LETTERAodp17

Non c’è una guerra buona e una guerra cattiva

Non c’è una guerra buona e una guerra cattiva e niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi. (Papa Francesco)

La Siria è l’incubo profondo nel quale ci stiamo specchiando, è il contesto drammatico degli scenari con i quali rischiamo di avere a che fare ovunque, nel mondo globale e nei nostri territori locali. Visioni politiche opprimenti, manipolazioni ideologiche e narcisismi esasperati non si fanno scrupolo di mettere in gioco vite umane, culture, luoghi e risorse per il proprio tornaconto e le proprie ambizioni. L’informazione si limita a narrare la cronaca senza entrare nel merito delle cause; la politica locale partecipa da spettatrice neutra e irresponsabile, senza nessuna visione alternativa e liberante. E un unico filo conduttore; il totale disprezzo della vita delle persone. Ci stiamo calando in un contesto che non considera non solo sacra, ma senza nessun valore il dono della vita, e la rende solo ed esclusivamente funzionale ai propri obiettivi. Si muore o si vive in relazione a ciò che è strategicamente rilevante perché questi disegni si realizzino. Che si usino armi chimiche o barconi fatiscenti, che si uccidano bambini o anziani, non è oggetto di piani sofisticati; la cosa essenziale è scavalcare la vita che muore per disegnare e determinare un futuro di potere e di oppressione. Senza nessuno scrupolo, senza nessun limite e soprattutto senza nessuna speranza. La guerra in Siria rischia di diventare un pezzo noioso e triste dei nostri telegiornali; la verità è che la Siria sta diventando la nostra coscienza che ci domanda ogni giorno che cosa ne stiamo facendo della vita.

aprile 2018

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