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L’ esperienza dell’équipe Giubileo nasce a partire dal settembre 2015 quando furono individuate, all’interno della Caritas di Roma, quattro persone con il compito di organizzare l’apertura della Porta Santa della Carità, l’accoglienza dei pellegrini durante l’anno giubilare e le relative proposte di percorso. Nacque l’équipe del Giubileo

Tutti noi ricordiamo la trepidazione, l’emozione  e anche, perché no?, la preoccupazione che  si associavano nell’inventare e intraprendere un nuovo percorso mai sperimentato da nessuno prima di noi. Essere responsabili di una Porta Santa!

La domanda che risuonava tra di noi era: Come e con quali azioni e strumenti rendere significativa la proposta di pellegrinaggio? Come aiutare le persone a entrare in dialogo con un luogo così particolare ed inusuale per un percorso giubilare?  Per la prima volta nella storia, una Porta Santa si trovava non in una Basilica o in luogo di culto ma in un servizio di accoglienza abitualmente riservato ai più fragili come l’Ostello e la Mensa.

E quindi tra di noi si susseguirono riunioni su riunioni per capire cosa e come fare.

Anzitutto dovevamo focalizzare il taglio da dare al pellegrinaggio, affinché diventasse un’occasione per parlare della carità e al tempo stesso farne esperienza. Per questo decidemmo di far partire il percorso dei pellegrini da un’accoglienza strutturata, offrendo loro una testimonianza sul luogo in cui ci trovavamo, sulla sua storia, sulla logica dell’accoglienza che caratterizza i servizi offerti, passando ad una panoramica sulla realtà sociale della città di Roma e sulla Caritas diocesana.

Le cassette…….perché le cassette con uno sportello da aprire con la chiave?

L’idea è venuta pensando ai discorsi ed al gesto del Papa nella scelta di aprire la Porta Santa della Carità. Un modo per sintetizzare i due aspetti di questo Giubileo della Misericordia: essere aperti al dono di Dio, riconoscendo di averne bisogno e rimanere disponibili verso gli altri come strumenti di misericordia nell’ottica del vangelo.

 

Di conseguenza, l’altro aspetto dell’itinerario offerto è stato quello del servizio proposto come completamento del percorso giubilare: sono stati così coinvolti sia diversi centri di servizio della Caritas di Roma, sia altre strutture caritative nell’ambito ecclesiale romano.

L’intento è stato quello di poter tradurre la misericordia ricevuta in un’occasione di condivisione verso chi è nel bisogno, ma anche la possibilità di vivere un’esperienza di carità che potesse essere di stimolo alla creatività personale o di gruppo su come diventare segno di misericordia nel proprio ambiente di vita.

Per organizzare l’itinerario ci siamo posti l’obiettivo di rendere significativa e ben organizzata la proposta che avremmo offerto ai pellegrini a partire dal sistema di prenotazione. Cominciammo noi in prima persona: facemmo, ripetutamente il percorso, alternandoci nel ruolo di operatore e pellegrino affinché tutti gli “ingranaggi” si muovessero sincronicamente.  Arrivò la prima settimana di servizio a ridosso dell’Avvento, poi  le altre … poi passarono i mesi e le stagioni e tutto filava liscio.

L’équipe è cresciuta ulteriormente nel mese di marzo con i ragazzi in servizio civile; l’impegno e la passione che hanno dimostrato nello svolgimento del servizio è stata una nuova ricchezza.

Ed ora, che il Giubileo si è concluso, possiamo dire di aver incontrato oltre dodicimila persone, possiamo attestare di aver vissuto un privilegio che è scaturito da questi incontri. Nei volti dei pellegrini abbiamo osservato lo stupore, la  gioia, le lacrime e il fervore della preghiera, la dedizione nel servizio agli ultimi.

Alla luce dell’anno trascorso e del servizio svolto, ci rimane un’esperienza che ci porteremo nel cuore e nella vita e che ci ha reso davvero … giubilanti!

Don Giorgio, Fulvia, Daniela, Mario, Dario, Janusz, Stella e Chiara

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