I sogni dei piccoli migranti

I sogni dei bambini – di una vita serena, una casa, una bambola con i vestiti; di diventare un medico o un avvocato; di aiutare economicamente i familiari – vivono anche nei genitori e li spingono alla ricerca di una vita migliore. Sono i sogni che ispirano i migranti, grandi e piccoli, a lasciare terre desolate, pericolose, per mettersi in cammino su sentieri impossibili, attraversando deserti e oceani. Sono gli stessi sogni, gli stessi passi, che avvengono in America Latina e in Africa, che accomunano le giovani generazioni di quei popoli destinati a emigrare per credere nella speranza.

È stato un confronto e uno scambio di esperienze quello avvenuto all’incontro “Sueños Migrando” che si è svolto il 7 ottobre alla Cittadella della carità “Santa Giacinta”.

La sociologa Maria de Lourdes Rosas Lòpez, dell’Università UPAEP di Puebla in Messico, ha presentato la ricerca “Minori migranti in Messico diretti negli Stati Uniti: un focus sulla pericolosità, le strategie di sopravvivenza e i sogni di un continente”. Un lavoro che mette in luce gli effetti del processo migratorio nel passaggio dall’infanzia a un’età adulta, accelerato dalle premature esperienze e responsabilità.

Il progetto ha vinto il Concorso di Ricerca 2024 dell’Organizzazione delle Università Cattoliche dell’America Latina e dei Caraibi (ODUCAL) e della Conferenza Episcopale Latinoamericana e Caraibica (CELAM), con il sostegno finanziario di ODUCAL, CELAM e UPAEP.

Collegato all’iniziativa anche il documentario “Sueños Migrando” (Sogni in migrazione) che ha raccolto le testimonianze di trenta minori migranti passati per il Messico per raggiungere gli Stati Uniti.

La relatrice ha messo in evidenza alcuni aspetti che accomunano le migrazioni internazionali dei minori: le ragioni che li spingono a lasciare il loro luogo di origine; le dure condizioni del loro viaggio; la violenza che subiscono; le violazioni alle loro dignità e ai loro diritti umani; il ruolo svolto dalle strutture di sostegno nei paesi di transito e di arrivo; i loro sogni e le aspirazioni nella società di destinazione.

Su questo si è aperta la tavola rotonda che ha visto Luca Di Sciullo, del centro studi e ricerche Idos, offrire una panoramica della presenza dei minori migranti in Italia; Maria Franca Posa, responsabile dell’Area Famiglia e Minori della Caritas di Roma, proporre uno spaccato del sistema di accoglienza ai Minori stranieri non accompagnati; Riccardo Bosi, pediatra del servizio pubblico, parlare di un approccio integrato e interculturale per la cura dei ragazzi; Simona Ciambellini, psicologa e psicoterapeuta del servizio “Ferite invisibili” della Caritas di Roma, affrontare il tema dei traumi legati all’esperienza migratoria.

 

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