Venerdì 20 giugno si è svolto presso il Poliambulatorio della Caritas diocesana di Roma un pomeriggio di visite di chirurgia vascolare, rivolto a persone in condizioni di estrema marginalità sociale già seguite dal Poliambulatorio o accolte presso l’Ostello Caritas con problematiche di natura venosa e linfatica agli arti inferiori.
L’iniziativa si è svolta in collaborazione con la venous-lymphatic World International Network (v-WIN) Foundation, organizzazione no profit globale coinvolta da anni in missioni umanitarie ed attività scientifico-educazionali istituzionali nel settore della flebologia e linfologia.
E’ stato effettuato uno screening coinvolgendo una decina di persone affette da gravi problemi venosi agli arti inferiori, per le procedure terapeutiche che verranno eseguite a titolo caritatevole presso l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata il prossimo 3 settembre.
Secondo quanto riportato dai professori Massimo Danese e Sergio Gianesini che hanno visitato le persone candidate agli interventi di chirurgia vascolare: «l’iniziativa porta con sé una moltitudine di messaggi di primaria importanza, partendo dalla solidarietà verso le persone fragili, ancor più esposte all’impatto clinico severissimo degli stadi più estremi della patologia venosa degli arti inferiori. Di più ancora mette in evidenza l’estrema diffusione, in tutte le classi sociali, della problematica veno-linfatica, potenzialmente gestibile mediante appropriate diagnosi e cure, tanto nella sua forma acuta trombo-embolica, quanto in quella cronica ulcerosa».
I due medici ringraziano a nome della v-WIN Foundation la Caritas diocesana di Roma, nonché l’Ospedale San Giovanni, «per l’opportunità di accendere quella “Speranza” giubilare per cui colleghi da tutto il mondo ci raggiungeranno il 3 settembre quali “Pellegrini” conferenti tanto l’opera clinica umanitaria, quanto quella educazionale, a beneficio trasversale di tutte le classi sociali. In questo senso si declina l’acronimo v-HELP (v-WIN Humanitarian Education in Lympho-Phlebology) dato alla missione, portando insieme cura clinica, consapevolezza sanitaria e l’aiuto morale di cui tutti abbiamo bisogno».