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CARITAS DIOCESANA DI ROMA - RASSEGNA DELLA STAMPA QUOTIDIANA - 3 DICEMBRE  2004
Corriere della Sera 03-12-04 Cronaca di Roma p. 54

LA STORIA

«In fuga dal Congo tra torture e incubi» 

Bienvenu Kasole, 26 anni, studente congolese, mamma nonno nonna zio e zia uccisi, torturato da soldati rwandesi e poi da soldati congolesi, dal 2001 è un rifugiato riconosciuto in Italia. Vive a Roma, studia scienze politiche, si arrangia con vari lavoretti. Quando arrivò a Roma, nel 2000, anno del Giubileo, ebbe la fortuna di incappare nella Caritas. Le ferite dell'anima però non gliele ha curate ancora nessuno. «Penso sempre, ogni giorno dice aquale sarà il mio futuro. Sono un malato che sta aspettando di guarire». Torture? Se glielo chiedete alza la manica destra e fa vedere un paio di grosse cicatrici. «Le altre le ho nel resto del corpo».

«Abitavo a Bukavu, una città del Congo orientale, vicino al confine con Rwanda e Burundi raccontaBienvenu -. Studiavo legge e facevo parte del coordinamento delle associazioni giovanili solidali del Congo. Abbiamo denunciato le atrocità delle truppe rwandesi ma poi anche quelle del dittatore Kabila. I rwandesi mi hanno preso nel '98. Quattro giorni di torture, con l'elettricità. Mi avevano messo in una stanza col pavimento coperto da acqua salata. I miei amici esterni corruppero i carcerieri e così fuggii in Burundi. Da lì mi costrinsero ad andare in Kenia da dove fui poi espulso e riportato a Kinshasa, la mia capitale. E lì per due settimane mi hanno torturato (ancora elettricità) le truppe congolesi. Alla fine stavo talmente male che mi hanno buttato in un ospedale. Da lì, con la complicità di amici, sono riuscito a fuggire. Prima in Belgio, poi a Roma dove sono arrivato quattro anni fa...» Un anno dopo, nel 2001, la sua domanda di rifugiato è stata accolta. Ma Bienvenu non ha dimenticato quello che ha subito.

P. Br.