«Questo povero grida e il Signore lo ascolta»

ProgrammaPastorale
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Una storia di carità della Chiesa di Roma che ogni giorno si ripete nelle oltre cinquanta opere-segno che la Caritas promuove nel territorio della Capitale. Da queste partirà il programma pastorale che l’organismo diocesano propone alle parrocchie nel periodo in cui la Diocesi è chiamata a “fare memoria”. Un’iniziativa di “prossimità territoriale”, una sorta di gemellaggio, a cui il cardinale Angelo De Donatis ha chiamato le Prefetture invitandole a conoscere e operare insieme alle strutture di solidarietà – ostelli, mense, case famiglia, comunità – presenti nel proprio territorio.

L’iniziativa è stata presentata nell’assemblea di inizio anno pastorale delle Caritas parrocchiali che si è tenuta presso l’Università Lateranense. “Questo povero grida e il Signore lo ascolta” (Sal 34,7), come indicato nel messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale dei poveri 2018. Si è trattato del primo incontro con le parrocchie di don Benoni Ambarus, da settembre direttore della Caritas diocesana. Con lui erano presenti anche il vescovo Gianpiero Palmieri, ausiliare per il Settore Est, e don Paolo Asolan, incaricato per la formazione del clero.

Nell’ambito del cammino diocesano, la Caritas promuove delle proposte esperienziali suddivise in tre momenti: il primo fino a Natale, imperniato sul “fare memoria”; il secondo nel periodo tra gennaio a Pasqua, che sarà dedicato alla “riconciliazione”; il terzo, da Pasqua a Pentecoste, sull’ascolto del “grido della città” e sulla missione.

Insieme alle molte iniziative di formazione rivolte a volontari, centri di ascolto parrocchiali, mondo della scuola e gruppi giovanili, sono quattro le “novità” del programma di quest’anno: le esperienze di “prossimità territoriale” tra le parrocchie e i centri di carità presenti nel quartiere; la conoscenza delle “solitudini domestiche” soprattutto nel caso degli anziani e il coinvolgimento dei volontari; le iniziative di accoglienza dei rifugiati con il progetto “Pro-Tetto”; un’indagine conoscitiva sul mondo giovanile realizzata insieme alle parrocchie e alle associazioni.

Il tempo di Quaresima è il periodo nel quale la Chiesa propone di guardarsi alla luce della storia di Gesù e del suo Vangelo. «In questo tempo – ha detto il sacerdote – la Caritas invita a vegliare perché non si perda di vista la necessità di vivere il perdono e la riconciliazione, ascoltando le grida sommesse di tante persone che non riescono ad essere riconosciute, comprese, valorizzate». Sono due le proposte dell’organismo diocesano in questo tempo della riconciliazione: una veglia di preghiera itinerante organizzata insieme al Centro Missionario Diocesano, in memoria dei missionari martiri, e la Via Crucis con i detenuti dei quattro Istituti di reclusione di Rebibbia.

L’ultima parte dell’anno sarà dedicata ad “ascoltare il grido della città”. L’ufficio diocesano, mettendo a disposizione dei sussidi informativi, si propone di favorire, attraverso il dibattito e gli approfondimenti organizzati in ogni Settore, «la scelta preferenziale per gli ultimi a partire dalla conoscenza».

Nel corso dell’incontro è stato presentato il diacono Massimo Soraci, vicedirettore della Caritas diocesanaa; con lui anche i cinque incaricati di Settore per la carità: don Paolo Salvini (ovest), padre Paolo Maiello (sud), padre Aniello Stoia (centro), i diaconi Roberto Proietti (nord) e Girolamo Furio (est).

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