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CARITAS DIOCESANA DI ROMA - RASSEGNA DELLA STAMPA QUOTIDIANA - 30 MAGGIO  2004
Avvenire – Roma-sette 30-05-04 p. 5

IMPOSTARE IL DIALOGO DALLE DIMENSIONI COMUNI

di Guerino di Tora*

Fin dall’antichità Roma è considerata una città aperta ed ospitale verso le altre culture e le altre religioni. La “Guida ai luoghi di culto e di preghiera per gli immigrati” presentata dalla Caritas diocesana di Roma e dalla Fondazione Migrantes ha confermato questa qualità della Capitale.

Grazie ai flussi migratori che dagli anni Ottanta vi sono giunti, Roma ospita attualmente un vasto numero di cattolici provenienti dai cinque continenti e una numerosa presenza di fedeli di altre religioni che si incontrano per la preghiera in 186 luoghi di culto a loro dedicati.

La città di Pietro, cuore del cattolicesimo, si presenta come un grande centro di incontro delle religioni, un laboratorio per il dialogo inter-religioso.

La scorsa settimana è stata caratterizzata da due importanti avvenimenti che hanno confermato l’importanza dell’esperienza romana.

La Sinagoga di Roma, il tempio ove si riunisce la più numerosa comunità ebraica d’Italia, ha celebrato il centenario della sua fondazione. In un messaggio di augurio il Santo Padre ha rivolto una preghiera affinché “l’inimicizia non travolga più nell’odio coloro che si richiamano al padre Abramo e ceda il posto alla chiara consapevolezza dei vincoli che li legano”.

Il Pontificio Consiglio della Pastorale dei Migranti ha presentato il documento La Carità di Cristo verso i migranti, una Istruzione ad una “convinta disponibilità al vero dialogo inter-religioso”. Dialogo basato sull’accoglienza e sulla verità che, nella chiarezza delle diversità, stimola ad approfondire la nostra fede.

Cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei, musulmani e fedeli di molte religioni orientali: quale può essere la strada per questo dialogo?

Finora si è giustamente puntato al fine della pace, cercando i punti comuni che ci aiutino a convivere. L’Istruzione ci invita ad un cammino di condivisione percorrendo con maggior decisione le “dimensioni comuni all’interno delle rispettive comunità: la preghiera, il digiuno, la vocazione fondamentale dell’uomo, l’apertura al trascendente, l’adorazione di Dio e la solidarietà tra le Nazioni”.

Il nostro impegno è quello di coinvolgere le comunità con una formazione ed informazione circa le altre religioni, per superare i pregiudizi e le paure ingiustificate che creano barriere e provocano incomprensioni.

* Direttore Caritas