L’opera di
migliaia di volontari di tutte le età, la
generosità di molti cittadini che offrono un
sostegno concreto donando tempo e denaro, la
partecipazione coinvolgente della comunità
cristiana che incontra i fratelli in
difficoltà; sono i segni concreti di
speranza che quotidianamente si vedono nella
nostra città e allo stesso tempo l’annuncio
dell’amore attraverso le opere. Una natività
che ogni giorno si ripete sotto i nostri
occhi, spesso indaffarati e distratti,
grazie ad una comunità che condivide, che si
fa carico delle sofferenze dei fratelli più
poveri, che è prossima a chi soffre e che
testimonia la presenza del Dio che si è
fatto uomo. In essa opera il mistero del
Natale che fa di un umile bambinello
“l’annuncio della grande gioia”, il
“Salvatore”.
Quello di quest’anno sarà un Natale
particolarmente difficile, che vede in
aumento la povertà che colpisce le famiglie,
con gli effetti della crisi
economico-finanziaria che si ripercuotono in
modo particolare verso chi già vive in
condizioni precarie, ove emerge un clima di
crescente ostilità verso i poveri e gli
stranieri. Un Natale che per molti sarà
ancora all’addiaccio, in ricoveri di
fortuna. Le opere di carità sono allora
qualcosa di molto più importante di un aiuto
concreto ed immediato, rappresentano la
vicinanza fisica, la condivisione, la luce
che guida i pastori alla grotta a conoscere
il bambino che è nato, “gioia e speranza”
del mondo.
Ecco perché il
periodo natalizio non è soltanto uno stato
emotivo di “buone intenzioni” ma
un’esperienza spirituale di rinascita, un
momento privilegiato per riconoscere Cristo
sul volto del povero e per valorizzare anche
le difficoltà che ognuno di noi vive. Le
festività significano anche l’avvio della
seconda parte dell’anno pastorale, quella
che nella nostra Diocesi dedichiamo alla
verifica sulla testimonianza della carità,
invitando le comunità parrocchiali a
riflettere sull’opera di animazione e
formazione. Il coinvolgimento spirituale che
ci arriva dal Natale potrebbe essere
l’occasione per iniziare il cammino di
verifica attraverso opere di solidarietà,
coinvolgendo le parrocchie in esperienze di
prossimità verso coloro che soffrono e sono
emarginati.
Il 2010 inoltre,
vedrà la Chiesa di Roma chiamata a rivivere
il primato nella carità grazie alla visita
che Papa Benedetto XVI svolgerà il prossimo
14 febbraio ai servizi della Caritas
diocesana alla Stazione Termini (in
occasione dell’Anno europeo di lotta alla
povertà ed all’emarginazione), una delle
maggiori infrastrutture di una città
dinamica e ricca in cui però convivono
emarginazioni e povertà e dove è più è
evidente l’opera cristiana verso chi soffre.
Un gesto semplice con il quale il Santo
Padre ci invita a vivere una più ampia e
profonda comunione ecclesiale al servizio
dei poveri, iniziando proprio dalla
riscoperta della natività come gioia di
trasformare la nostra vita in dono.
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