Con un gesto storico, il Papa ha scelto il carcere di Rebibbia per aprire la seconda Porta Santa del Giubileo del 2025. A concelebrare il vescovo ausiliare Benoni Ambarus, incaricato per la diaconia della carità, insieme al diacono Giustino Trincia, direttore della Caritas, ai cappellani e ai diaconi dei quattro istituti di Rebibbia.
Durante l’omelia, tutta a braccio, il Pontefice ha parlato di speranza e fraternità, invitando tutti ad “aprire le porte del cuore”.
“I cuori chiusi, quelli duri, non aiutano a vivere. Per questo la grazia di un Giubileo è spalancare, aprire, e soprattutto, aprire i cuori alla speranza”.La speranza, ha detto il Papa, è come un’àncora: qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti più bui. “Non perdete mai la speranza. Anche quando le mani fanno male a tenere la corda, guardate avanti. Sempre c’è qualcosa di buono, sempre c’è qualcosa da fare”.
Francesco ha concluso augurando “molta pace” e chiedendo ai detenuti e al personale di pregare per lui, promettendo di fare lo stesso per loro.



