Fra Noi, i rifugiati verso l’autonomia

L’esperienza del progetto “Fra noi” al festival delle culture mediterranee Sabir di Matera

 «Abbiamo conosciuto la Sig. Juliet Bright e la figlia Josephine nella primavera del 2021. In quel momento Juliet e la bambina vivevano in un alloggio di semi-autonomia.  Il desiderio di Juliet era quello di ricongiungersi al compagno e padre della bambina che lavorava vicino a Busseto, in provincia di Parma.
Grazie all’azione di mobilità geografica del progetto Fra Noi 2, la donna e la bambina sono state sostenute dalla Caritas di Roma nel trasferimento a Busseto, dove tramite l’attivazione di un’associazione di Parma e il prezioso supporto delle volontarie della Caritas parrocchiale locale, la famiglia ha velocemente trovato una casa in affitto dove vivere insieme.
L’integrazione di Juliet a Busseto continua attraverso il coinvolgimento in varie attività come corsi di italiano e workshops di orientamento lavorativo. Tutta la famiglia ha trovato una comunità locale pronta ad accoglierla e a sostenerla!“

Questa è una delle oltre 340 persone rifugiate e titolari di protezione internazionale che al momento hanno intrapreso un percorso verso l’autonomia in Italia grazie al progetto Fra Noi, progetto nazionale finanziato dal Ministero dell’Interno con il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (Fami) che punta a integrare stabilmente persone titolari di protezione internazionali nelle comunità locali e di cui anche la Caritas Roma fa parte.

Dopo una prima edizione che si era conclusa nel 2018, questa seconda fase – iniziata a luglio 2020 e che si concluderà nell’autunno del 2022 – è guidata ora dal Consorzio Communitas, una rete no profit formata da 23 realtà locali distribuite su tutto il territorio nazionale, che collabora in sinergia con la Caritas Italiana e le Caritas diocesane.

Il progetto Fra Noi è stato presentato al pubblico a Matera in occasione del Festival delle culture mediterranee Sabir che si è svolto l’11 e 12 maggio. Due giorni di laboratori e convegni in cui i protagonisti del progetto, gli enti impegnati, i partner del mondo aziendale di tutta Italia si sono incontrati per condividere i primi risultati e le buone prassi messe in atto.

Obiettivo del progetto FRA NOI è quello di coinvolgere in totale 450 migranti titolari di protezione internazionale che abbiano portato a termine, da non oltre 18 mesi, percorsi di accoglienza presso progetti SPRAR, CAS ed altri circuiti di accoglienza, quali, in particolare, i Corridoi Umanitari.
Si tratta di un sistema di “accompagnamento all’autonomia” che nasce dalla consapevolezza delle debolezze del sistema nazionale di accoglienza e integrazione Sai che non riesce a realizzare una reale integrazione nel territorio: ad esempio, solo il 20% dei migranti accolti nel sistema Sai riesce poi a ottenere un contratto di lavoro, e più della metà non riesce ad avere un contratto di affitto.
L’inclusione pensata dal Fra Noi interviene nel momento in cui il titolare di protezione internazionale esce dal sistema di accoglienza e si trova a dover “entrare” nella comunità locali, coinvolgendo le comunità in cui i migranti abitano, e facendo forza su risorse e capacità specifiche di ciascuna persona inserita nel progetto. Una formula che ha già dimostrato di essere efficace, perché riducono i costi di welfare, non generano nuove spese ma utilizzano in modo diverso le risorse già esistenti.
Gli interventi si basano su alcuni pilastri: inserimento lavorativo in aziende, accoglienze in famiglia, autonomia abitativa in situazioni di affitto, housing sociale o cohousing, inserimento sociale nelle comunità locali.
Fondamentale, per la buona riuscita dei percorsi, è il coinvolgimento dei territori: in particolare delle famiglie e le comunità locali, coinvolte nell’accoglienza e nell’accompagnamento della quotidianità e dell’orientamento in un contesto sociale culturale differente da quello di origine; dei proprietari di abitazioni e agenzie immobiliari, che possono favorire la ricerca della casa e il raggiungimento dell’autonomia abitativa; delle aziende, che tramite attivazione di tirocini e assunzioni sono coinvolte nelle azioni di inserimento lavorativo, che permette alle persone di raggiungere l’indipendenza economica.
Finora solo 180 le persone migranti che hanno trovato un lavoro, altre 160 hanno una casa, e in 170 hanno concluso un percorso formativo.