In sintesi la proposta di legge approvata dalla Camera dei Deputati

 

Cosa prevede. L'indultino prevede la sospensione degli ultimi tre anni di pena per chi non ha commesso reati gravissimi, ha tenuto un buon comportamento in carcere e ha già scontato un quarto della propria condanna. Questo beneficio può essere però concesso solo una volta e non varrà nei confronti dei sorvegliati speciali, di coloro cioè che non abbiano tenuto in carcere una buona condotta.

A quali reati non si applica. Il testo stabilisce anche che la sospensione della pena non valga per chi ha commesso reati di terrorismo, devastazione, saccheggio e strage, sequestro di persona a scopo di terrorismo o eversione, associazione di stampo mafioso e riduzione in schiavitù o pedofilia. Esclusi dall’indultino saranno anche coloro che hanno commesso rapine ed estorsioni aggravate, così come i delinquenti abituali.

Chi decide. Se il Parlamento approverà la legge, dovrà essere il magistrato di sorveglianza a disporre la sospensione della pena e a valutare la condotta in carcere del condannato. Sarà sempre lui, inoltre, ad indicare quali dovranno essere gli obblighi ai quali l'ex detenuto dovrà sottoporsi (firma, soggiorno obbligatorio, sospensione della patente ecc.).

Cosa accade ai detenuti scarcerati. Chi beneficerà del provvedimento dovrà comportarsi in modo impeccabile per i successivi cinque anni. Non potrà commettere altri reati o disattendere gli obblighi previsti, pena il rientro in carcere immediato.

Per quali sentenze. Il testo approvato avrà efficacia solo nei confronti di chi, al momento dell'entrata in vigore della legge, si troverà in carcere con sentenza di condanna passata in giudicato.

La situazione dei lavori parlamentari
Dopo l’approvazione della Camera dei Deputati la proposta di legge è passata all’approvazione del Senato. Al momento della chiusura del giornale (15 aprile 2003) la Commissione Giustizia di Palazzo Madama ha espresso parere contrario alla proposta di legge che dovrà comunque passare all’esame dell’aula. Si prevede che entro maggio il testo approvato alla Camera dei Deputati venga emendato con un’ulteriore proposta che prevede la sospensione della pena di un anno (contro i tre iniziali) e si applichi a coloro che hanno scontato almeno i tre quarti della condanna (nel precedente testo era un quarto).


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