6 aprile 2011
Sono passati 2 anni dal terremoto.
Questa notte, a L’Aquila, moltissime persone hanno scelto di stare assieme, di condividere il momento del ricordo. In città c’è stata una grande fiaccolata: si è passati per le vie del centro ancora distrutto, vuoto, silenzioso, per poi arrivare a piazza Duomo, dove alle 3.32 le vittime sono state ricordate con 308 rintocchi e con la lettura dei nomi.
Anche in molte parrocchie si è voluto vivere un momento di celebrazione. Siamo stati invitati da don Jean Claude a Cese di Preturo, nel tendone che da ormai più di un anno fa da chiesa per la comunità del paese vecchio e per i 1500 abitanti del nuovo piano CASE. Assieme a don Jean Claude c’era anche il parroco di alcune frazioni vicine, don Luciano: anche per i sacerdoti è importante non essere soli in un momento del genere!
Alle 2 è stata quindi celebrata la Via Crucis, poi a seguire la S. Messa, che si è fermata alle 3.32 per momento di silenzio, accompagnati da una preghiera scritta da Giovanni Paolo II per le vittime dei terremoti. Fuori un vento fortissimo faceva tremare, ancora un volta, il tendone, simbolo di una precarietà ancora difficile da superare.
Le parole di don Jean Claude ai suoi parrocchiani sono state chiare ed importanti: non ha senso vivere questa commemorazione solo per ricordare le vittime e pensare con tristezza a ciò che si è perso, ma deve essere l’occasione per riflettere su quali errori l’uomo ha fatto, per imparare a non ripeterli. E ancora, deve essere il momento in cui guardare al futuro, con la speranza che viene da Gesù risorto e dalla forza di una comunità che unita vuole andare avanti.
Proprio per questo, la celebrazione notturna è accompagnata da un secondo momento, nel pomeriggio, da titolo “Riprendiamoci il tempo”, uno spettacolo musicale in cui sono coinvolti i bambini della comunità, simbolo del futuro.
La gente de L’Aquila sa che non è facile, sa che il bilancio, a due anni dal terremoto, è tutt’altro che positivo. Ancora in molti, troppi, non hanno trovato una sistemazione definitiva; i piani CASE sono a metà tra semplici dormitori e nuovi quartieri in cui si tenta, a fatica, di vivere la socialità; il pensiero però va fortemente alle vecchie case, ed al centro della città, alla ricostruzione lenta ed incerta.
La voglia di guardare al futuro però è tanta: “riprendersi” il tempo, “riprendersi” una vita normale, è ciò per cui ogni giorno, a L’Aquila, si lavora.
15 febbraio 2011
Il nostro “viaggio” con la gente de L’Aquila prosegue ancora. Per raccontarlo, questa volta, vorremmo dare voce a chi lo vive da protagonista.
Abbiamo chiesto a Suor Maria Campese, delle suore salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice, di raccontarci la sua esperienza personale e pastorale, in quanto aquilana pienamente coinvolta nell’esperienza del terremoto e delle sue conseguenze. Suor Maria è stata una colonna portante nell’esperienza del GREST di questa estate, ed ha incontrato molti dei volontari che hanno fatto servizio all’oratorio di Santa Giusta.
Suor Maria, cosa facevi prima del terremoto?
Con le suore salesiane avevamo una bella struttura, in centro, e lì ospitavamo una casa famiglia e il pensionato universitario. Tanti ragazzi aquilani sono cresciuti nel nostro oratorio, in un ambiente sano ed allegro…
E poi cosa è successo?
Con il terremoto, la nostra casa è stata classificata E, quindi completamente inagibile. I bambini della casa famiglia sono stati trasferiti a Roma, in altre strutture, e abbiamo dovuto sospendere sia l’accoglienza degli universitari che l’oratorio.
E voi?
Abbiamo cercato di stare il più possibile accanto alla gente: dopo i primi momenti di caos abbiamo chiesto ospitalità in tendopoli. Non è stato facile, in alcuni campi non ci hanno accettate, alla fine si sono aperte per noi le porte della tendopoli di Gignano, nella zona est de L’Aquila. Una volta chiusa la tendopoli siamo state ospitate per molti mesi in un albergo a via Strinella. Alla fine, qualche tempo fa, ci hanno consegnato un appartamento nel quartiere di Pettino.
Come si è svolta la vostra azione pastorale in quel periodo?
In tendopoli abbiamo cercato soprattutto di stare accanto alla gente. Poi sembrava che ci avrebbero assegnato un appartamento nel piano CASE vicino a Collebrincioni, quindi abbiamo svolto servizio lì, in collaborazione con il parroco, soprattutto nell’animazione oratoriale con bambini e ragazzi e nel catechismo. In seguito però è stato avviato un progetto per la costruzione della Cittadella della Solidarietà, nella zona di Sassa, in cui avrebbe trovato posto anche la nostra nuova casa famiglia. Ci siamo quindi orientate al servizio in quella zona, e abbiamo raccolto l’occasione dell’Estate Ragazzi 2010.
E adesso?
Il progetto della cittadella e della casa famiglia è fermo; alcuni mesi fa invece ci é stata assegnata una palestra, sempre nella zona di Sassa, che in accordo con il Vescovo e con i parroci della zona sarebbe dovuta diventare un oratorio interparrocchiale, offrendo alle famiglie di tutta la zona il nostro servizio. Purtroppo però per motivi burocratici di vario tipo ancora oggi non possiamo utilizzare la palestra, e quindi il nostro progetto è bloccato ancora una volta.
E quindi cosa fate?
Dato che non ci sembrava possibile stare con le mani in mano, abbiamo offerto il nostro contributo per la gestione della Tenda Amica di Sassa NSI, nel piano CASE. Don Roberto, anche lui salesiano, si occupa di quell’insediamento, e noi lì facciamo catechismo, doposcuola, attività varie con la gente del posto. Raggiungiamo molte persone: sono già 20 i bambini del catechismo, e poi si è creato un bel gruppo di adulti ed anziani che fa riferimento alla Tenda Amica. Stiamo facendo visita a tutte le famiglie: andiamo casa per casa, e ci siamo rese conto che per molti è una bella sorpresa. Tanti anziani infatti non escono mai di casa, non conoscono nessuno lì dove sono stati trasferiti, e noi possiamo aiutarli a sentirsi più coinvolti.
Quali sono i bisogni e i problemi maggiori che vi racconta la gente?
Tutti hanno il cuore alle vecchie case, e per molti lo stare a Sassa è vissuto solo come una parentesi, non hanno voglia di integrarsi. Forse per gli anziani la spinta a “vivere il presente” è più forte, perché molti hanno rinunciato all’idea di tornare a casa propria. L’incertezza generale è una situazione che condividiamo tutti. Per gli adulti, la preoccupazione è forte sul futuro dei figli, per la disoccupazione e le ristrettezze economiche. Anche se la gente che vive qui era in gran parte benestante, abbiamo notato che fanno più attenzione alle spese.
E invece cosa pensi dei volontari che sono arrivati e che continueranno ad arrivare?
L’apporto di tanti giovani è una grande ricchezza, e continua ad essercene bisogno, soprattutto quando si occupano di cose concrete. Però ho notato che molti ragazzi di qui hanno chiesto più autonomia, più protagonismo: se i volontari arrivano già con le idee definite su cosa fare, i ragazzi del posto si sentono esclusi, non vengono valorizzati.
Alla fine, cosa ha significato per voi questa esperienza del terremoto??
L’esperienza più forte è la possibilità di condividere davvero la realtà della gente, condividerne la precarietà, la paura del futuro …prima avevamo la nostra struttura, avevamo chiaro quali erano i nostri compiti, era per noi una certezza. Ora, rimanendo ancora senza un luogo preciso di riferimento, abbiamo dovuto sperimentare un nuovo modo di agire nei confronti della gente: siamo noi che andiamo da loro, è la chiesa che si fa prossima, senza aspettarsi che sia la gente a considerarci un punto di riferimento, come prima.
Nonostante la sofferenza e l’insicurezza, davvero il Signore ci ha fatto la grazia di poter guardare con occhi nuovi alla nostra azione pastorale, ci ha dato una occasione di stare vicini alla gente in un modo speciale!
Ormai abbiamo scelto di vivere al meglio il presente, senza dare troppo peso ai progetti futuri, che fino ad ora sono stati solo delle delusioni.
Siamo convinte che sia questo il nostro Servizio, ed il Signore ci accompagna ad ogni passo.
Grazie suor Maria, buon lavoro!
Come testimonia Suor Maria, molte cose sono rimaste immutate, negli ultimi mesi, ed è proprio questo “congelamento” a pesare di più, perché le insicurezze rimangono enormi, il futuro è ignoto ed il presente sembra fermo. La ricostruzione continua ad avere tempi incerti, i Centri di Comunità e le altre strutture che dovevano essere già consegnate da mesi, sono ancora bloccate.
Per fortuna la gente trova spazi ed occasione preziose di socialità!
Tre volontari, Valentina, Laura e Salvatore, hanno scelto di condividere alcuni giorni tra Capodanno e L’Epifania con la gente de L’Aquila. Abbiamo incontrato i ragazzi che hanno sperimentato il servizio di animatori durante la scorsa estate, e abbiamo chiesto loro come vogliono continuare questa esperienza; abbiamo fatto visita agli anziani della casa di riposo di Villa del Carmine, ed è stata una festa splendida, nella semplicità e…; abbiamo condiviso momenti di animazione con le com,unità dei piani CASE di Sassa NSI e di Cese, dove i ragazzi del posto hanno offerto un concerto di Buon Anno.
Alcuni dei gruppi che hanno partecipato all’esperienza estiva hanno proposto nei loro territori dei momenti di racconto e riflessione sulla realtà aquilana: con piacere abbiamo portato anche la nostra voce, a nella sala comunale a Monterotondo il 14 dicembre (Gruppo scout AGESCI Monterotondo 2) e a Roma, nella parrocchia di San Basilio, il 9 gennaio (Gruppo scout AGESCI RM76).
Tutti questi genti, queste esperienze, sono segni significativi, che testimoniano la voglia di non dimenticare, appena finita “l’emergenza”, ma di stare accanto nella quotidianità
19 ottobre 2010
Si riparte!
Il bilancio dell’esperienza estiva si chiude in modo molto positivo, per noi e per tutte le persone che abbiamo incontrato: famiglie, sacerdoti, anziani, giovani.
Con tutti loro l’impegno si fa ancora più grande: adesso sono davvero pronti a ripartire, ad essere protagonisti del loro futuro, e noi continueremo a stargli accanto.
I mesi passati hanno dimostrato che la Diocesi e la gente di L’Aquila ha ripreso a sentire “normale” la nuova quotidianità. Non ci sono più tendopoli, non c’è più l’attesa per la consegna delle CASE o dei MAP, non c’è più la novità di un luogo nuovo da abitare, non ci sono più i riflettori accesi, non ci sono più tanti volontari.
A volte non c’è neanche troppa speranza: se un anno fa si vedeva un orizzonte certo e vicino di cambiamento e miglioramento, che fosse anche solo il passaggio dalla tenda alla casetta di legno, adesso il futuro è più grigio, forse più sicuro ma in negativo.
Si è sicuri ad esempio di non vedere la propria casa e la propria città ricostruita nel breve termine. Si è sicuri che i mesi invernali saranno freddi, farà buio presto, e ci sarà poca voglia di uscire di casa ed incontrarsi.
Però, per fortuna, si è anche accesa una piccola luce. Le persone con cui abbiamo collaborato quest’estate, sacerdoti e laici, sono consapevoli della ricchezza delle nuove relazioni, e sono fiduciosi nella possibilità di continuare ad essere segni di speranza per la gente.
La rete tra parrocchie ed associazioni che si è attivata per il GREST sta lavorando ad progetto coordinato per l’animazione dei giovani nei piani CASE, già con un occhio all’estate prossima, ed alla formazione di volontari che potranno occuparsi dell’animazione per i bambini, ed in un futuro anche nelle case di riposo, in carcere, e dove ce ne sarà bisogno.
Le suore salesiane hanno avuto in gestione una palestra a Sassa, e realizzeranno un oratorio quotidiano per accompagnare i bambini nelle attività di doposcuola, con sport, musica, laboratori… Tutti i parroci della zona sono stati chiamati, dal Vescovo S.E. Mons. Giovanni D’Ercole, a considerare questo luogo come punto di riferimento per lavorare a progetti di catechesi e pastorale comune.
Anche la parrocchia di Sassa è in fermento, gli iscritti al catechismo sono molti, l’Oratorio Giovanni Paolo II è pronto a ripartire, sempre in rete con le altre realtà del territorio circostante, le parrocchie e le associazioni.
I Centro di Comunità di Lucoli è finalmente pronto e bellissimo, in attesa solo di essere inaugurato e di iniziare ad ospitare le attività per anziani e bambini.
Sono tutte piccole luci accese, e noi saremo ancora lì ad alimentarle e proteggerle: ne è testimonianza l’incontro di oggi, con tutti i volontari che hanno vissuto l’esperienza abruzzese, e che rimangono esempi vivi di quanto sia bello ed importante esserci.
17 agosto 2010
L’oratorio di Colle Sassa, aperto senza interruzioni dal 14 giugno, ha raggiunto i 157 iscritti, continuando ad offrire un luogo di divertimento e socializzazione per i bambini della zona. Don Roberto e Daniele, presenze fisse nei mesi di giugno e luglio, hanno lasciato le attività in mano a Don Juan, nuovo parroco di Santa Giusta, e Don Dino, che già collaborava con l’oratorio. L’èquipe del SEPM ha continuato ad essere presente, assieme ai gruppi ed ai volontari singoli che hanno garantito l’organizzazione di giochi e laboratori, ma che soprattutto sono stati accanto ai bambini, conoscendoli ed aiutandoli a giocare assieme.
Numerose gite sono state organizzate: al mare, in montagna, all’Acquapark… i nostri bambini hanno anche preso parte sempre con gioia agli incontri con gli altri oratori, partecipando a sfide e cacce al tesoro per le strade de L’Aquila
Da martedì 11 a giovedì 13 agosto la chiesa di Santa Giusta ha ospitato le spoglie di S. Celestino V, il Papa del “grande rifiuto”, molto caro agli aquilani. Abbiamo vissuto con i bambini dei momenti di preghiera e di conoscenza della vita di questo Papa.
È venuto a visitare l’oratorio anche Mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo Ausiliare della Diocesi: gli abbiamo dato un caloroso “benvenuto tra noi!”.
Altre esperienze di oratorio sono state avviate in alcune parrocchie della zona: il gruppo della parrocchia di Gesù Operaio di Monterotondo ha animato i bambini delle frazioni di Vigliano, Forcelle, Madonna della Strada e Rocca Santo Stefano, della parrocchia di Don Luciano. Sono frazioni piccole e di montagna, e la presenza di giovani è stata vissuta come una bellissima occasione di festa.
Anche nella parrocchia di Cese di Preturo, già teatro di esperienze di gemellaggio e di condivisione, è stato organizzato un GREST dagli scout del gruppo Verona 22: bambini e genitori hanno dimostrato un’accoglienza calorosa ed attenta, invitando i ragazzi a festeggiare insieme.
La casa di riposo “Villa del Carmine” ha visto la presenza di volontari che hanno cantato con gli anziani, ricordato poesie e storie dei “vecchi tempi”, condiviso qualche ora di serenità.
Alcuni gruppi hanno invece dato disponibilità per lavori manuali di vario tipo. L’impianto elettrico del magazzino di Spogna, a Lucoli, è stato finalmente installato; diversi luoghi del territorio sono stati ripuliti e sistemati, ed è stata portata avanti la collaborazione con il Consorzio produttori del Gran Sasso per il rifacimento di sentieri … “all’inizio un groviglio di rovi, diventati poi dei bei percorsi facilmente percorribili dai turisti!”
Accanto alle attività di servizio, i volontari hanno vissuto vari momenti di incontro: con gli altri giovani presenti in Diocesi nella festa del lunedì e nella preghiera del mercoledì, e con la Caritas nella serata del giovedì, in cui ci si è confrontati sul “perché stiamo in Abruzzo”.
Ancora per alcune settimane continueranno a darsi il cambio gruppi e singoli: grazie a tutte qtueste presenze, davvero stiamo offrendo un segno di vicinanza e di speranza a tante persone.
7 luglio 2010
Le attività estive sono in pieno svolgimento.
Il coordinamento promosso dalla Diocesi di L’Aquila e del quale fanno parte la Caritas e altre realtà del territorio, ha permesso l’avvio di molte esperienze interessanti.
I centri estivi, aperti su tutto il territorio, accolgono tantissimi bambini e ragazzi, che dal 14 giugno sono impegnati in giochi, laboratori, gite …
Noi stiamo accompagnando, in particolare, le attività del centro estivo allestito presso la parrocchia di Santa Giusta, a Sassa, seguendone tutte le attività e coordinando i volontari, alcuni del posto ed alcuni provenienti da parrocchie e associazioni delle Diocesi della nostra regione. I bambini che partecipano a questa “estate ragazzi” sono circa 120, e provengono dai paesi e frazioni di questa zona, ma soprattutto dai piani CASE di Sassa, Pagliare e Cese. Gli spazi per incontrarsi e stare insieme, nei piani CASE, non sono molti, e l’opportunità di trascorrere l’estate in modo organizzato, sicuro ed educativo è molto apprezzata dalle famiglie e dagli stessi bambini.
Sono iniziati anche gli incontri con tutti i volontari presenti in Diocesi: una festa ogni lunedì sera, per conoscersi e stare assieme, ed un momento di riflessione e preghiera ogni mercoledì, con l’accompagnamento del Vescovo Ausiliare Mons. Giovanni D’Ercole.
Nel piano CASE di Sassa continuano le attività nella “tenda amica”. Il cineforum è particolarmente apprezzato! È stato attrezzato anche uno schermo per vedere insieme le partite dei Mondiali di Calcio… sfortunatamente, l’Italia non ci ha dato grandi soddisfazioni!
Un gran numero di volontari ci ha contattato per offrire il proprio tempo a servizio delle iniziative e progetti che come Caritas stiamo seguendo sul territorio.
11 gruppi hanno presentato la loro richiesta di partecipazione, ed abbiamo incontrato i referenti per condividere lo stile e l’obiettivo del progetto, oltre che per definire assieme tutti i dettagli pratici. I gruppi saranno ospitati nella struttura del “circolo bocciofilo” di Lucoli, dove faranno base per poi svolgere il loro servizio sul territorio. Saranno coinvolti nell’animazione all’”estate ragazzi” e nei piani CASE, ma anche in lavori manuali. In particolare, alcuni gruppi hanno dato disponibilità a partecipare al progetto di riqualificazione del territorio e promozione del turismo attraverso il rifacimento dei sentieri di montagna nel parco del Gran Sasso- Monti della Laga, in collaborazione con il Consorzio produttori locali del Gran Sasso d’Italia.
Allo stesso modo, anche molti volontari singoli hanno offerto la loro disponibilità. Anche in questo caso, un incontro con lo staff del SEPM è stato utile per conoscersi e programmare insieme l’esperienza, con il percorso formativo ed il servizio.
Il tradizionale pranzo per gli anziani di Lucoli in occasione della festa di San Giovanni, che si è svolto domenica 4 luglio, ha visto anche quest’anno la partecipazione ed il sostegno del SEPM. Siamo stati accolti calorosamente da Don Amedeo e da tutte le persone di Lucoli, felici per la buona riuscita dell’evento e per la possibilità di ritrovarsi e condividere un momento di festa.
13 aprile 2010
Si è appena concluso un periodo molto intenso, per la gente de L’Aquila.. I giorni e le celebrazioni della Settimana Santa, e poi il 6 aprile, primo anniversario del terremoto.
Molte parrocchie hanno lavorato per ottenere strutture accoglienti per celebrare nel modo più giusto questi momenti: le abbiamo aiutate, grazie alla generosità di parrocchie e organizzazioni, che hanno permesso interventi come il rifacimento della tenda – Chiesa di Cese di Preturo e l’acquisto di sedie per la nuova Chiesa di Pagliare di Sassa. Abbiamo anche consegnato agli abitanti dei piani C.A.S.E. dei volantini per informarli su orari e luoghi delle celebrazioni, in modo che si sentissero sempre più accolti nelle nuove parrocchie.
Il 6 aprile è stato un giorno di commemorazioni e preghiere. Siamo state invitate alla veglia organizzata a Cese, in cui abbiamo portato la testimonianza dei volontari, arrivati tra la gente di L’Aquila non tanto per “fare” qualcosa, ma per “stare accanto” ed offrire la propria vicinanza. Nella notte molte veglie, fiaccolate, S. Messe e manifestazioni silenziose hanno dato l’occasione alla gente di ricordare ma allo stesso tempo di guardare con forza e speranza al futuro ed alla ricostruzione.
In occasione della S. Pasqua, abbiamo inoltre deciso di portare in dono delle piccole colombe del Commercio Equo e Solidale agli ospiti degli alberghi e delle Case di riposo. In particolare, abbiamo passato alcune ore con gli anziani ospitati a Villa del Carmine, proprio nella giornata del 6 aprile, per rendere meno triste il momento dell’anniversario. Molti di loro hanno perso tutto a causa del sisma, e sono entrati nella casa di riposo proprio per questo.
Prosegue la preparazione delle attività estive: stiamo lavorando all’allestimento di un campo base, in cui ospitare tutti i volontari che quest’estate vorranno vivere un’esperienza di volontariato in Abruzzo.
Parallelamente, con i parroci e le comunità locali, stiamo programmando quali attività saranno più adatte a rispondere ai bisogni della gente: animazione ed oratori estivi per i bambini, accompagnamento di anziani e persone in difficoltà, piccoli lavori manuali …
22 marzo 2010
Siamo a pochi giorni dal 6 aprile, anniversario del terremoto.
Per la gente de L’Aquila è il momento di fermarsi per ricordare, pregare, ma anche condividere e farsi forza per costruire assieme il futuro.
La Diocesi, assieme alle tante realtà della società civile, ha organizzato una marcia silenziosa, che alle 3.32 del 6 aprile si fermerà a piazza Duomo. Poco dopo verrà celebrata la S. Messa a Collemaggio.
La gente de L’Aquila vivrà un momento forte ed importante, e tutti noi siamo chiamati ad una vicinanza, nella preghiera e nel pensiero. Per questo abbiamo proposto, assieme alla Caritas diocesana de L’Aquila, ai Parroci ed alle comunità delle nostre Diocesi un momento di veglia nella giornata del 6 aprile. Sono state raccolte testimonianze e preghiere, che potranno essere un utile strumento per chi decidesse di vivere questo momento nella propria parrocchia.
Proseguono come sempre le visite alle famiglie, agli anziani e ai parroci, che si sentono accompagnati e sostenuti.
Con il lavoro delle equipes a cui partecipano operatori Caritas di tutta Italia e della Caritas Diocesana de L’Aquila, si stanno avviando molti progetti importanti, come il microcredito, le borse-lavoro, il doposcuola, ma anche pellegrinaggi ed eventi di festa che possano offrire alla gente l’occasione per ritrovarsi, riallacciare i rapporti, sentirsi immersi nella solidarietà.
La parrocchia di S. Carlo da Sezze ha voluto offrire un gesto concreto di solidarietà, destinando le offerte quaresimali a piccole ma importanti realizzazioni a favore di alcune parrocchie aquilane, in particolare quelle che devono rendere le proprie strutture accessibili ed accoglienti per i nuovi parrocchiani che sono andati ad abitare nei piani C.A. S. E.
Infine, abbiamo iniziato a progettare le esperienze estive: l’anno scorso, nel vivo dell’emergenza, molte persone si sono rese disponibili per un servizio, per stare accanto a chi viveva in tendopoli o negli alberghi. La situazione è molto cambiata, non ci sono più tendopoli, ma per molti è ancora importante sentire la prossimità della Chiesa che si rende visibile nella condivisione e nel servizio.
Vorremmo che anche nei prossimi mesi fosse possibile garantire la presenza di giovani dalle nostre Diocesi, entrando in punta di piedi e cercando di rispondere ai bisogni continuando a stare accanto, con l’attenzione a collaborare sempre di più con le persone del posto affinché la nostra presenza diventi stimolo per progetti a lungo termine.
Per rendere possibile questa presenza, stiamo raccogliendo contatti sul territorio e definendo le possibili attività, e stiamo cercando soluzioni per l’alloggio dei volontari che arriveranno.
20 febbraio 2010
Proseguono a Lucoli le consegne dei MAP: dopo i 27 consegnati a dicembre, il 28 gennaio ne hanno consegnati altri 40, nelle due frazioni di Collimento e di Colle. È lì che adesso vivono la signora Ada ed Enrico: siamo stati a trovarli nelle nuove casette, in cui “non manca nulla” ma che ancora si fa fatica a sentire “casa propria”. In tutti questi MAP vorremmo portare un dono, come abbiamo già fatto accompagnati da Don Amedeo, grazie al contributo della parrocchia di Santa Caterina da Siena.
Negli alberghi ancora sono presenti numerosi sfollati: dopo l’esperienza di Natale, abbiamo in programma di proporre nuove occasioni di incontro ed animazione, già nei prossimi week-end.
Nel resto del territorio aquilano affidato alla nostra Caritas, stiamo lavorando soprattutto con i parroci che hanno visto arrivare come nuovi membri della parrocchia gli abitanti dei piani CASE, quasi 10.000 persone distribuite su 3 parrocchie, che prima contavano meno di 500 abitanti ciascuna. Con questi sacerdoti e queste comunità stiamo pensando ad una accoglienza che renda più semplice, per chi è appena arrivato, superare lo spaesamento ed il senso di sradicamento.
Stiamo lavorando anche con gli altri operatori Caritas delle diverse regioni d’Italia, per elaborare progetti comuni da realizzare con la Caritas Diocesana L’Aquila., divisi in 4 commissioni che si occupano di:
- Costruzione e ricerca di spazi per le comunità di luoghi fisici in cui incontrarsi
- Sostegno alla ricostruzione delle comunità, del senso di appartenenza
- Sostegno alla ripresa socio-economica della regione
- Ascolto e presa in carico delle persone più deboli
Sempre con la Caritas diocesana de L’Aquila, abbiamo contribuito alla raccolta e analisi dei dati per la stesura del rapporto Gemino 2009, che quest’anno avrà un inserto speciale dedicato al terremoto del 6 aprile 2009.
Il 18 febbraio abbiamo incontrato i volontari, dell’estate e di Natale, per raccontare cosa sta accadendo e per rilanciare alcune proposte: vorremmo che la nostra presenza e vicinanza alla gente di Lucoli e de l’Aquila non finisca, soprattutto adesso che per molti la fine dell’emergenza coincide con un nuovo difficile periodo in cui ci si sente abbandonati da tutti.
Vorremmo allora tornare a fare animazione negli alberghi, portare insieme dei pacchi dono alle famiglie dei nuovi MAP, far visita agli anziani, organizzare una domenica di festa con le comunità, cominciare a progettare degli interventi e delle esperienze da realizzare non appena finirà l’inverno… e tutte le altre cose che, con il vostro contributo, ci verranno in mente!
In particolare, in vista del 6 aprile, anniversario del terremoto, stiamo pensando a come poter vivere un momento di vicinanza alla gente de L’Aquila, che celebrerà la commemorazione di quel triste momento. Abbiamo pensato, e proposto ai volontari e a tutte le parrocchie interessate, di elaborare assieme una traccia per una veglia di preghiera da realizzare il 6 aprile nel nostro territorio.
Per questo, attendiamo le disponibilità di chi vorrà aiutarci a preparare la traccia e programmare la realizzazione della veglia!
12 gennaio 2010
Il periodo delle Feste è stato, come speravamo, denso di momenti importanti, di condivisione con la gente dell’Aquila.
Ventidue volontari (dei gruppi AGESCI RM49 – Parrocchia SS. Annunziata a via Ardeatina, AGESCI RM87 – Parrocchia San Romano, AGESCI Tor Lupara 1 – Parrocchia Gesù Maestro) hanno vissuto l’esperienza di animazione negli alberghi “Tutto Sport”, “Vecchia Miniera” e “Campo Felice” situati nel comune di Lucoli.
I direttori delle strutture alberghiere presso le quali sono ancora ospiti gli sfollati del terremoto, si sono mostrati disponibili ad accogliere i volontari, che hanno incontrato anziani, bambini e giovani, organizzato attività e giochi, passato ore semplicemente ascoltando le persone e le loro storie. La nostra presenza negli alberghi, luoghi in cui la precarietà del futuro e la mancanza di relazioni sociali si fa sentire con forza, è una opportunità preziosa; per noi, che possiamo imparare ad entrare in punta di piedi nella sofferenza altrui, e per chi è in difficoltà, che trova l’occasione per sorridere e sperare.
Il 28 dicembre la parrocchia di Cese di Preturo ha organizzato un concerto con il coro parrocchiale, per dare il benvenuto alle famiglie appena entrate nelle nuove abitazioni previste dal piano C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili). Hanno partecipato alla festa l’Arcivescovo della Diocesi dell’Aquila, Mons. Giuseppe Molinari e il suo attuale Vescovo Ausiliario, Mons. Giovanni D’Ercole. Entrambi hanno voluto dare il loro saluto accogliente alle persone che dovranno inserirsi in comunità e parrocchie per loro nuove. La nostra presenza, assieme a quella di uno dei gruppi di volontari che stava facendo l’esperienza negli alberghi, è stata un segno piccolo ma importante di prossimità e di sostegno alla parrocchia ed alle sue iniziative.
Nei primi giorni del nuovo anno abbiamo fatto visita alle famiglie di Lucoli da poco entrate nei MAP.
I giovani della Parrocchia Santa Caterina da Siena hanno realizzato i pacchi dono, che insieme al Parroco Don Amedeo abbiamo portato in ogni nuova abitazione come segno di benvenuto.
Abbiamo visitato circa 30 famiglie, nei nuovi villaggi di Casamaina, Vado Lucoli e Prata-Peschiolo. Tutti ci hanno accolto con calore, felici di ricevere la visita del Parroco e il pensiero dei giovani di Roma.
Le persone anziane e sole, che rappresentano circa l’80% degli abitanti di questi MAP, sono state particolarmente commosse, e ci hanno chiesto di tornare a trovarli, anche solo per bere un caffè insieme.
Ancora devono essere consegnate 76 casette, in cui contiamo di ripetere l’esperienza positiva della visita di benvenuto.
Tante sono le occasioni di presenza, e nonostante le difficoltà dovute alla continua mancanza di strutture e allo sconforto che in alcuni momenti arriva, possiamo continuare a stare con la gente e sostenerla nella ricostruzione del loro futuro. |