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CARITAS DIOCESANA DI ROMA - RASSEGNA DELLA STAMPA QUOTIDIANA - 14 MAGGIO  2004
Il Messaggero 14-05-04 Cronaca di Roma p. 49

Immigrati: Roma capitale della preghiera 

La città multireligiosa nella mappa dei luoghi di culto: 132 per i cattolici, 4 per i buddisti 

di BEATRICE PICCHI

Roma parla ormai tutte le lingue del mondo, tollerante e distratta e paziente, è la città dove i bambini nascono sotto il Cupolone, tifano per Totti e i genitori vanno a pregare nel tempio buddista alla Magliana, è la città che resta in cima ai desideri di migliaia di immigrati e che qui provano e scoprono cosa vuol dire integrazione, a cominciare dal rispetto della propria religione. Lo raccontano i numeri, raccolti in un libro dalla Caritas diocesana e dalla Fondazione Migrantes in collaborazione con l'assessorato alle politiche sociali del Comune, e illustrati nella terza edizione della Guida ai luoghi di incontro e di preghiera degli immigrati a Roma.

Il popolo multireligioso degli immigrati frequenta 185 diversi luoghi di preghiera, (fino all’ultimo censimento del 2000 erano 154). La maggioranza spetta ai luoghi cattolici (132), quelli protestanti (26), ortodossi (10), musulmani (7), ebrei (5) e altri cinque per le religioni orientali, per i quali i luoghi di incontro e di culto diventano sempre più spesso anche centri di meditazione. Le strutture censite si trovano nella maggior parte dei casi nel primo municipio, in centro storico, (e per la concentrazione di chiese cattoliche, ma anche perché è la zona più facilmente raggiungibile).

Roma, centro mondiale del cattolicesimo e dell’integrazione, è anche la città che ospita il maggior numero di immigrati: 320 mila dopo l'ultima regolarizzazione, precisa la Caritas. I cattolici, i più numerosi, hanno a disposizione 132 luoghi di culto (tra cui 39 per i filippini, 12 per i polacchi, cinque per i francesi, quattro per gli ucraini). I protestanti, secondo gruppo per presenze, si riuniscono in 26 chiese (tra cui dodici avventiste e quattro valdesi), seguiti dagli ortodossi con dieci (sei di rito cattolico orientale), dai musulmani con sette, dagli ebrei con cinque, buddisti con quattro, come quelle alla Magliana, a Trastevere e alla Balduina, e sikh con un solo centro, quello a vicino Nepi.

Per effetto della regolarizzazione la presenza europea si è notevolmente rafforzata: il 52,4 per cento (168 mila) è costituito da europei, il 21,9 per cento (70 mila) da asiatici, il 14 per cento (45 mila) da americani, l’11 per cento (36 mila) da africani, lo 0,4 per cento (un migliaio) da persone provenienti dall’Oceania o di nazionalità ignota. E dato che la maggior parte degli europei è formata da romeni (oltre 66 mila, una presenza triplicata dopo la sanatoria), è cresciuta la componente ortodossa. A Roma uno ogni cinque immigrati è romeno: l’allargamento dell’Unione Europea, della quale spesso si parla come qualcosa di lontano, è invece una realtà estremamente visibile, uomini e donne, spesso molto giovani, che cominciano a Roma la loro nuova vita. E ogni otto immigrati presenti in Italia, uno vive nella capitale, dove incidono per circa il dieci per cento sulla popolazione residente, un valore vicino a quello riscontrato in molte città del Nord Europa.

«Non sempre quando si parla dell'accoglienza degli immigrati si pensa alle loro esigenze religiose. E allora la guida può diventare uno strumento anche per favorire la conoscenza dei nuovi cittadini e delle loro religioni», spiega monsignor Guerino Di Tora, direttore della Caritas.

Il volume oltre ad offrire un elenco con i luoghi di culto e gli indirizzi, contiene approfondimenti sulle religioni mondiali e sulle loro feste, «cercando il più possibile di essere uno strumento per far vivere la fede in Dio come uno stimolo alla pace», aggiunge. «Per un amministratore, anche se modellato dalla tradizione culturale e religiosa del suo paese - sostiene l’assessore ai servizi sociali Raffaela Milano - è un dovere aprirsi alle diversità culturali e favorirne la conoscenza e l'apprezzamento, promuovere un dialogo». Il volume sarà distribuito gratuitamente a chi ne farà richiesta (oppure telefonando ai numeri 06/6893888, 06/69886588).