LETTERAodp17

La città che vorrei

Le sfide per la pace hanno molti nomi: si chiamano cultura, dialogo, rispetto. Per gli altri, per noi stessi e per la terra sulla quale viviamo. Sono sfide che per essere vere non possono esaurirsi nei risultati immediati del presente, ma necessitano di essere collocate in una visione che sa di futuro. “La città che vorrei” è una ipotesi di lavoro sulla quale siamo chiamati non solo a riflettere, ma ad immaginare e a realizzare. Che sia con una mostra fotografica, una esperienza concreta o una testimonianza significativa, diventa necessario lasciarsi coinvolgere da questi incontri per inserirsi in quella rete che annoda opportunità di convivenza mature e responsabili. E’ il percorso naturale che ci guida verso temi più complessi; l’ambiente, la nonviolenza, la responsabilità verso chi vive nella fragilità. Anche qui il sogno è chiamato a prendere forma per trasformarsi in ciò che è possibile. Solo allora assume su di sé con responsabilità la fatica e la ricerca. “La città che vorrei” , come il “mondo che vorrei” o come “la solidarietà che vorrei” escono allora dalla tana delle illusioni da celebrare e iniziano con pazienza a frequentare contorti sentieri da percorrere.

maggio 2017

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