Casa Speranza, un segno concreto per il Giubileo

«Un primo segno di speranza del nuovo anno»: così il cardinale Baldo Reina, vicario della Diocesi di Roma, ha definito Casa Speranza, struttura di accoglienza per senza dimora nei mesi più freddi, che ha benedetto e inaugurato lo scorso 2 gennaio.
All’inizio dell’Anno Santo, questa iniziativa «incoraggia a fare tanto e a realizzare altri segni di carità nella diocesi come tanti già ce ne sono», ha affermato il porporato ringraziando la Caritas di Roma che quotidianamente «fa un lavoro straordinario».
La struttura sarà aperta fino alla fine di aprile e sarà gestita dalla Comunità del Don Orione insieme alla Caritas diocesana e alle parrocchie della XXXV prefettura.
Casa Speranza, fino al prossimo aprile, offrirà un tetto e un pasto caldo a 14 uomini senza fissa dimora seguiti dai Centri di ascolto diocesani della Caritas.
Tre stanze con due letti a castello e una con due letti, più due stanze per gli operatori, tutte con bagno in camera, sono state allestite nell’immobile di via Edmondo De Amicis, zona Camilluccia, che fino a qualche anno fa ospitava gli uffici della sede provinciale della comunità del Don Orione.
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