Due parrocchie romane accolgono il progetto di semiautonomia per protetti

Una nuova casa, due parrocchie e tante relazioni: il progetto di semiautonomia per protetti cambia sede e approda nel cuore vivo delle comunità di Sant’Andrea Corsini e San Felice da Cantalice.

Il progetto di semiautonomia promosso dalla Caritas di Roma per migranti in difficoltà, con particolare attenzione ai titolari di protezione internazionale, ha trovato una nuova casa. Nei mesi di aprile e maggio 2025, infatti, nove rifugiati di diverse nazionalità sono stati accolti in due parrocchie del settore Est della diocesi: la Parrocchia di Sant’Andrea Corsini, nel quartiere Gregna di Sant’Andrea, e la Parrocchia di San Felice da Cantalice, a Centocelle, che hanno offerto loro non solo una soluzione alloggiativa, ma anche il calore e la presenza di una comunità.

Il trasferimento si è reso necessario a causa di lavori di ristrutturazione dell’immobile che fino ad ora ospitava il progetto. Ma quella che poteva essere una difficoltà si è trasformata in un’opportunità grazie alla generosa disponibilità delle due comunità parrocchiali, che hanno permesso di arricchire il modello di accoglienza di una dimensione nuova, fatta di relazioni, presenza e condivisione.

Attivo dal 2015, il progetto si rivolge a uomini migranti che, dopo un primo periodo in strutture di accoglienza, hanno intrapreso un percorso di inclusione ma necessitano ancora di un sostegno per raggiungere una piena indipendenza lavorativa, economica e abitativa. Si tratta di un modello che valorizza i passi già compiuti, offrendo una sistemazione agevolata e un accompagnamento personalizzato. Gli ospiti, chiamati a partecipare attivamente alla vita quotidiana della struttura, sono seguiti da un’équipe composta da due assistenti sociali, una tutor di percorso e il responsabile dell’Area Immigrazione della Caritas di Roma.

L’inserimento nelle parrocchie ha permesso di dare continuità al progetto, integrando al tempo stesso nuove risorse e relazioni che solo un contesto comunitario può offrire. Il tutoraggio garantisce un supporto mirato per l’orientamento sul territorio, l’accesso ai servizi, il rafforzamento della posizione lavorativa e la ricerca di una soluzione abitativa stabile e regolare.

Ancora una volta, il coinvolgimento delle comunità si conferma elemento essenziale nei processi di integrazione. La relazione tra ospiti e territorio diventa occasione di crescita reciproca, dimostrando che il modello di un’accoglienza condivisa e partecipata è non solo possibile, ma replicabile.

Nel contesto del Giubileo della Speranza, la Caritas di Roma esprime profonda gratitudine alle due comunità parrocchiali che hanno aperto le porte al progetto, offrendo un segno concreto di fraternità e solidarietà.

Condividi