I volontari di Cosenza al Servizio notturno

La formazione “in strada” per i volontari di “Casa Nostra” con gli operatori dello Sni

WhatsApp Image 2017-12-02 at 11.16.41Il 1° e il 2 dicembre alcuni volontari dell’Associazione “Casa Nostra” di Cosenza si sono rivolti a noi, operatori del Servizio Notturno Itinerante, per una formazione teorica e sul campo che ha visto anche la collaborazione di un assistente sociale, uno psicologo e un educatore che si occupa di progettazione sociale. La formazione è stata suddivisa in due giornate: in una prima fase si sono affrontati temi riguardanti l’educativa di strada, le tecniche di relazione e di primo contatto con le persone che vivono in condizioni di estrema emarginazione, l’attivazione di una concertazione territoriale degli interventi. La seconda giornata di formazione invece è stata dedicata alle tecniche del project management, ossia ai principi di stesura del progetto e della gestione delle fasi operative del servizio.

Gli incontri, al di là dei contenuti specifici che sono stati trasmessi, hanno preso le mosse dal racconto della loro esperienza di servizio in strada in un contesto profondamente diverso da quello romano, dalle aspettative e dagli aspetti problematici riscontrati nella realtà in cui operano. In entrambe le giornate, alla prima fase teorica è seguita un’esperienza pratica di “uscita” in strada con gli operatori del servizio che la Caritas di Roma promuove da ormai trent’anni.

Le due giornate di formazione hanno permesso a noi operatori di allargare i confini puramente locali del nostro sguardo e di addentrarci in spazi, luoghi e tempi diversi da quelli in cui operiamo quotidianamente. Il fine potrebbe essere quello di costruire un linguaggio comune di prossimità per l’intervento in strada ed elaborare un modello condiviso su scala nazionale, animando in concreto il rapporto tra le parrocchie e le realtà sociali coinvolte nei servizi di sostegno e accompagnamento per le persone senza dimora. Si è voluto quindi, attraverso una lettura condivisa dell’esperienza fatta nella città di Cosenza, sostenere anche una prospettiva di responsabilità nei confronti della conoscenza del disagio sociale estremo presente sui territori e dell’attivazione di percorsi di sostegno adeguati alle reali esigenze e alle risorse, formali e informali, a disposizione. Crediamo che questi luoghi di confronto e di riflessione permettano l’elaborazione di un modus operandi condiviso, a partire dalla lettura delle differenze territoriali e dei diversi percorsi umani, professionali e spirituali dove il denominatore comune è la scelta personale di coinvolgersi, come operatori o volontari, di coinvolgersi nella relazione con chi vive ai margini della società.

WhatsApp Image 2017-12-02 at 11.16.40E’ stato anche di fondamentale importanza confrontarsi sull’utilizzo e la definizione di strumenti adeguati e metodologie efficaci per la lettura e la decodifica dei territori che, in un’ottica di rete estesa a livello nazionale, potrebbe consentire di creare una sorta di “atlante delle povertà su strada” e valorizzare così le esperienze di servizio.

Auspichiamo che questa esperienza di scambio e di formazione possa proseguire anche nei confronti di altre realtà, ecclesiali e non. Questo perché crediamo che oggi, in una società basata sull’individualismo e la frammentazione del legame sociale, sia importante rimetterci sulle tracce della condivisione, testimoniando la ricchezza che deriva dall’incontro con l’altro diverso da me, senza la pretesa di imporre modelli o visioni precostituiti ma attivando una dinamica di uscita dal proprio (limitato) orizzonte. In altre parole, crediamo che questi incontri possano aiutarci ad abbandonare il nostro status di monadi, cioè di individui ripiegati su sé stessi – che si riflette nello specifico anche sulle modalità operative di servizi, volontari e professionisti – per abbracciare invece uno sguardo più complesso, dinamico, in uscita, come “nomadi” verso l’altro.