Nel nuovo libro di padre Giulio Albanese, uno sguardo lucido e profetico sulle sfide e le potenzialità dell’Africa.
Conoscere l’Africa per comprenderla davvero. È questo l’invito che attraversa le pagine del nuovo libro di padre Giulio Albanese, missionario comboniano e direttore dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma: “Afriche, inferno e paradiso. Viaggio in un continente dai mille contrasti”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana con la prefazione del cardinale Francesco Montenegro.
Il volume, presentato il 18 giugno presso la Cittadella della Carità “Santa Giacinta”, offre un’analisi approfondita e disincantata del continente africano, spesso descritto in modo semplificato e stereotipato. «Non è un continente povero, ma impoverito», ha affermato padre Albanese, sottolineando come l’Africa sia ricca di risorse naturali, cultura, vitalità e potenzialità, ma continuamente saccheggiata da interessi esterni.
Nel suo intervento, il missionario ha richiamato l’attenzione sul ruolo dell’Europa, che si considera spesso “benefattrice” ma che, in realtà, potrebbe ritrovarsi presto dipendente dall’Africa, soprattutto per motivi demografici: l’età media nel continente è di soli 20 anni. Riguardo al Piano Mattei, padre Giulio ha dichiarato di non essere contrario agli investimenti, purché avvengano nel rispetto delle regole e dei diritti. Tuttavia, ha evidenziato la necessità di cambiare approccio: «Serve corresponsabilità, non paternalismo. La sfida più grande è l’informazione, che è la prima forma di solidarietà».
La presentazione, moderata dalla giornalista Giulia Rocchi, è stata aperta dal direttore della Caritas di Roma, Giustino Trincia, che ha definito il libro «una riflessione geopolitica coraggiosa, capace di interpellare il nostro modo di vivere la carità». Un testo utile, ha aggiunto, per chi opera nel sociale e desidera educare le comunità a decostruire stereotipi e leggere con maggiore consapevolezza le radici profonde della mobilità umana.
Intervenuto anche Jean-Léonard Touadi, docente di Geografia dello sviluppo dell’Africa all’Università di Roma Tor Vergata, che ha evidenziato come per decenni il continente sia stato soggetto ai diktat del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, compromettendo settori fondamentali come scuola, sanità e infrastrutture. Il libro, ha detto, «propone una nuova architettura economico-finanziaria che interpella anche i cristiani, chiamati a vivere la Dottrina sociale della Chiesa come strumento di giustizia».
Per il giornalista Vincenzo Nucci, si tratta di un vero e proprio vademecum per chi vuole occuparsi seriamente di Africa: un continente strategico anche negli attuali equilibri internazionali, ma ancora troppo spesso raccontato solo attraverso conflitti e povertà, dimenticando la sua straordinaria ricchezza.
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