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Perché i bambini
della Repubblica Democratica del Congo
non diventino
bambini soldato!
Perché i bambini
soldato della Repubblica Democratica del Congo ritornino
bambini!
La
guerra
Dal
1998 la Repubblica democratica del Congo è teatro di
guerre terribili e dimenticate che hanno causato almeno
3,3 milioni di morti.
La RDC è considerata uno dei Paesi più ricchi del
continente in termini di potenziale agricolo, di foreste
tropicali e di risorse minerarie. Nonostante
l’abbondanza di risorse,
l’economia del
paese è in caduta libera dalla metà degli anni 80.
Le
enormi ricchezze del Congo sono le ragioni della
guerra: diamanti, coltan, rame, oro, caffè. Per esse si
combattono diverse forze, regolari ed irregolari,
supportate dagli Stati vicini.
Nel
1997 l'Alleanza delle Forze Democratiche per la
Liberazione (ADFL) guidata da Kabila ha conquistato
Kinshasa e rovesciato la trentennale dittatura di
Mobutu.
Nel
1998, ribelli Tutsi, organizzati in gruppi armati come
il Raggruppamento Congolese per la Democrazia (RCD) e il
Movimento di Liberazione del Congo (MLC) hanno iniziato
una dura lotta contro le fazioni fedeli al presidente
Kabila.
Nel luglio del 1999 firma dell'accordo internazionale di
Lusaka: ma sul campo i combattimenti non sono mai
cessati, nemmeno dopo che le nazioni coinvolte nel
conflitto hanno iniziato a ritirare i propri eserciti
regolari (febbraio 2001) e i caschi blu del contingente
MONUC (Missione ONU in Congo) sono arrivati per
sorvegliare la tregua.
Nel
2002 ha preso il via un Processo di Pace che ha portato
alle prime elezioni nel novembre 2006.
Ancora oggi le varie fazioni sono in conflitto fra loro
e gli avvenimenti degli ultimi mesi confermano che la
tensione è molto alta. La Pace è quindi lontana
dall’essere reale.
Principali dati
ed Indicatori relativi al paese -
(fonti: UNDP 2006 - guida del mondo 07/08 - UNICEF 2005 -
UNDESA 2006)
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ASSETTO POLITICO-ISTITUZIONALE |
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Forma di Governo |
Repubblica |
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Capitale |
Kinshasa |
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superficie
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2.267.050 km2 (italia 301.336km2) |
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densità popolazione |
23 abitanti per km2 (in Italia :192) |
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POPOLAZIONE |
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Abitanti |
59.300.000 (italia
58.751.711) |
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Distribuzione popolazione per fasce d'età
(in % sul totale) |
0-14 anni 48,1% - 15-64 anni
49.4% - 65 anni ed oltre 2.5%
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Gruppi etnici
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55% Mongo, Luba, Kongo (Bantu); 45%
Mangbetzu-Azande (Amitici) |
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Lingue principali |
Francese (ufficiale), Lingala (lingua franca
commerciale) Kingwana (dialetto Swahili),
Kikongo, Tshiluba ed
oltre 200 dialetti |
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Tasso di crescita della popolazione |
2,98% annuo
(in Italia:
0,2% annuo) |
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indice di natività |
42,96 nascite su 1.000 persone |
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Indice di Mortalità
|
129 su 1.000 nati vivi
(in
italia: 4 su 1.000 nati vivi) |
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Indice di Mortalità Infantile (sotto i 5 anni) |
205 su 1.000
(in italia: 4 su 1.000
nati vivi) |
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mortalità infantile sotto 1 anno di età |
129 su 1.000
(in italia: 4 su 1.000
nati vivi) |
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Indice di fertilità |
6,7 media bambini per donna
(in Italia: 1,3) |
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mortalità materna |
990 donne su 100.000 nati vivi
(in Italia: 5 su
100.000) |
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indice malnutrizione bambini sotto i 5 anni
|
35% (Italia: assenza di
malnutrizione sotto i 5%) |
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Soggetti affetti da HIV/AIDS |
3,2 % della popolazione tra i 15 e i 49 anni
(in Italia: 0,3-0,9%) |
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Aspettative di vita media |
45 anni
(in italia: 80,2
anni) |
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Tasso d'Istruzione |
67,2% dai 15 anni in su (in
italia 98,4%) - 70,4% tra i 15 e i 24
anni
(in Italia: 99,8%) |
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Accesso all'acqua potabile |
46% della popolazione (in italia: accesso per
tutti) |
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popolazione urbanizzata |
33% (in Italia: 67,5%) |
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Forza Lavoro |
14.51 milioni |
I
bambini
ci
sono oltre 4 milioni di orfani nel paese;
Le
iscrizioni scolastiche stanno diminuendo. Oltre 4,4
milioni di bambini (circa metà della popolazione in età
scolastica) non sono a scuola: questo numero comprende
circa 2.5 milioni di bambine e 400.000 bambini sfollati
interni al paese.
Il
lavoro minorile è la normalità: più di un quarto dei
bambini tra i 5 e i 14 anni lavora abitualmente.
I
bambini soldato
I bambini sono particolarmente vulnerabili al reclutamento
militare e all’impiego nelle situazioni di guerra a
causa della loro immaturità fisica ed emotiva.
Sono facilmente manipolabili e possono essere introdotti ad
una violenza che, data la loro età, non riescono né a
rifiutare né a capire.

I bambini diventano più facilmente bambini soldato se sono
poveri, se vengono separati dalle loro famiglie, se
abitano lontano dalle loro case, se vivono in zone di
guerra o non possono andare a scuola. Si stima che in
Congo su tre bambini soldato uno sia una bambina.
Tutte le parti in conflitto nel Nord Kivu hanno utilizzato ed
utilizzano i bambini nelle azioni militari.
Quando il governo congolese ha iniziato a lavorare per la
creazione di un esercito nazionale integrato, gli
operatori congolesi e internazionali, tra il 2003 e il
2006, hanno identificato e liberato circa 30.000 bambini
soldato arruolati nelle unità regolari e in altri gruppi
militari, riportandoli alla vita civile.
Dal giugno 2006 al maggio 2007, sono più di 1.400 i bambini
sottratti ai vari gruppi militari nel Nord Kivu.
(fonte: Nuova crisi nel Nord Kivu, Rapporto di Human Rights Watch, Ottobre 2007)
Il
progetto
I Centri di Transito ed Orientamento - CTO
Nel
2004 con la Caritas Diocesana di Goma si è dato vita ad
un progetto di smobilitazione dei bambini soldato
tramite la creazione di 5 Centri di Transito ed
Orientamento.
L’obiettivo dei CTO è il reinserimento sociale dei
bambini che è reso difficile a causa di minacce,
insicurezza o eccessiva povertà delle famiglie.
Oggi
i Centri di Transito ed Orientamento (CTO) ancora
attivi sono tre nelle zone di Mweso, Nyanzale e
Masisi.
Dalla
loro apertura ad oggi:
-
hanno
accolto e curato 2.197 bambini soldato;
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hanno
reinserito in famiglia 2.115 bambini soldato;
-
hanno
reinserito nel sistema scolastico 840 bambini.
Le attività dei CTO che vogliamo continuare a sostenere
I
bambini, dopo essere stati accolti e curati, durante la
loro permanenza nei CTO - che non supera i 3 mesi -
partecipano a:
-
attività di alfabetizzazione;
-
corsi
di iniziazione all’agricoltura ed all’allevamento;
-
corsi
di formazione su: rapporto tra genitori e i bambini da
loro separati, malattie sessualmente trasmissibili, i
bambini e la guerra, regole generali di buona condotta,
la coabitazione pacifica e l’igiene del corpo umano;
-
colloqui individuali di counselling con operatori
specializzati;
-
attività ludiche e sportive;
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