Orizzonti e confini,
quasi una contraddizione.
Da un lato immagini spazi che il tuo sguardo non può contenere,
e l’orizzonte che sta lì, apparentemente immobile, ma mutevole se ti muovi;
ogni tuo passo permette a quella linea di mostrare qualcosa di diverso,
di lasciar apparire ciò che stava dietro. 
Dall’altro lato il senso del finito, del limite, spesso imposto dall’uomo;
la terra per cui si è combattuto e ora delimitata,
il confine che segna le diversità, di lingua, di cultura, di religione.

Orizzonti e confini.
La contraddizione dell’uomo che di fronte al conflitto riesce solo
a proporre la guerra, perché crede che la guerra sia una soluzione.

Orizzonti e confini.
Un viaggio fatto di frontiere, passi di montagna, check-point, volti scavati.
abbiamo incontrato persone, visto la sofferenza, camminato sulle macerie della distruzione.
Perché la guerra non ha risolto.
Semplicemente, la guerra non è una soluzione.

Il progetto Orizzonti e Confini è un percorso per operatori di solidarietà internazionale. È un’esperienza formativa per coloro che vogliono ricercare, nella prospettiva della giustizia e della pace, segnali di speranza in aree di crisi internazionali.

Un conflitto non si risolve con la fine delle ostilità. La ricostruzione di un tessuto sociale segnato dall’odio etnico non è semplice come rifare un palazzo. I trattati spengono i riflettori sui conflitti e rimane la convivenza difficile segnata dalla quotidiana diffidenza, dall’insicurezza di essere ‘minoranza’ o dalla tracotanza di essere ‘maggioranza’.
Un percorso di formazione finalizzato alla condivisione dello stile di lavoro ed alla reciproca conoscenza è propedeutico ad un’esperienza estiva di solidarietà internazionale in contesti in cui la realtà della guerra continua a segnare la vita delle persone