEPM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via il 22 febbraio il secondo laboratorio della Scuola di Educazione alla Pace ed alla Mondialità. 3 incontri dedicati al tema dei Diritti Umani Il programma 22 febbraio 2012 Diritti di carta e dignità calpestate. Le maschere dell’ipocrisia. 29 febbraio 2012 Dai diritti dell’uomo ai diritti per l’uomo. Progettare azioni per garantire dignità. 7 marzo 2012 Il diritto di ogni uomo per una nuova umanità. Il lavoro di rete come esperienza di comunione. Gli incontri si svolgono presso la Cittadella della Carità, Via Casilina Vecchia 19, dalle 19.00 alle 21.30. Per partecipare è necessario inviare una mail a sepm@caritasroma.it o telefonare al n. 06.6988.6383. E&#8217; richiesto un contributo di partecipazione di 15 €, da versare in occasione del primo incontro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al via il 22 febbraio il secondo laboratorio della Scuola di Educazione alla Pace ed alla Mondialità.<span id="more-2279"></span></p>
<p>3 incontri dedicati al tema dei <strong>Diritti Umani</strong></p>
<p><strong>Il programma</strong></p>
<p><strong>22 febbraio 2012</strong> Diritti di carta e dignità calpestate. Le maschere dell’ipocrisia.</p>
<p><strong>29 febbraio 2012</strong> Dai diritti dell’uomo ai diritti per l’uomo. Progettare azioni per garantire dignità.</p>
<p><strong>7 marzo 2012</strong> Il diritto di ogni uomo per una nuova umanità. Il lavoro di rete come esperienza di comunione.<img title="Continua..." src="http://www.caritasroma.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p>Gli incontri si svolgono presso la <strong>Cittadella della Carità</strong>, Via Casilina Vecchia 19, dalle 19.00 alle 21.30.</p>
<p>Per partecipare è necessario inviare una mail a <a href="mailto:sepm@caritasroma.it">sepm@caritasroma.it</a> o telefonare al n. 06.6988.6383.<br />
E&#8217; richiesto un contributo di partecipazione di 15 €, da versare in occasione del primo incontro.</p>
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		</item>
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		<title>Accordo Caritas-Roma Capitale a sostegno delle famiglie in difficoltà</title>
		<link>http://www.caritasroma.it/2012/02/accordo-caritas-roma-capitale-a-sostegno-delle-famiglie-in-difficolta/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 12:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Caritas</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un protocollo di collaborazione nell&#8217;ambito dei progetti &#8220;Prestito della Speranza&#8221; e &#8220;Empori della solidarietà&#8221; Percorsi di ricerca lavoro, riqualificazione professionale e aiuto per il sovraindebitamento. Sono questi i servizi a cui potranno accedere le famiglie che si rivolgono ai Centri di ascolto delle Caritas parrocchiali grazie al protocollo di collaborazione firmato il 13 febbraio tra la Caritas Diocesana di Roma e Roma Capitale, nell’ambito del Progetto Prestito della Speranza. Firmatari dell’accordo l’assessore alle Attività Produttive e Lavoro, Davide Bordoni, e il direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci. L’intesa è finalizzata a mettere in atto forme di collaborazione volte a sostenere le persone e le famiglie in situazioni di difficoltà socio-economica attraverso progetti di aiuto specifici focalizzati sull’orientamento al lavoro, la formazione di professionalità, l’avvio di tirocini lavorativi e l’educazione all’uso consapevole del denaro. Le famiglie a cui saranno indirizzate attività di sostegno – sia attraverso i Centri di Orientamento al Lavoro che con gli sportelli per il sovraindebitamento di Roma Capitale &#8211; sono quelle che, attraverso i Centri di ascolto delle parrocchie romane, accedono ai servizi del Prestito della Speranza e dei due Empori della solidarietà promossi dall’organismo diocesano. Il Protocollo prevede un’attività di coordinamento territoriale, che svolgerà una funzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un protocollo di collaborazione nell&#8217;ambito dei progetti &#8220;Prestito della Speranza&#8221; e &#8220;Empori della solidarietà&#8221;<span id="more-2272"></span></p>
<p>Percorsi di <strong>ricerca lavoro</strong>, <strong>riqualificazione professionale </strong>e <strong>aiuto per il sovraindebitamento</strong>. Sono questi i servizi a cui potranno accedere le famiglie che si rivolgono ai Centri di ascolto delle Caritas parrocchiali grazie al protocollo di collaborazione firmato il 13 febbraio tra la Caritas Diocesana di Roma e Roma Capitale, nell’ambito del Progetto Prestito della Speranza.</p>
<p>Firmatari dell’accordo l’assessore alle Attività Produttive e Lavoro, <strong>Davide Bordoni</strong>, e il direttore della Caritas, <strong>monsignor Enrico Feroci</strong>. L’intesa è finalizzata a mettere in atto forme di collaborazione volte a sostenere le persone e le famiglie in situazioni di difficoltà socio-economica attraverso progetti di aiuto specifici focalizzati sull’orientamento al lavoro, la formazione di professionalità, l’avvio di tirocini lavorativi e l’educazione all’uso consapevole del denaro.</p>
<p>Le famiglie a cui saranno indirizzate attività di sostegno – sia attraverso i Centri di Orientamento al Lavoro che con gli sportelli per il sovraindebitamento di Roma Capitale &#8211; sono quelle che, attraverso i Centri di ascolto delle parrocchie romane, accedono ai servizi del <strong>Prestito della Speranza</strong> e dei due <strong>Empori della solidarietà</strong> promossi dall’organismo diocesano. Il Protocollo prevede un’attività di coordinamento territoriale, che svolgerà una funzione di monitoraggio, mediante l’istituzione di un comitato operativo di cui fanno parte rappresentanti della Diocesi, di Roma Capitale e delle parrocchie romane.</p>
<p>Il direttore della Caritas romana, <strong>monsignor Enrico Feroci</strong>, ha sottolineato <em>“l’importanza di un accordo che si prefigge di sviluppare una sinergia tra le attività istituzionali e quelle che la Chiesa cattolica ha attivato per far pronte alla crisi economica, come il Prestito della Speranza, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, e gli Empori della solidarietà, esperienza nata nella Diocesi di Roma e diffusasi in tutto il territorio nazionale. Contributo prezioso sarà la presenza capillare e di prossimità che arriverà al progetto dalle parrocchie”</em>.</p>
<p>Il responsabile del settore Territorio della Caritas, <strong>Fabio Vando</strong>, ha spiegato che “si tratta di un intervento che cerca di dare risposta a situazioni molto complesse, in cui le cause del disagio sono molteplici”.  Le iniziative che verranno promosse, ha spiegato Vando, “si prefiggono di far recuperare autonomia alle famiglie. Questo perché, anche forme di aiuto come l’Emporio o il prestito della Speranza, possono trasformarsi in un ulteriore peso”.</p>
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		<title>Maltempo: l&#8217;accoglienza nelle parrocchie romane</title>
		<link>http://www.caritasroma.it/2012/02/maltempo-laccoglienza-nelle-parrocchie-romane/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Caritas</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sedici le comunità parrocchiali che, in modi diversi, accolgono i senza dimora nei mesi più freddi dell&#8217;anno È un’accoglienza diffusa e di prossimità, che va oltre l’ondata di freddo eccezionale degli ultimi giorni, quella che vede protagoniste le parrocchie romane a favore dei senza dimora. Sono sedici le comunità che, durante l’inverno, ospitano nelle strutture a loro disposizione quanti vivono all’addiaccio. «Un’esperienza – spiega monsignor Angelo Bergamaschi, vicedirettore della Caritas diocesana – nata con il Giubileo del 2000, quando come Caritas lanciammo un appello alle parrocchie per chiedere di accogliere i senza tetto con lo stesso spirito di servizio con cui vennero ospitati migliaia pellegrini». “Senza casa, senza storia” era il titolo della lettera che arrivò a tutti i parroci e che, all’epoca, vide una vera e propria mobilitazione. A ricordarlo è Don Stefano Meloni, parroco di Santa Maria Madre della Misericordia che, allora vice da poco arrivato, mise in piedi la prima struttura di accoglienza aiutato anche dalle Suore della carità. Si trattava di pochi posti letto per i mesi più freddi dell’anno. «Attualmente – spiega Don Stefano – ospitiamo 20 persone, per periodi più o meno lunghi, dando la priorità agli anziani del quartiere e a coloro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sedici le comunità parrocchiali che, in modi diversi, accolgono i senza dimora nei mesi più freddi dell&#8217;anno<span id="more-2264"></span></p>
<p>È un’accoglienza diffusa e di prossimità, che va oltre l’ondata di freddo eccezionale degli ultimi giorni, quella che vede protagoniste le parrocchie romane a favore dei senza dimora. Sono sedici le comunità che, durante l’inverno, ospitano nelle strutture a loro disposizione quanti vivono all’addiaccio. <em>«Un’esperienza</em> – spiega <strong>monsignor Angelo Bergamaschi</strong>, vicedirettore della Caritas diocesana – <em>nata con il Giubileo del 2000, quando come Caritas lanciammo un appello alle parrocchie per chiedere di  accogliere i senza tetto con lo stesso spirito di servizio con cui vennero ospitati migliaia pellegrini»</em>.</p>
<p>“Senza casa, senza storia” era il titolo della lettera che arrivò a tutti i parroci e che, all’epoca, vide una vera e propria mobilitazione. A ricordarlo è <strong>Don Stefano Meloni</strong>, parroco di <strong>Santa Maria Madre della Misericordia</strong> che, allora vice da poco arrivato, mise in piedi la prima struttura di accoglienza aiutato anche dalle Suore della carità. Si trattava di pochi posti letto per i mesi più freddi dell’anno. <em>«Attualmente </em>– spiega Don Stefano – <em>ospitiamo 20 persone, per periodi più o meno lunghi, dando la priorità agli anziani del quartiere e a coloro che ci vengono indicati dalle Caritas parrocchiali»</em>. Il centro di accoglienza, che viene chiuso soltanto nei mesi di luglio e agosto, oltre a Santa Maria fa riferimento ad altre cinque realtà parrocchiali  &#8211; <strong>San Barnaba</strong>, <strong>San Leone</strong>, <strong>San Luca</strong>, <strong>Sant&#8217;Agapito</strong> e il <strong>Santissimo Sacramento</strong> &#8211; che collaborano nella gestione con circa cento volontari che si alternano.<br />
<em>«Non è soltanto un’esperienza ristretta a quanti vi operano </em>– sottolinea il parroco – <em>perché con gli anni abbiamo sempre più coinvolto le sei comunità parrocchiali con la colletta domenicale, per la donazione di abiti e alimenti, ma anche organizzando esperienze di servizio e animazione con i gruppi giovanili»</em>.</p>
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Punto di forza del lavoro a San Giustino è il coinvolgimento dell’oratorio nell’animazione del centro di accoglienza. <em>«Tutte le classi </em>– spiega il coordinatore – <em>nel corso del periodo di apertura effettuano un’esperienza. Per i più grandi si tratta di un servizio di volontariato mentre i bambini hanno un contatto con gli ospiti per conoscerli»</em>.</p>
<p>Altra storica esperienza nella Capitale è quella della parrocchia di <strong>Ognissanti</strong> in Via Appia, dove un gruppo di 90 volontari della Caritas e della San Vincenzo ogni anno allestiscono l’ospitalità per 18 donne accolte ogni notte presso l’ex scuola “San Filippo Neri”. Tre sale dormitorio, un locale mensa e una stanza con televisore per un’accoglienza che va dalle 16.30 alle ore 9 del mattino successivo. <em>«Fondamentale è il lavoro del volontariato»</em>, spiega Maria Antonelli, una delle responsabili del Centro. <em>«Con l’aiuto di molti giovani, tanti universitari, riusciamo anche a distribuire 120 pasti due volte alla settimana»</em>.</p>
<p>Esperienze significative sono anche quelle di <strong>San Giuseppe Moscati</strong> e, ad Ostia, di <strong>Santa Monica</strong>; mentre “segni di testimonianza” si hanno nelle comunità parrocchiali di <strong>San Pio V</strong>, <strong>San Frumenzio</strong>,<strong> San Liborio</strong> e <strong>San Girolamo Emiliani</strong> dove si accolgono una o al massimo due persone, a seconda della disponibilità.</p>
<p>(articolo tratto da Romasette del 12/2/2012)</p>
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		<title>Rom: ad un anno dal tragico rogo è ancora emergenza</title>
		<link>http://www.caritasroma.it/2012/02/rom-ad-un-anno-dal-tragico-rogo-e-ancora-emergenza/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Caritas</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La Diocesi di Roma ricorda i 4 bambini rom tragicamente morti nell’insediamento di Via Appia un anno fa &#8220;Esattamente un anno fa, il 6 febbraio 2011, morivano tragicamente i piccoli Sebastian, Patrizia, Fernando e Raul, nel rogo avvenuto nell’accampamento di Via Appia Nuova. Molto è stato detto da allora e molte sono state le azioni intraprese; purtroppo però la situazione non è affatto cambiata&#8221;. Così il direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci, ricorda la tragedia dei quattro bambini rom avvenuta un anno fa. “Come dimostra la nevicata di questi giorni – spiega monsignor Feroci – si continuano a porre in essere interventi di emergenza che, seppur coordinati e attuati con efficienza, lasciati a se stessi sono senza prospettive. Per questo occorre un progetto più ampio che coinvolga le politiche del welfare e che riguardi gli alloggi, l’istruzione, l’assistenza socio-sanitaria, il mercato del lavoro”. “Su questo – spiega il direttore della Caritas – unitamente alle istituzioni, anche come comunità ecclesiale (parrocchie, istituti, movimenti, associazioni e gruppi) siamo chiamati a dare risposte alle numerose istanze di aiuto e sostegno che ci arrivano e, cosa di enorme responsabilità, a rappresentare un riferimento per il resto della comunità”. Monsignor Feroci, riprendendo le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Diocesi di Roma ricorda i 4 bambini rom tragicamente morti nell’insediamento di Via Appia un anno fa<span id="more-2220"></span></p>
<p>&#8220;Esattamente un anno fa, il 6 febbraio 2011, morivano tragicamente i piccoli Sebastian, Patrizia, Fernando e Raul, nel rogo avvenuto nell’accampamento di Via Appia Nuova. Molto è stato detto da allora e molte sono state le azioni intraprese; purtroppo però la situazione non è affatto cambiata&#8221;. Così il direttore della Caritas di Roma, <strong>monsignor Enrico Feroci</strong>, ricorda la tragedia dei quattro bambini rom avvenuta un anno fa. “Come dimostra la nevicata di questi giorni – spiega monsignor Feroci – si continuano a porre in essere interventi di emergenza che, seppur coordinati e attuati con efficienza, lasciati a se stessi sono senza prospettive. Per questo occorre un progetto più ampio che coinvolga le politiche del welfare e che riguardi gli alloggi, l’istruzione, l’assistenza socio-sanitaria, il mercato del lavoro”.</p>
<p>“Su questo – spiega il direttore della Caritas – unitamente alle istituzioni, anche come comunità ecclesiale (parrocchie, istituti, movimenti, associazioni e gruppi) siamo chiamati a dare risposte alle numerose istanze di aiuto e sostegno che ci arrivano e, cosa di enorme responsabilità, a rappresentare un riferimento per il resto della comunità”. Monsignor Feroci, riprendendo le parole pronunciate dal Cardinale Vicario Agostino Vallini nella Messa a ricordo delle piccole vittime, invita “la comunità ad una conversione dei cuori affinché si affermi una visione che diventi cultura diffusa, ispirata dal rispetto per ogni uomo, perché è uomo, una cultura aperta all’accoglienza e alla solidarietà”.</p>
<p>Per questo, in un contesto caratterizzato dalle eccessive polemiche di questi giorni, ringrazia “quanti – uomini delle istituzioni, operatori, volontari e comuni cittadini – hanno aperto i loro cuori e si sono resi disponibili a sostenere ed accogliere coloro che si sono trovati in difficoltà”.</p>
<p>Gli articoli collegati:<br />
<a title="Editoriale Rom" href="http://www.caritasroma.it/2011/02/editoriale-rom/">L&#8217;editoriale di monsignor Enrico Feroci</a><br />
<a title="Lettera aperta alle comunità cristiane" href="http://www.caritasroma.it/2011/02/lettera-aperta-alle-comunita-cristiane/">Lettera aperta alle comunità cristiane</a><br />
<a title="Lettera aperta alle comunità cristiane" href="http://www.caritasroma.it/2011/02/lettera-aperta-alle-comunita-cristiane/">L&#8217;omelia del Cardinale Vicario Agostino Vallini</a><br />
<a title="L‘attività della Caritas con i rom nel 2011" href="http://www.caritasroma.it/2012/01/l%e2%80%98attivita-della-caritas-con-i-rom-nel-2011/">L&#8217;attività della Caritas con i rom nel 2011</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Emergenza maltempo</title>
		<link>http://www.caritasroma.it/2012/02/emergenza-maltempo/</link>
		<comments>http://www.caritasroma.it/2012/02/emergenza-maltempo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 10:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Caritas</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.caritasroma.it/?p=2208</guid>
		<description><![CDATA[Le notizie e gli aggiornamenti in tempo reale sulle iniziative Caritas 10 febbraio L&#8217;accoglienza nelle parrocchie Sono 16 le comunità parrocchiali impegnate nell&#8217;ospitalità dei senza dimora in collaborazione con i servizi diocesani. L&#8217;articolo di Romasette.it 7 febbraio Neve e freddo, la risposta della Caritas Articoli di Romasette. Ampliata l&#8217;accoglienza notturna con l’allestimento di una struttura da 120 posti al Forlanini e l’apertura notturna straordinaria degli ostelli. Monsignor Feroci: &#8220;Serve un progetto ampio di politiche sociali&#8221;. L&#8217;articolo 4 febbraio Dalla Caritas ulteriori cento posti per l’assistenza notturna presso il padiglione “O” dell’Ospedale Forlanini Ulteriori cento posti per ospitare persone senza dimora e offrire loro un riparo dal gelo della notte saranno pronti a partire dalle 20.00 presso il padiglione “O” dell&#8217;ospedale Forlanini. Accederanno alla struttura i senza dimora individuati dai volontari e dagli operatori Caritas del servizio itinerante notturno e tutti coloro che chiederanno ospitalità. La struttura &#8211; che si aggiunge a quelle finora già utilizzata dalla Caritas per gestire l’emergenza alla Stazione Termini ed a Ostia &#8211; è stata approntata oggi grazie allo sforzo dei volontari della Protezione Civile ed alla collaborazione della Regione Lazio e della direzione generale dell’Ospedale San Camillo. Il centro rimarrà aperto per qualche settimana per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le notizie e gli aggiornamenti in tempo reale sulle iniziative Caritas<span id="more-2208"></span></p>
<p><strong>10 febbraio</strong></p>
<p><strong>L&#8217;accoglienza nelle parrocchie</strong><br />
Sono 16 le comunità parrocchiali impegnate nell&#8217;ospitalità dei senza dimora in collaborazione con i servizi diocesani. L&#8217;articolo di <a title="Maltempo: l’accoglienza nelle parrocchie romane" href="http://www.caritasroma.it/2012/02/maltempo-laccoglienza-nelle-parrocchie-romane/">Romasette.it</a></p>
<p><strong>7 febbraio</strong></p>
<p><strong>Neve e freddo, la risposta della Caritas</strong><br />
Articoli di Romasette. Ampliata l&#8217;accoglienza notturna con l’allestimento di una struttura da 120 posti al Forlanini e l’apertura notturna straordinaria degli ostelli. Monsignor Feroci: &#8220;Serve un progetto ampio di politiche sociali&#8221;. <a href="http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=8039" target="_blank">L&#8217;articolo</a></p>
<p><strong>4 febbraio</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Dalla Caritas ulteriori cento posti per l’assistenza notturna presso il padiglione “O” dell’Ospedale Forlanini</strong></span><br />
Ulteriori cento posti per ospitare persone senza dimora e offrire loro un riparo dal gelo della notte saranno pronti a partire dalle 20.00 presso il padiglione “O” dell&#8217;ospedale Forlanini. Accederanno alla struttura i senza dimora individuati dai volontari e dagli operatori Caritas del servizio itinerante notturno e tutti coloro che chiederanno ospitalità.<br />
La struttura &#8211; che si aggiunge a quelle finora già utilizzata dalla Caritas per gestire l’emergenza alla Stazione Termini ed a Ostia &#8211; è stata approntata oggi grazie allo sforzo dei volontari della Protezione Civile ed alla collaborazione della Regione Lazio e della direzione generale dell’Ospedale San Camillo.<br />
Il centro rimarrà aperto per qualche settimana per far fronte alla grave situazione di emergenza.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>La storia di Nevis e Adrian soccorsi la notte scorsa a Villa Borghese. Centinaia gli interventi del Servizio Itinerante Notturno</strong></span><br />
Nevis dormiva sotto un albero all’interno di Villa Borghese, era in stato semincosciente quando sono intervenuti gli operatori del servizio itinerante notturno della Caritas alle 22.30 del 3 febbraio. Chiamati dai vigili urbani, gli operatori hanno convinto l’anziano senza dimora a seguirli presso l’Ostello “Don Luigi Di Liegro” in Via Marsala, dove da ieri sera è stata approntata una sala di accoglienza straordinaria.<br />
Spiega Alessandra, l’operatrice che ha effettuato l’intervento, <em>“siamo giunti sul luogo e abbiamo trovato questo signore che si era costruito una sorta di ricovero con alcuni cartoni recuperati per strada. Il rifugio era davvero molto nascosto e, date le condizioni climatiche di ieri sera, era difficile da raggiungere, non aveva di che coprirsi ed era vestito con abiti molto leggeri. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà nell’instaurare una relazione con lui, per le difficoltà linguistiche e perché non aveva alcun contatto con i servizi sociali da diverso tempo. Superata la diffidenza iniziale ci ha raccontato un po’ della sua storia, è croato, ha 57 anni ed è arrivato in Italia un paio di anni fa alla ricerca di un lavoro. In questo tempo ha girovagato per l’Italia facendo lavori saltuari e poco retribuiti, comunque non ha mai trovato un luogo in cui vivere se non la strada. Da qualche mese a questa parte si è stabilito a Roma, vive di elemosine, non è inserito in alcuna rete amicale e non conosce i servizi di aiuto alle persone che vertono in condizioni di difficoltà”</em>.<br />
Quello di Nevis è stato l&#8217;ennesimo caso da quando è stato intensificato il servizio itinerante notturno della Caritas di Roma per il peggioramento delle condizioni climatiche sulla capitale. Gli interventi degli operatori e dei volontari hanno riguardato complessivamente oltre 200 persone, con la distribuzione di coperte e generi di conforto. La sera prima, sempre nella stessa zona in via delle Accademie, era stato soccorso Adrian, romeno di 48 anni. Arrivato in Italia 10 anni fa alla ricerca di un lavoro, nel suo paese ha lasciato sua moglie ed una figlia. All’inizio è riuscito ad inserirsi a livello lavorativo come imbianchino per diverso tempo e poi è stavo receptionist in un albergo per alcuni anni, dove ha imparato diverse lingue. Viveva in una casa in affitto. Poi però ha iniziato a fare abuso di alcool. La sua è diventata una vera e propria dipendenza che gli ha causato una malattia degenerativa alle ossa con conseguenti problemi di deambulazione che non gli hanno più consentito di lavorare. Negli ultimi mesi Adrian viveva su una panchina all’ingresso del parco. Anche lui ora è ospite dell’Ostello di Via Marsala, anche se per le sue condizioni di salute sarà presto ricoverato in una struttura di cura.<br />
Tramite questa attività, la Caritas riesce ad entrare in contatto con quel mondo vasto e sommerso fatto di uomini e donne che non possiedono più nulla e che, per diversi motivi – la cronicità del disagio, i problemi sanitari e/o psichici, le gravi difficoltà relazionali, l’età avanzata, le difficoltà motorie e di deambulazione, le problematiche connesse all’abuso di alcool o di sostanze stupefacenti – non hanno rapporti con le strutture di aiuto rischiando di diventare invisibili se non vengono avvicinati su strada.<br />
L’attività della Caritas a favore dei senza dimora, in questi giorni di emergenza, prevede l’apertura notturna straordinaria delle strutture di accoglienza alla Stazione Termini ed a Ostia come centri di riferimento per la distribuzione di generi di conforto. Generosa la risposta di molti volontari che hanno trascorso la notte nei nostri centri per assistere e confortare gli ospiti accolti.<br />
<em>«“Lo vide e ne ebbe compassione”, sono le parole che Gesù usa per indicare l&#8217;atteggiamento del Buon Samaritano; parole che hanno guidato lo slancio di tante persone nelle nostre comunità parrocchiali che questa notte, di fronte al freddo siberiano che ci ha investiti, si sono adoperate in favore degli ultimi della nostra città»</em>. Queste le parole di <strong>monsignor Enrico Feroci</strong>, direttore della Caritas di Roma. <em>«La sensibilità del cuore </em>– ha aggiunto il sacerdote &#8211; <em>è dono di Dio e auspichiamo che i cittadini di Roma lo percepiscano sempre di più come ricchezza per ognuno di loro»</em>.</p>
<p><strong>3 febbraio</strong><br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il sindaco Gianni Alemanno in visita all&#8217;Ostello &#8220;Don Luigi Di Liegro&#8221;</strong></span><br />
Nella notte tra il 3 e 4 febbraio, alle ore 1.30 circa, il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno ha visitato l&#8217;Ostello Caritas nel corso del suo monitoraggio sulla situazioen di emergenza verificatasi a Roma.<br />
Il sindaco ha espresso solidarietà e rigraziato gli operatori ed i volontari impegnati nell&#8217;accoglienza dei senza dimora.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Avviso per i volontari Caritas</span></strong><br />
La Caritas di Roma informa che, a partire dal 2 febbraio, sono state intensificate le iniziative a favore dei senza dimora ampliando i servizi di accoglienza.<br />
Coloro che &#8211; <span style="text-decoration: underline;">avendo già frequentato il corso di formazione per volontari </span>- desiderano impegnarsi in tali attività possono contattare l’Ostello “Don Luigi Di Liegro” per segnalare la disponibilità e permettere agli operatori di organizzare la presenza dei volontari nei Centri.<br />
Fare riferimento ai seguenti recapiti: tel. 06.4457235 e-mail: <a href="mailto: ostello@caritasroma.it">ostello@caritasroma.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Apertura straordinaria della Mensa di Via Marsala</strong></span><br />
Per fronteggiare la maggiore richiesta di accoglienza e supportare l&#8217;attività del servizio itinerante notturno, dalle 21.30 di questa sera la Mensa di Via Marsala &#8211; dopo aver svolto il servizio pasti &#8211; verrà adibita a centro di accoglienza straordinario.<br />
La nuova attività proseguirà fino al termine dell&#8217;emergenza maltempo.</p>
<p><strong>2 febbraio</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Servizio itinerante notturno</span></strong><br />
<strong><em>Operatori specializzati monitoreranno le aree limitrofe alle stazioni FS, Piazza Vittorio, Piazza Venezia e Largo Argentina</em></strong><br />
Dal 15 dicembre scorso la Caritas di Roma ha potenziato il servizio notturno itinerante con l’obiettivo di rispondere alle situazioni di emergenza e di disagio di tutte le persone gravemente emarginate che dormono in strada. Tale servizio, svolto da operatori qualificati e non da volontari, è stato intensificato a partire da mercoledì 1 febbraio, in vista dell’emergenza maltempo che la Protezione Civile ha previsto sulla Capitale.<br />
Tramite questa attività, la Caritas riesce ad entrare in contatto con quel mondo vasto e sommerso fatto di uomini e donne che non possiedono più nulla e che, per diversi motivi &#8211; la  cronicità del disagio, i problemi sanitari e/o psichici, le gravi difficoltà relazionali, l’età avanzata,  le difficoltà motorie e di deambulazione, le problematiche connesse all’abuso di alcool o di sostanze stupefacenti &#8211; non hanno rapporti con le strutture di aiuto rischiando di diventare invisibili se non vengono avvicinati  su strada.<br />
Questo tipo di servizio ha l’obiettivo di far conoscere situazioni di povertà estrema promuovendo al contempo interventi che superino l’ottica dell’emergenza, ma che siano specifici e duraturi. Si tratta di un intervento di prossimità professionalmente qualificato, basato su un attento ascolto della persona e dell’eventuale domanda che la stessa presenta e che, per questo, richiede un forte investimento di tempo, di competenze e di coinvolgimento nella relazione.<br />
In questo periodo di tempo sono stati 22 i senza dimora incontrati di cui, constatate le gravi condizioni socio-sanitarie in cui versavano, sono stati prima accolti nell’Ostello e successivamente affidati ai servizi sociali territoriali. Per molti altri, oltre cento, il rapporto con gli operatori continua ogni notte in strada.</p>
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		<title>Don Andrea Santoro, sacerdote e parroco a Roma</title>
		<link>http://www.caritasroma.it/2012/02/don-andrea-santoro-sacerdote-e-parroco-a-roma/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Caritas</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La diocesi di Roma, domenica 5 febbraio 2012, commemorerà Don Andrea Santoro nel sesto anniversario della scomparsa. La celebrazione eucaristica avrà luogo alle 18.30 nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme e sarà presieduta da S. E. monsignor Edmond Farhat, Nunzio apostolico in Turchia ai tempi dell’assassinio del sacerdote romano. Il 5 febbraio 2006 Don Andrea è stato ucciso nella chiesa di S. Maria a Trabzon, mentre pregava con la Bibbia in lingua in lingua turca tra le mani. Di lui riportiamo una breve testimonianza del direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, che verrà pubblicata nel libro “Asia-Italia scenari migratori”. “ Don Andrea Santoro sacerdote e parroco a Roma “ Testimonianza di un cristiano in un contesto musulmano Domenica 5 febbraio 2006, don Andrea Santoro, della diocesi di Roma, 60 anni, è stato assassinato a Trabzon, nella Turchia orientale. Era in ginocchio nell’ultimo banco della chiesa di Santa Maria e pregava. Due colpi l’hanno trafitto. Una pallottola si è conficcata, dopo aver attraversato il cuore, nella Bibbia che aveva in mano. Cinque giorni prima lo avevo accompagnato all’aeroporto. Era martedì 31 gennaio. Era lontanissimo da me il pensiero che il martedì successivo avrei accolto la sua salma, lo avevo salutato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La diocesi di Roma, domenica 5 febbraio 2012, commemorerà Don Andrea Santoro nel sesto anniversario della scomparsa. <span id="more-2203"></span></p>
<p>La celebrazione eucaristica avrà luogo alle <strong>18.30 nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme</strong> e sarà presieduta da S. E. monsignor Edmond Farhat, Nunzio apostolico in Turchia ai tempi dell’assassinio del sacerdote romano.</p>
<p>Il 5 febbraio 2006 Don Andrea è stato ucciso nella chiesa di S. Maria a Trabzon, mentre pregava con la Bibbia in lingua in lingua turca tra le mani. Di lui riportiamo una breve testimonianza del direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, che verrà pubblicata nel libro “Asia-Italia scenari migratori”.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> “ Don Andrea Santoro sacerdote e parroco a Roma “</strong><br />
<strong>Testimonianza di un cristiano in un contesto musulmano</strong></p>
<p>Domenica 5 febbraio 2006, don Andrea Santoro, della diocesi di Roma, 60 anni, è stato assassinato a Trabzon, nella Turchia orientale. Era in ginocchio nell’ultimo banco della chiesa di Santa Maria e pregava. Due colpi l’hanno trafitto. Una pallottola si è conficcata, dopo aver attraversato il cuore, nella Bibbia che aveva in mano.</p>
<p>Cinque giorni prima lo avevo accompagnato all’aeroporto. Era martedì 31 gennaio. Era lontanissimo da me il pensiero che il martedì successivo avrei accolto la sua salma, lo avevo salutato con un abbraccio commosso.  L’ultimo abbraccio fraterno che ha ricevuto in Italia. Dopo essere entrato ed aver percorso  pochi passi si è voltato indietro e mi ha detto: “mi raccomando quando torno fammi ritrovare Gesù….”</p>
<p>Sono state le ultime parole che ho ascoltato. Stimolo per me, per il mio servizio alla Chiesa. Parole dettate però, non dalla paura, ma dal grande amore che aveva per il Signore di cui si sentiva non servo ma amico, fino al punto da credere fermamente che poteva ”prestare il suo corpo a Cristo perché Lui camminasse nelle strade della città dove viveva…”.</p>
<p>Don Andrea è  stato definito “l’uomo dell’incontro nel tempo dello scontro  di civiltà”.</p>
<p>E’ vero questo. E’ vero quanto Mons. Padovese, anche lui ucciso da un fanatico il 3 giugno del 2010 in Turchia, scriveva di Don Andrea: “L’amore per le memorie cristiane disseminate in Turchia non è rimasto nostalgico rimpianto verso un passato che non esiste più, ma spinta ad interpretare meglio il presente e a cercare realisticamente quel dialogo che gli è parsa l’unica via percorribile per salvaguardare ogni autentica espressione religiosa. L’esperienza della mistica islamica che Egli ha conosciuto in Turchia, lo ha portato a comprendere che molte incomprensioni tra cristiani e musulmani vengono meno quando con onestà ci si pone alla ricerca di Dio”.</p>
<p>Nella tavola rotonda organizzata nella Pontificia Università Lateranense, nel marzo del 2009, dal titolo : “Don Andrea Santoro ponte di dialogo con la Turchia e il Medio Oriente” sono risuonate anche queste parole: “Segni di instabilità sono presenti un po’ ovunque: la pace in medio Oriente è ancora un miraggio, l’Africa resta una polveriera a cielo aperto e perfino la vecchia Europa – che sembrava finalmente esente – deve ora combattere contro gli spettri del passato. Il seme dell’intolleranza, culturale o religiosa che sia, continua ad attecchire e lo fa, in particolare, quando la società si mostra incapace di dare risposte. Non dobbiamo scoraggiarci. Don Andrea sicuramente non lo farebbe. Ed allora ripartiamo dal suo esempio, dal suo coraggio, dalla sua voglia di migliorare il mondo per dare una scossa”.</p>
<p>Prima di  accettare di servire la parrocchia di Gesù di Nazareth, sua prima esperienza di parroco a Roma, si recò in terra santa.</p>
<p>Nel 1980, quando gli venne assegnata la nuova comunità dei Santi Fabiano e Venanzio, chiese al Vescovo di potervi tornare e rimanere sei mesi. Ecco le motivazioni descritte nel suo diario:</p>
<p>“Da ragazzo il Signore mi ha concesso il desiderio di portare gli uomini a Lui e di mettermi a loro servizio. Mi ha concesso di farlo in mille modi, servendosi della mia totale povertà e nonostante i miei ripetuti tradimenti. Dopo dieci anni di sacerdozio mi ha portato in Medio Oriente per un periodo di sei mesi, per un desiderio impellente che sentivo di silenzio, di preghiera, di contatto con la parola di Dio nei luoghi dove Gesù era passato. Lì ho ritrovato la freschezza della fede e la chiarezza del mio sacerdozio”.</p>
<p>Riemerge allora in lui un pensiero antico, maturato già nel 1980. E ci ritorna, per rimettere i suoi piedi sulle orme di Cristo, per riascoltare la Parola nella limpidezza del tessuto antico, per far riemergere prima dentro di sé, poi negli altri il fuoco del vangelo di Gesù.</p>
<p>Il suo guardare verso la Terra Santa (anche la Turchia Don Andrea la considerava Terra Santa) era mosso da una duplice necessità. Ce lo spiega in modo mirabile in altri brani.</p>
<p>La prima grande motivazione:<br />
“… il Signore mi ha fatto toccare con mano la ricchezza di quella terra da cui, come madre, è nata la nostra fede, ma anche le sue sofferenze, i suoi bisogni, le sue grida di soccorso. Così ho dato al vescovo la mia disponibilità a partire per accendere una piccola fiammella proprio lì dove era divampato il fuoco del cristianesimo. Quel fuoco non si è mai spento, ma è passato attraverso sofferenze, persecuzioni, peccati, vicende oscure e complesse che lo hanno disperso e ridotto sotto la cenere. Quel fuoco è ancora in grado di illuminarci perché contiene la scintilla originaria che lo ha generato. Quel fuoco ha bisogno di un po’ di legna per tornare a brillare e divampare di nuovo”.</p>
<p>La seconda motivazione scaturisce da un amore immenso per la sua gente. Dice:<br />
“io vorrei (se Dio lo vorrà) attingere e consegnare anche a voi un po’ di quella luce antica e darle nello stesso tempo un po’ di ossigeno perché brilli di più. Sento questo invio, che affronto a nome della Chiesa di Roma, come uno scambio: noi abbiamo bisogno di quella radice originaria della fede se non vogliamo morire di benessere, di materialismo, di un progresso vuoto e illusorio; loro hanno bisogno di noi e di questa nostra Chiesa di Roma per ritrovare slancio, coraggio, rinnovamento, apertura universale”.</p>
<p>Da queste parole possiamo capire che il suo andare in Turchia non è stato ne una fuga, ne un’avventura anche se connotata da nobili desideri.E da lì rimanda, per la sua gente, sempre pensando alla Chiesa di Roma, i suoi comandamenti:</p>
<p>“Dopo Pasqua abbiamo fatto un giro di quattro giorni verso l’est, incontrando piccole comunità cristiane sparse e visitando chiese (in piedi o diroccate). Dopo quello che abbiamo visto, anche a nome degli altri quattro vi dico:<br />
1.	amate le vostre chiese. Amate la Chiesa. Amate i fratelli che il Signore vi mette vicino. Non disertate le riunioni,<br />
2.	non spegnete la voce della preghiera, non chiudete il libro delle Parole sante,<br />
3.	non fatevi stordire dagli inganni del mondo, non lasciatevi abbagliare da ciò che “luccica” ma non “illumina”.<br />
4.	Non fate morire il cristianesimo, non riducetelo a osservanze e convenevoli, non addomesticate il Vangelo,<br />
5.	non uccidete la croce di Cristo e la sua povertà,<br />
6.	non sostituite la sua umiltà e semplicità con l’accumulare e l’apparire,<br />
7.	non bevete a fonti avvelenate abbandonando la Fonte di acqua viva,…..<br />
8.	non offendete i nostri figli riempiendoli di cose e di mille attività e negando loro (o dandolo solo col contagocce) il Padre dei cieli, la Parola di Gesù, il cuore sapiente e materno della Chiesa, il calore di una comunità cristiana viva.<br />
9.	Gioite della fede, difendetela dall’appassimento, vivetela nella fiducia e nella lode anche quando i giorni sono bui (“gettando in Lui ogni vostra preoccupazione”, come dice san Pietro, “perché egli ha cura di voi”).<br />
10.	Fate fiorire la carità, amando chi non vi ama, facendo del bene a chi vi fa del male, condividendo con i poveri e i sofferenti sia i beni materiali che i beni spirituali, rianimando le famiglie con la presenza di Dio e l’amore reciproco.<br />
11.	Siate fecondi nello spirito dando a vostra volta ciò che avete ricevuto (“come il Padre ha mandato me così io mando voi […] andate, predicate, annunciate, guarite, risuscitate, liberate gli indemoniati e i prigionieri, chinatevi sulle sofferenze […] servite, amate, date la vita…”) e, voi sposi, siate fecondi, se Dio vuole, anche nella carne.<br />
12.	Dite “sì” a Dio, anche quando vi invita sul monte a sacrificargli Isacco, anche quando vi guida per vie che non conoscete. Dio non delude: l’uomo sì”.</p>
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		<title>Quaresima di carità 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Caritas</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[“Dio ama chi dona con Gioia” è il titolo dell’opuscolo della Quaresima di carità 2012. La pubblicazione, disponibile in formato elettronico, sarà in distribuzione anche presso l’ufficio della Caritas in Vicariato e presso gli incaricati Caritas dei Settori diocesani. Il sussidio, pensato per accompagnare la riflessione delle comunità parrocchiali durante le cinque domeniche del tempo quaresimale, propone sia degli approfondimenti alle letture delle liturgie che una proposta esperienziale per coinvolgere le parrocchie nella pedagogia della carità. La Caritas diocesana, infatti, propone il laboratorio “Le fatiche della carità” per l’animazione della testimonianza comunitaria della carità che, “a partire dalla pedagogia della fede, mira ad educare alla vita buona del Vangelo”. Una proposta formativa realizzata da un&#8217;equipe di operatori diocesani, con l&#8217;obiettivo di educare le comunità, gli operatori e i volontari al “tatto pedagogico” e all’annuncio esplicito (comunicazione della fede), anche con i linguaggi impliciti (espressione della testimonianza). A partire da martedì 7 febbraio il sussidio potrà essere ritirato (5 copie per parrocchia) sia dagli incaricati Caritas di settore che presso le seguenti sedi: Vicariato di Roma, segreteria della Caritas diocesana, Piazza San Giovanni in Laterano 6/A, secondo piano, stanza 22; Cittadella della carità “Santa Giacinta”, Via Casilina Vecchia 19, presso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Dio ama chi dona con Gioia”</strong> è il titolo dell’opuscolo della Quaresima di carità 2012.<span id="more-2198"></span></p>
<p>La pubblicazione, disponibile in formato elettronico, sarà in distribuzione anche presso l’ufficio della Caritas in Vicariato e presso gli incaricati Caritas dei Settori diocesani. Il sussidio, pensato per accompagnare la riflessione delle comunità parrocchiali durante le cinque domeniche del tempo quaresimale, propone sia degli approfondimenti alle letture delle liturgie che una proposta esperienziale per coinvolgere le parrocchie nella pedagogia della carità.</p>
<p><a href="http://www.caritasroma.it/wp-content/uploads/2011/06/Copertina_quaresima.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2201" title="Copertina_quaresima" src="http://www.caritasroma.it/wp-content/uploads/2011/06/Copertina_quaresima-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>La Caritas diocesana, infatti, propone il <strong>laboratorio “Le fatiche della carità”</strong> per l’animazione della testimonianza comunitaria della carità che, “a partire dalla pedagogia della fede, mira ad educare alla vita buona del Vangelo”. Una proposta formativa realizzata da un&#8217;equipe di operatori diocesani, con l&#8217;obiettivo di educare le comunità, gli operatori e i volontari al “tatto pedagogico” e all’annuncio esplicito (comunicazione della fede), anche con i linguaggi impliciti (espressione della testimonianza).</p>
<p>A partire da martedì 7 febbraio il sussidio potrà essere ritirato (5 copie per parrocchia) sia dagli incaricati Caritas di settore che presso le seguenti sedi: Vicariato di Roma, segreteria della Caritas diocesana, Piazza San Giovanni in Laterano 6/A, secondo piano, stanza 22; Cittadella della carità “Santa Giacinta”, Via Casilina Vecchia 19, presso il Settore Territorio della Caritas diocesana.</p>
<p><a href="http://www.caritasroma.it/wp-content/uploads/2011/06/libretto-caritas-quaresima-2012-ok.pdf">Scarica il sussidio in formato pdf </a></p>
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		<item>
		<title>Oltre l&#8217;emergenza, progettando il futuro</title>
		<link>http://www.caritasroma.it/2012/01/oltre-lemergenza-progettando-il-futuro/</link>
		<comments>http://www.caritasroma.it/2012/01/oltre-lemergenza-progettando-il-futuro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione SEPM</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre l’emergenza, progettando il futuro è il laboratorio di formazione proposto dal Settore Educazione alla Pace ed alla Mondialità per condividere esperienze, confrontarsi su metodologie di lavoro e acquisire competenze sugli interventi in contesti di emergenza. Il laboratorio è articolato in 3 week end che si svolgeranno a L’Aquila, dove siamo presenti per continuare ad essere vicini alle persone colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. Il programma 16-17-18 MARZO: Oltre la cronaca: QUANDO L’EMERGENZA SCONVOLGE LA QUOTIDIANITA’ 20-21-22 APRILE : ORGANIZZARE AZIONI ASCOLTANDO IL TERRITORIO. Metodologie ed esperienze. 11-12-13 MAGGIO: L’OPERATORE NELLE EMERGENZE. AGIRE SUI PROBLEMI E PROMUOVERE CITTADINANZA. Note tecniche Gli incontri del laboratorio si svolgeranno dalle 19.30 del venerdì alle 13.00 della domenica. Si richiede un contributo di € 200,00, comprensivo del materiale didattico e delle spese di vitto ed alloggio. Il percorso è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, di età superiore ai 20 anni. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza. La domanda di partecipazione (scaricabile qui), con CV allegato, dovrà essere consegnata (a mano in ufficio, via fax al n. 06.6988.6250, via mail all&#8217;indirizzo sepm@caritasroma.it) entro il 25 febbraio 2012. I colloqui di selezione avverranno tra il 27 febbraio e il 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oltre l’emergenza, progettando il futuro</strong> è il laboratorio di formazione proposto dal Settore Educazione alla Pace ed alla Mondialità per condividere esperienze, confrontarsi su metodologie di lavoro e acquisire competenze sugli interventi in contesti di emergenza.</p>
<p>Il laboratorio è articolato in 3 week end che si svolgeranno a <strong>L’Aquila</strong>, dove siamo presenti per continuare ad essere vicini alle persone colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.</p>
<p>Il programma<br />
16-17-18 MARZO: Oltre la cronaca: QUANDO L’EMERGENZA SCONVOLGE LA QUOTIDIANITA’</p>
<p>20-21-22 APRILE : ORGANIZZARE AZIONI ASCOLTANDO IL TERRITORIO. Metodologie ed esperienze.</p>
<p>11-12-13 MAGGIO: L’OPERATORE NELLE EMERGENZE. AGIRE SUI PROBLEMI E PROMUOVERE CITTADINANZA.</p>
<p>Note tecniche</p>
<p>Gli incontri del laboratorio si svolgeranno dalle 19.30 del venerdì alle 13.00 della domenica.</p>
<p>Si richiede un contributo di € 200,00, comprensivo del materiale didattico e delle spese di vitto ed alloggio.</p>
<p>Il percorso è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, di età superiore ai 20 anni.</p>
<p>Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza.</p>
<p>La domanda di partecipazione (<a href="http://www.caritasroma.it/wp-content/uploads/2011/04/domanda_partecipazione.doc">scaricabile qui</a>), con CV allegato, dovrà essere consegnata (a mano in ufficio, via fax al n. 06.6988.6250, via mail all&#8217;indirizzo sepm@caritasroma.it) entro il <strong>25 febbraio 2012</strong>. I colloqui di selezione avverranno tra il 27 febbraio e il 2 marzo.</p>
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		<title>L‘attività della Caritas con i rom nel 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Caritas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre i progetti attivi, circa mille i rom contattati in campi ufficiali e insediamenti spontanei “Un 2011 in cui l’attività della Caritas accanto alle popolazioni rom della Capitale si è intensificata ed ha visto una profonda evoluzione” così la coordinatrice dei progetti per i rom e sinti, Fulvia Motta, ha presentato le iniziative realizzate nel corso dell’ultimo anno. Per la Motta “se un prerequisito indispensabile per proporre interventi di prossimità, solidarietà e promozione umana con questa popolazione è quello di essere loro accanto fattivamente, in questo ultimo anno si sono attivate e consolidate tre nuove realtà di intervento grazie ad altrettanti progetti”. ”Costruire nell&#8217;emergenza: percorsi di orientamento sanitario &#8220;con&#8221; e &#8220;per&#8221; i rom &#8211; fase 2” è un progetto finanziato con il “Fondo CEI 8xmille Italia – anno 2011 &#8211; Progetto Nazionale Rom, Sinti e Camminanti”, avviato in maggio, in continuità con la prima annualità. Progetto di intervento di orientamento sanitario negli insediamenti spontanei della zona sud della città. “ROMa : mediazione socio-sanitaria come percorso di inclusione dei rom nella città di Roma” è invece un’iniziativa promossa nell’ambito del Fondo Europeo per l’Integrazione (FEI 2010), avviato l’agosto scorso, e prevede un intervento approfondito di coinvolgimento della comunità rom attorno ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tre i progetti attivi, circa mille i rom contattati in campi ufficiali e insediamenti spontanei<span id="more-2174"></span></em></p>
<p><em>“Un 2011 in cui l’attività della Caritas accanto alle popolazioni rom della Capitale si è intensificata ed ha visto una profonda evoluzione”</em> così la coordinatrice dei progetti per i rom e sinti, Fulvia Motta, ha presentato le iniziative realizzate nel corso dell’ultimo anno. Per la Motta <em>“se un prerequisito indispensabile per proporre interventi di prossimità, solidarietà e promozione umana con questa popolazione è quello di essere loro accanto fattivamente, in questo ultimo anno si sono attivate e consolidate tre nuove realtà di intervento grazie ad altrettanti progetti”</em>.</p>
<p><strong>”Costruire nell&#8217;emergenza: percorsi di orientamento sanitario &#8220;con&#8221; e &#8220;per&#8221; i rom &#8211; fase 2”</strong> è un progetto finanziato con il “Fondo CEI 8xmille Italia – anno 2011 &#8211; Progetto Nazionale Rom, Sinti e Camminanti”, avviato in maggio, in continuità con la prima annualità. Progetto di intervento di orientamento sanitario negli insediamenti spontanei della zona sud della città.</p>
<p><strong>“ROMa : mediazione socio-sanitaria come percorso di inclusione dei rom nella città di Roma”</strong> è invece un’iniziativa promossa nell’ambito del Fondo Europeo per l’Integrazione (FEI 2010), avviato l’agosto scorso, e prevede un intervento approfondito di coinvolgimento della comunità rom attorno ai problemi di salute in due campi autorizzati: Candoni e Ortolani.</p>
<p><strong>Progetto “Via Salaria”</strong> (già ”Via di Torre Branca”), percorso di prossimità e supporto al gruppo di rom rumeni che in prossimità della Pasqua si erano rifugiati nella Basilica di San Paolo. A partire da gennaio 2012 questa attività è stata affiancata dal progetto “KHER- Percorsi di promozione dell&#8217;autonomia abitativa e socio-lavorativa per alcune famiglie rom di Roma” Fondo CEI 8xmille Italia – anno 2011 – Progetti Diocesani”, in collaborazione con la cooperativa Ermes, che prevede l’inserimento lavorativo di alcune famiglie.</p>
<p><em>“Pur continuando a lavorare con i rom stranieri </em>– ha spiegato Fulvia Motta &#8211; <em>grazie al consolidamento di nuove realtà di intervento, attualmente possiamo dire che stiamo accanto a gruppi umani di tutte le tipologie di provenienza e situazione di vita”</em>.</p>
<p><strong>Insediamenti spontanei:</strong> nel territorio dei Municipi XI-XII-XV, abbiamo effettuato 50 interventi in 17 insediamenti spontanei in totale (tutti sgomberati almeno una volta), dove abbiamo contattato circa 500 persone, per la maggior parte rom rumeni (50% rom rumeni, 40% rom bosniaci, 5% rom bulgari, 5% altro). Vengono portate avanti attività di orientamento socio-sanitario su strada attraverso equipe miste di volontari (medici e non) e mediatrici culturali rom opportunamente formate, supportate dal lavoro di rete con le strutture sanitarie territoriali, i centri di ascolto parrocchiali e alcune realtà del privato sociale.</p>
<p><strong>Centri di prima accoglienza: </strong>seguendo il gruppo di rom romeni che durante i giorni di Pasqua avevano trovato riparo nella basilica di San Paolo fuori le Mura e con i quali la Caritas ha intrapreso un percorso di prossimità, siamo entrati nei centri di prima accoglienza del Comune di Roma, effettuando 79 interviste approfondite con 24 nuclei familiari (108 persone), orientando all’inserimento lavorativo 14 persone ed altre 28 alle strutture sanitarie.</p>
<p><strong>Campi ufficiali:</strong> a partire dal mese di agosto, sono stati effettuati 15 interventi in due campi autorizzati, contattando circa 300 persone, tutti rom bosniaci, per applicare le metodologie di orientamento socio-sanitario  e di coinvolgimento della comunità rom attorno ai problemi di salute</p>
<p><a href="http://www.caritasroma.it/wp-content/uploads/2011/10/Attività-Rom-2011.pdf">Il report delle attvità 2011</a></p>
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